Non si sa ancora nulla dei piloti che hanno fatto atterrare il volo di Flydubai
La compagnia non li ha identificati, ma un passeggero ha raccontato come hanno ripreso il controllo del volo dopo il tentativo di dirottamento
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A quattro giorni dal dirottamento del volo di Flydubai fra Dubai e Tel Aviv si sa ancora pochissimo dei due piloti non in servizio che si trovavano a bordo e che hanno fatto atterrare l’aereo in sicurezza in Arabia Saudita. La compagnia aerea non li ha identificati, anche se non è chiaro il motivo. Quando un membro dell’equipaggio viaggia su un aereo di linea come un normale passeggero, solitamente avviene per portarlo in un luogo dove dovrà prendere servizio.
Il loro operato durante il dirottamento è stato descritto ad Associated Press da Daniel Schlichter, un passeggero che era seduto in seconda fila. Schlichter ha detto che i due si trovavano sul volo perché avrebbero dovuto riportare l’aereo indietro, a Dubai. Negli scorsi giorni invece il quotidiano israeliano Jerusalem Post aveva ricostruito che si trovassero sull’aereo perché possibili ritardi nel traffico regionale avrebbero potuto far superare all’equipaggio originario le ore di servizio consentite. In ogni caso, la loro presenza non era legata a questioni di sicurezza.
I due piloti sono intervenuti subito dopo che alcuni passeggeri erano riusciti a portare il copilota, che stava cercando di far precipitare l’aereo, e il pilota ferito fuori dalla cabina di pilotaggio. Il copilota aveva ferito il pilota con l’ascia di emergenza che si trova nella cabina di pilotaggio.
Schlichter ha raccontato che uno dei due ha scavalcato la mischia per entrare nella cabina di pilotaggio e prendere i comandi: «In pratica stava saltando sopra gli uomini che stavano immobilizzando» il copilota, «poi ha raggiunto la cabina di pilotaggio e ha iniziato a prendere il comando». Poco dopo «l’altro pilota si è unito a lui e hanno chiuso la porta perché non volevano che ci fosse nessun altro lì dentro».
Ha aggiunto che inizialmente i passeggeri non sapevano chi fossero i due uomini, che non si sono presentati e non hanno comunicato con loro per diversi minuti. Ci sono voluti più di dieci minuti per stabilizzare l’aereo, che in poco più di un minuto era passato da 10mila a 5mila metri di altitudine. Successivamente i piloti hanno inviato una richiesta di soccorso mentre cercavano un luogo dove atterrare in sicurezza. Nel frattempo alcuni passeggeri diventati diffidenti avevano iniziato a chiedere chi stesse guidando l’aereo: Schlichter ha detto che aveva paura che i due stessero «dirottando l’aereo forse verso l’Iran, o chissà dove».
La prima volta che i piloti hanno comunicato con i passeggeri, 45 minuti dopo aver ripreso il controllo dell’aereo, hanno annunciato che il pericolo era passato e che sarebbero atterrati a Tabuk, in Arabia Saudita, come poi è successo.
– Leggi anche: Cosa è successo sul volo fra Dubai e Tel Aviv



