La piazza principale di Madrid si è riempita di tende
Per protestare contro lo sfratto di una donna di 87 anni e per chiedere al governo interventi contro la crisi abitativa
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Lo sfratto di una donna di 87 anni dalla casa di Madrid dove abitava da oltre 70 anni ha riacceso le proteste per la crisi abitativa in Spagna. Nel fine settimana nella capitale spagnola alcune migliaia di persone hanno organizzato manifestazioni spontanee e un accampamento nella piazza centrale, a Puerta del Sol: al momento ci sono circa 200 tende e i manifestanti, perlopiù giovani, dicono che non se ne andranno finché non verrà approvata una legge che renda impossibile sfratti come quello di Maricarmen Abascal, la donna di Madrid, e che fornisca qualche soluzione alla crisi abitativa che riguarda tutta la Spagna.
Il governo spagnolo del primo ministro socialista Pedro Sánchez ha intenzione di approvare un decreto nel Consiglio dei ministri di martedì, ma dovrà arrivare a un accordo con i partiti che sostengono dall’esterno il suo governo di minoranza, fra cui gli indipendentisti catalani di Junts. E non è scontato.

Le manifestazioni nel centro di Madrid, a Puerta del Sol, il 26 settembre 2026 (AP Photo/Manu Fernandez)
La questione abitativa in Spagna è un problema grave e diffuso. Negli ultimi anni nelle maggiori città spagnole i prezzi delle case e degli affitti sono molt0 aumentati, diventando spesso non sostenibili per gli inquilini di lungo corso e per i giovani, anche quelli che hanno un lavoro fisso. Il mercato immobiliare è condizionato da fondi di investimento e società private che acquistano palazzi o appartamenti sfruttando il costante aumento dei prezzi, facendo grossi profitti dalla rivendita o dagli aumenti degli affitti.
La risposta alla crisi abitativa era uno dei punti del programma del governo di sinistra di Sánchez, che però non ha una maggioranza in parlamento: a febbraio una prima legge era stata respinta per l’opposizione proprio di Junts, che ha posizioni più vicine a quelle dei proprietari di casa. Poi il decreto previsto per giugno era stato rinviato per la difficoltà di trovare un accordo fra alleati che hanno posizioni molto diverse.
Ora il caso dello sfratto di Maricarmen Abascal a Madrid e le proteste che ha provocato in varie città della Spagna potrebbero essere la spinta decisiva per approvare il decreto, che entrerebbe subito in vigore ma dovrebbe poi essere confermato entro un mese dal Parlamento.
Il caso di Maricarmen Abascal, anziana e con una invalidità al 50 per cento, è diventato un simbolo per le associazioni e i cittadini che protestano contro le speculazioni nel mercato immobiliare e rivendicano il diritto a una casa a prezzi sostenibili. Una società di gestione di immobili, Urbagestión, aveva pressoché quadruplicato l’affitto di Abascal e aveva di fatto rifiutato ogni mediazione per trovare un accordo che permettesse alla donna di rimanere nella sua casa.
Al termine di un lungo contenzioso legale, mercoledì scorso la donna era stata sfrattata, portata fuori in barella: da allora è ricoverata in ospedale per problemi legati a stress e ansia.

Maricarmen Abascal mentre aspetta l’esecuzione dello sfratto, il 23 settembre 2026 (Fernando Sanchez/Europa Press via AP)
Varie centinaia di persone si erano radunate di fronte alla sua abitazione nel tentativo di impedire lo sfratto. Da sabato quelle proteste si sono trasferite in Puerta del Sol, con un accampamento, riunioni, confronti e manifestazioni, in parte guidate dal Sindacato delle inquiline.
Puerta del Sol è una piazza centrale e importante anche dal punto di vista politico, perché già in passato qui si erano tenute manifestazioni e proteste di grande rilevanza.
Nel 2011 il movimento poi definito 15-M iniziò proprio così. Il 15 maggio (da qui il nome 15-M) centinaia di giovani occuparono la piazza chiedendo una democrazia più partecipativa, il superamento del sistema bipartitico (con l’alternanza al governo di socialisti e Partito Popolare) e denunciando le influenze dei grandi gruppi economici e finanziari nel paese. Il movimento bloccò la Spagna per alcuni mesi e influenzò gli sviluppi politici dei successivi 15 anni, in particolare favorendo l’ascesa di nuovi partiti, come Podemos.
Al momento l’obiettivo delle proteste attuali è circoscritto alla questione della casa. I manifestanti chiedono un blocco degli sfratti per le persone vulnerabili, il divieto per le società di acquistare palazzi o immobili, la proroga dei costi degli attuali affitti fino al 2028, regole più rigide per gli affitti brevi e una durata illimitata per tutti i contratti di affitto (invece dei rinnovi biennali previsti ora). Alcune di queste misure potrebbero essere comprese nel decreto, altre, come l’ultima, sono di più difficile approvazione.

Le proteste di Madrid, domenica 27 settembre (AP Photo/Manu Fernandez)
L’accampamento in Puerta del Sol sta fornendo anche l’ennesimo motivo di contrasto fra il governo locale di Madrid e quello centrale. Il sindaco José Luis Martínez-Almeida e la presidente della regione Isabel Díaz Ayuso sono del Partito Popolare (centrodestra) e accusano il governo di Sánchez di alimentare la protesta e di aver permesso l’accampamento, che definiscono «illegale».
La questione della crisi abitativa è particolarmente problematica per il governo locale di centrodestra, che a luglio era stato coinvolto in un caso che aveva provocato discussioni e proteste.
Il quotidiano spagnolo El Pais aveva rivelato che il governo regionale di Ayuso aveva acquistato un attico di lusso da 6,3 milioni di euro in uno dei quartieri più cari di Madrid, Chamberí. L’acquisto era stato tenuto segreto, e il governo non ha mai spiegato come intendesse utilizzare l’attico, che è stato rimesso in vendita quando la questione è diventata pubblica, creando uno scandalo. Oggi Ayuso è fra i principali obiettivi delle proteste, che comunque coinvolgono anche Sánchez e il suo governo, accusato di non aver fatto abbastanza per provare a risolvere la crisi.
– Leggi anche: La storia dello sfratto di Maricarmen Abascal



