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  • Lunedì 28 settembre 2026

È stata infine autorizzata la costruzione del nuovo stadio della Roma

Dopo anni di intoppi e rinvii: la società e il comune vogliono iniziare i lavori nel 2027 e terminarli nel 2031

Il render del nuovo stadio della Roma (AS Roma)
Il render del nuovo stadio della Roma (AS Roma)
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Lunedì la conferenza dei servizi, che riunisce decine di rappresentanti di tutte le istituzioni e degli organi tecnici coinvolti nel progetto, ha approvato la costruzione del nuovo stadio della squadra di calcio della Roma. Sarà nel quartiere di Pietralata, a nord-est della città. È la conclusione del processo di autorizzazione: l’obiettivo della società e del comune di Roma è di avviare i lavori entro marzo del 2027 e completarli nel 2031, in tempo per ospitare alcune partite degli Europei di calcio del 2032, che saranno in Italia e in Turchia.

La conferenza dei servizi è presieduta da Massimo Sessa, il commissario straordinario del governo per gli Europei che, a seguito dell’approvazione, ha firmato l’autorizzazione unica al progetto di fattibilità tecnica ed economica insieme al sindaco di Roma Roberto Gualtieri, che è il subcommissario proprio per lo stadio.

Ora la società della Roma dovrà presentare il progetto esecutivo, cioè il documento che definisce ogni minimo particolare dell’opera, e dovranno contemporaneamente essere avviati i bandi pubblici per la costruzione delle opere accessorie all’impianto, come le strade.

La Roma oggi gioca le sue partite di casa nello stadio Olimpico, che divide con la Lazio. Entrambe le squadre sono in affitto: lo stadio Olimpico è di proprietà di Sport e Salute, azienda pubblica che si occupa dello sviluppo dello sport e il cui azionista unico è il ministero dell’Economia. In Italia ci sono ancora poche squadre con lo stadio di proprietà (la Juventus, l’Atalanta e poche altre), mentre all’estero è molto più comune.

Avere uno stadio di proprietà consente ai club di controllare direttamente tante fonti di ricavo e di guadagnare più soldi. La Roma prova a costruirsi uno stadio dal 2012, quando fu scelta l’area del vecchio ippodromo di Tor di Valle, a sud di Roma. Il progetto venne tuttavia ridimensionato dalla giunta della sindaca Virginia Raggi e non ricevette mai le autorizzazioni necessarie per la costruzione. Ne parlò anche l’allora allenatore della Roma, Luciano Spalletti, e sui social la squadra usava l’hashtag #FamoStoStadio.

La costruzione di quello stadio in quella zona fece però molto discutere. L’assessore all’Urbanistica e ai Lavori Pubblici del comune di Roma, Paolo Berdini, era talmente contrario alla costruzione del nuovo stadio a Tor di Valle che si dimise.

Il progetto dello stadio a Tor di Valle si fermò ufficialmente nel 2021, dopo anni di dubbi, problemi, polemiche e anche indagini. La società – mai coinvolta nelle indagini – fece sapere che «sulla base degli approfondimenti condotti da advisor finanziari, notarili e legali di primario standing, nonché alla luce delle ultime comunicazioni di Roma Capitale [il comune di Roma]» mancavano i presupposti per proseguire.

L’inaugurazione dello stadio, prevista inizialmente nel 2027 per il centenario dalla nascita della squadra, venne posticipata già una prima volta al 2028, e già ora siamo al 2031 come anno di riferimento per la fine dei lavori. Nel frattempo i costi complessivi per lo stadio sono raddoppiati, a causa dell’inflazione e per le opere richieste dal comune di Roma.

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