La Francia ha ottenuto quello che voleva sulle sanzioni contro la Russia
È riuscita a toglierle a una persona molto vicina a Putin, sbloccando il rinnovo di tutte le altre
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I rappresentanti dei paesi membri dell’Unione Europea hanno rinnovato le sanzioni contro quasi 3mila persone ed enti accusati di sostenere il regime russo. Allo stesso tempo hanno deciso di rimuovere quelle contro Alisher Usmanov e Mikhail Fridman, due oligarchi vicini al presidente russo Vladimir Putin. La decisione è stata presa dal COREPER, il consiglio dei rappresentanti permanenti dei governi, che prepara i lavori per le riunioni ministeriali del Consiglio dell’Unione Europea. Le sanzioni comprendono misure come il divieto di viaggiare nell’Unione e il congelamento dei beni.
La rimozione delle sanzioni contro Usmanov era una richiesta della Francia e stava bloccando il rinnovo di tutte le altre sanzioni, che deve essere approvato all’unanimità dai 27 paesi membri dell’Unione. Secondo le ricostruzioni di diversi giornali, la Francia aveva chiesto la rimozione delle sanzioni come parte di un accordo per liberare due cittadini francesi imprigionati in Azerbaijan. Usmanov ha origini uzbeke e ha interessi economici in diversi paesi dell’ex Unione Sovietica oltre alla Russia, fra cui l’Uzbekistan e appunto l’Azerbaijan. (Usmanov rigetta la definizione di “oligarca”: sostiene di non essersi arricchito grazie alle caotiche privatizzazioni delle aziende russe dopo il crollo dell’Unione Sovietica, cioè come hanno fatto gli oligarchi, ma di aver comprato in altri modi i beni e le aziende che possiede.)
– Leggi anche: Perché la Francia vuole l’esenzione di Usmanov dalle sanzioni
Il Lussemburgo si è poi unito alla richiesta della Francia, dicendo che avrebbe acconsentito a rimuovere le sanzioni contro Usmanov solo se fossero state tolte anche quelle contro Fridman, banchiere e uno degli uomini più ricchi della Russia. Fridman ha un lungo contenzioso legale aperto in Lussemburgo: chiede un risarcimento di 14 miliardi di euro per i beni che sono stati congelati.
In passato operazioni di ostruzionismo simili erano state fatte da paesi con governi vicini alla Russia, come l’Ungheria di Viktor Orbán e la Slovacchia di Robert Fico. Le richieste di paesi vicini all’Ucraina, come il Lussemburgo e la Francia, sono inedite e hanno causato critiche da parte di diversi governi, che temono che le sanzioni europee diventino uno strumento per fare i propri interessi nazionali.
Lunedì la Lettonia si era detta contraria, poi martedì ha deciso di astenersi e le sanzioni sono state rinnovate. Senza il rinnovo le sanzioni sarebbero scadute proprio martedì.
Di solito le sanzioni vengono rinnovate ogni sei mesi con un voto all’unanimità del Consiglio dell’Unione Europea: in questo caso è stato deciso di prolungarle per 36 mesi senza la necessità di nuovi voti, come una forma di compensazione per chi chiedeva un atteggiamento più duro contro la Russia. L’Ucraina ha molto criticato la fine delle sanzioni contro Usmanov e Fridman.



