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  • Martedì 22 settembre 2026

Dove ci sono più studenti stranieri, comune per comune

In 138 comuni italiani le scuole sono tutte oltre il limite del 30 per cento che vuole introdurre il governo

(il Post)
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Non è ancora chiaro come il governo intenda limitare il numero di studenti di origine straniera nelle classi: dopo l’annuncio della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha detto che il limite del 30% riguarderà solo gli studenti che non conoscono adeguatamente la lingua italiana, senza però specificare chi e come dovrà valutare le competenze linguistiche degli studenti. In attesa della nuova legge, che dovrebbe essere approvata in uno dei prossimi Consigli dei ministri, i dati diffusi dal ministero permettono di capire meglio quante sono le scuole che superano il 30% di studenti stranieri e dove si trovano.

I dati più recenti si riferiscono all’anno scolastico 2024/2025: in totale gli studenti che non avevano la cittadinanza italiana erano poco più di 911mila su un totale di oltre 7 milioni e 700mila, l’11,8%, dalla scuola per l’infanzia alle scuole superiori. Non si sa però quanti di questi siano nati in Italia, pur non avendo la cittadinanza, né quanti di loro non parlino bene l’italiano.

Su un totale di 52.392 scuole, 4.664 hanno più del 30% di alunni con cittadinanza non italiana. La situazione varia molto da provincia a provincia: a Prato la soglia è superata da 73 scuole su 175, il 41,7% (il valore più alto in Italia), seguita da Mantova (111 su 359, 30,9%), Imperia (56 su 207, 27,1%), Parma (90 su 346, 26%) e Lodi (52 su 210, 24,8%). All’estremo opposto, quattro province non hanno nessuna scuola sopra il limite: Barletta-Andria-Trani in Puglia, Enna in Sicilia, Sud Sardegna e Oristano, in Sardegna. A Prato il dato è influenzato dalla grossa comunità cinese radicata nel territorio.

Le scuole che superano il limite del 30% di studenti stranieri sono concentrate in 1.306 comuni, mentre negli altri 5.309 nessuna scuola lo supera. In termini assoluti i numeri più alti si trovano ovviamente nelle grandi città: Milano (221 scuole su 800), Roma (212 su 1.832), Torino (180 su 522), Genova (82 su 395) e Bologna (73 su 273).

Osservando la quota sul totale, Monfalcone (in provincia di Gorizia) è il comune con l’incidenza più alta in Italia, con 18 scuole su 20 sopra la soglia (90%), seguito da Corsico (Milano, 72,2%), Romano di Lombardia (Bergamo, 64,3%), Santa Croce sull’Arno (Pisa, 63,6%) e Pioltello (Milano, 63,2%). Torino (34,5%) e soprattutto Prato (50,4%) restano tra le città medio-grandi con l’incidenza più alta. All’alta presenza di stranieri a Monfalcone contribuiscono i lavoratori del grande stabilimento di Fincantieri che c’è in città.

In 138 comuni piccoli o piccolissimi, dove ci sono poche scuole, tutti gli istituti superano i limite del 30%, ma si tratta di casi limite, dato il numero ridotto su cui si calcola la percentuale.

La proposta del governo riprende almeno in parte una circolare già in vigore dal 2010, quando la ministra dell’Istruzione era Mariastella Gelmini. Tuttavia il limite del 30% non era vincolante, tant’è che da allora è stato superato da sempre più classi. Nella circolare del 2010 si diceva che il limite del 30% sarebbe dovuto servire a evitare una concentrazione eccessiva nelle classi di studenti senza cittadinanza italiana.

In un’intervista al Corriere della Sera, Valditara ha detto che saranno esclusi dal provvedimento gli studenti con “background migratorio” che hanno frequentato la scuola dell’infanzia e cominciano la prima elementare, e anche tutti quelli che hanno frequentato alcuni anni di scuola in Italia, senza però specificare quanti anni.

Valditara ha detto che saranno gli Uffici scolastici territoriali, gli ex provveditorati, a coordinare la distribuzione nelle scuole degli studenti interessati dal decreto: dovranno essere spostati in altre scuole vicine, ma lo stesso ministro ha chiarito che sarà data una deroga quando anche le scuole vicine superano il limite, una situazione molto frequente soprattutto nelle città. Insomma, nemmeno il limite che vuole inserire questo governo è davvero vincolante.