Il progetto per costruire una nuova moschea a Torino

Prevede di riqualificare l'ex fonderia Nebiolo costruendo anche uno studentato e una biblioteca

Dettagli del tetto della Grande Moschea di Roma (ANSA/ ARCHIVIO/ETTORE FERRARI)
Dettagli del tetto della Grande Moschea di Roma (ANSA/ ARCHIVIO/ETTORE FERRARI)
Caricamento player

Il comune di Torino ha autorizzato la costruzione di una nuova moschea, negli spazi dell’ex fonderia Nebiolo, un grosso complesso industriale degli anni Venti nel quartiere Aurora. Sarà una delle poche moschee d’Italia, dove l’Islam viene di solito praticato in centri ricavati da capannoni, negozi, garage o altri spazi informali, e non in luoghi di culto ufficiali.

La moschea rientra in un più ampio progetto di riqualificazione dell’ex fonderia che prevede uno studentato universitario, una biblioteca e spazi in cui organizzare attività culturali, formative e iniziative dedicate al dialogo interreligioso. La Confederazione Islamica Italiana (CII), che riunisce varie associazioni, ha detto che circa l’80 per cento degli spazi dell’ex fonderia sarà destinato a funzioni diverse dal culto.

Aurora, nel quadrante nord della città, è un ex quartiere operaio che si trova da tempo in una situazione di degrado. Circa un terzo degli abitanti sono stranieri e c’è un problema di spaccio di sostanze illegali. La CII, che è la principale promotrice del progetto, ha fatto sapere che i lavori inizieranno entro la fine dell’anno, dureranno almeno tre anni e richiederanno circa 15 milioni di euro, una parte dei quali finanziata dal governo del Marocco.

In Italia le moschee sono 12, per oltre 2,7 milioni di persone musulmane che vivono in Italia (dati aggiornati al 2021). I luoghi informali in cui le comunità musulmane si riuniscono per pregare in Italia sono circa 1.200, secondo dati del ministero dell’Interno.

Per le persone musulmane la moschea non è solo un luogo di culto e preghiera, ma è spesso anche il principale punto di riferimento e aggregazione. La scarsità di moschee dipende anche dallo scarso riconoscimento dell’Islam in Italia: per fare un esempio, in mancanza di un’intesa con lo Stato italiano le comunità musulmane non possono ricevere l’otto per mille e devono finanziarsi con donazioni dei fedeli o con fondi esteri, come nel caso di Torino. L’otto per mille è una parte delle imposte sul reddito a cui lo Stato rinuncia per donarla sulla base delle preferenze dei contribuenti.

– Leggi anche: A chi va l’8 per mille

Sono diversi i progetti incompiuti di moschee che si trascinano da anni: a Milano è il caso della moschea di via Esterle, negli ex bagni pubblici del comune, che dovrebbe costruire la Casa della Cultura Musulmana di via Padova. L’ultima sospensione è dell’anno scorso.

Un altro progetto bloccato è a Mestre, a Venezia. Riguarda una grande area vicino alla stazione, circondata dai binari, dove c’è una segheria abbandonata. L’amministrazione di Luigi Brugnaro, di centrodestra, aveva preso contatti e avviato le pratiche iniziali: il nuovo sindaco Simone Venturini, sempre di centrodestra, invece ha sospeso tutto sostenendo che non ci siano le condizioni per procedere, perché la comunità bangladese promotrice del progetto non sarebbe abbastanza integrata.

– Leggi anche: Le proteste della comunità bangladese di Mestre per avere una moschea