Il pilota italiano più dominante dell’anno
Nicolò Bulega ha vinto tutte le gare di questa stagione di Superbike, tranne una, ed è vicinissimo a vincere il campionato
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Questo weekend a Cremona si tiene il Gran Premio d’Italia di Superbike, a cui parteciperà il pilota più dominante dell’anno. È il 26enne Nicolò Bulega, della Ducati, che quest’anno è arrivato primo in ogni gara tranne una, nella quale è arrivato secondo. Proprio a Cremona potrebbe diventare il secondo italiano di sempre a vincere la Superbike, a quasi 14 anni dall’ultima volta, quando a farcela fu Max Biaggi.
Quest’anno le prestazioni di Bulega sono state di un livello così alto che l’anno prossimo tornerà a gareggiare stabilmente in MotoGP, la principale categoria del Motomondiale.
La Superbike è il torneo di moto da corsa più importante al mondo dopo la MotoGP. Ma rispetto a quest’ultima è tutta un’altra cosa: i mezzi sono diversi, lo stile di guida pure, e le gare sono di più e un po’ più brevi. Soprattutto, in MotoGP (come in Formula 1) si usano prototipi, cioè veicoli costruiti apposta per le competizioni e molto avanzati dal punto di vista tecnologico. Nella Superbike, invece, si gareggia con moto derivate dai modelli di serie, cioè quelli che si trovano in concessionaria: se ne possono modificare alcune parti per renderle più veloci, ma il telaio deve rimanere uguale all’originale.
Nei primi anni Duemila la Superbike era popolarissima, quasi concorrenziale alla MotoGP. Oggi, invece, i motociclisti la vedono come una sorta di piano B, tant’è che quasi tutti quelli di questo campionato vengono proprio dalla MotoGP, dalla Moto2 o dalla Moto3 (le due categorie minori del Motomondiale), in cerca di una seconda chance.
Bulega era uno di questi. Dopo aver ottenuto risultati molto promettenti in alcuni tornei giovanili, esordì in Moto3 a 16 anni nella VR46 Racing, la squadra di Valentino Rossi. Lì partì bene, con un paio di pole position e qualche podio. Nel 2019 fu persino promosso in Moto2, dove però iniziò a fare un po’ di fatica: vi rimase solo per tre stagioni, arrivando al massimo a un settimo posto in gara e a un diciassettesimo posto in campionato.

Nicolò Bulega nel 2016 (Alessandro La Rocca/LaPresse)
Nel 2022 passò al campionato di Supersport, una sorta di Serie B della Superbike, dove si usano sempre moto derivate dai modelli di serie, ma meno potenti. Gareggiando per la Ducati, Bulega trovò subito la propria dimensione: finì la prima stagione al quarto posto e l’anno successivo vinse il campionato, convincendo la Ducati a promuoverlo in Superbike. Anche lì ci mise pochissimo ad adattarsi: nel 2024 e nel 2025 finì sempre al secondo posto, sempre dietro al suo rivale, il turco Toprak Razgatlıoğlu.
Quest’anno, senza Razgatlıoğlu che nel frattempo è stato promosso in MotoGP, Bulega ha dominato la Superbike. Tra le ultime gare dell’anno scorso e la gara 1 di quest’anno a Donington, nel Regno Unito, ha vinto 25 gare consecutive (il record precedente era di 13) e quest’anno è sempre arrivato primo nelle qualifiche.
Il merito è senza dubbio anche della moto che guida, la Ducati Panigale V4 R, nettamente la più forte di tutto il campionato, ma come ha ricordato lo stesso Bulega in un’intervista, in questo Mondiale di Superbike «ce ne sono altre sei o sette di Panigale, e vince sempre una». Edoardo Vercellesi, che commenta la Superbike per Sky, ha detto al Post che il successo di Bulega in Superbike è il risultato di un insieme di fattori: una moto fortissima, sì, ma anche un «talento generazionale» che ha trovato intorno a sé la squadra giusta, il team Aruba di Ducati, che ha saputo valorizzarlo.
E rispetto al suo compagno di squadra, lo spagnolo Iker Lecuona, che quest’anno è arrivato quasi sempre secondo, Bulega è in questa squadra da ben cinque anni, da quando cioè correva in Supersport. Lo scorso anno ha persino contribuito allo sviluppo della moto attuale. Anche queste cose gli hanno permesso di partire più forte.

Nicolò Bulega sulla sua Ducati, 14 giugno 2025 (Alessandro La Rocca/ LaPresse)
Non è detto che l’anno prossimo Bulega riesca a essere così dominante anche in MotoGP. Al suo primo anno in MotoGP Razgatlıoğlu, che è arrivato in MotoGP dopo aver vinto ben tre campionati di Superbike, è 21esimo su 30.
Gareggiare in Superbike, del resto, è un’esperienza completamente diversa dalla MotoGP. Le moto non sono progettate esclusivamente per competere e quindi risultano meno aerodinamiche, montano freni in acciaio anziché in carbonio e si muovono di più. Gli appassionati le definiscono spesso “nervose”, un termine che descrive bene la sensazione di guidarle.
Bulega, comunque, non arriverà in MotoGP senza nessuna esperienza. Lavorando per Ducati anche come collaudatore (cioè come pilota che testa le moto della squadra in MotoGP), alla fine della scorsa stagione era stato scelto per sostituire il campione del mondo Marc Márquez per un paio di gare, chiudendole entrambe al quindicesimo posto, l’ultima posizione utile per fare punti. Per uno che non aveva mai corso in MotoGP, fu un ottimo risultato.
L’anno prossimo, poi, le regole della MotoGP cambieranno parecchio: i motori delle moto diventeranno più piccoli e meno potenti, le moto meno aerodinamiche, e a fornire le gomme sarà Pirelli, che oggi le fornisce in Superbike. Proprio Bulega in questi mesi sta testando la prossima moto della Ducati, e nel 2027 gareggerà per il team VR46 Racing, una squadra satellite della Ducati, cioè con una moto fornita proprio dalla Ducati. Secondo il pilota di MotoGP Pol Espargaró è un vantaggio enorme, ma è difficile pensare che Bulega possa competere da subito con i piloti più forti ed esperti della categoria.
Gara 1 del Gran Premio di Superbike di Cremona sarà sabato alle 15:30, mentre la Superpole Race e Gara 2 saranno rispettivamente alle 11:10 e alle 15:30 di domenica. Si potranno vedere solo su Sky. Bulega potrebbe vincere il campionato già sabato, ma ci sono varie combinazioni ed è più probabile che ce la faccia domenica.



