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  • Lunedì 21 settembre 2026

Come fa Remco Evenepoel a essere così forte a cronometro?

Il ciclista belga ha vinto per la quarta volta di fila i Mondiali, grazie al suo modo unico di stare in bicicletta e anche alla sua pelle

Il belga Remco Evenepoel festeggia tagliando il traguardo della gara a cronometro ai Mondiali di ciclismo di Montréal, in Canada, il 20 settembre 2026 (Graham Hughes/The Canadian Press via AP)
Il belga Remco Evenepoel festeggia tagliando il traguardo della gara a cronometro ai Mondiali di ciclismo di Montréal, in Canada, il 20 settembre 2026 (Graham Hughes/The Canadian Press via AP)
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Domenica il 26enne belga Remco Evenepoel ha stravinto la prova a cronometro dei Mondiali di ciclismo. Li vince ininterrottamente dal 2023: batte ciclisti molto forti e che più di lui sono specializzati nelle cronometro, come l’italiano Filippo Ganna. Da anni Evenepoel vince quasi tutte le cronometro a cui partecipa, spesso batte anche il quasi imbattibile Tadej Pogačar, e secondo tanti è il miglior cronoman di sempre.

Da anni chi lavora nel ciclismo si chiede come faccia Evenepoel ad andare così forte a cronometro. C’entrano le tante ore trascorse in galleria del vento per affinare una posizione più aerodinamica possibile, una pedalata molto potente e persino la sua pelle, che fa meno attrito con l’aria rispetto ai tessuti che la ricoprono (con gli altri ciclisti avviene il contrario, ci torniamo).

Le gare a cronometro sono quelle in cui i ciclisti gareggiano da soli, partendo uno dopo l’altro a intervalli di qualche minuto, e vince chi ci mette meno tempo a percorrere il tragitto previsto. È una specialità che dura molto meno di una gara normale del ciclismo: la cronometro ai Mondiali di Montréal era lunga 39,2 chilometri, la gara in linea sarà di 273. Per questo le cronometro individuali (ci sono anche quelle di squadra) richiedono un tipo di sforzo diverso: occorre saper produrre molta potenza in poco tempo. Inoltre nelle cronometro si gareggia su biciclette particolari, spesso i ciclisti superano i 50 chilometri orari e l’aerodinamica è fondamentale.

Quando le cronometro si svolgono in pianura, conta molto la potenza che un ciclista riesce a esprimere (in salita, invece, è più significativo il rapporto tra peso e potenza). In quel caso di solito vanno forte i ciclisti grossi, perché riescono a esprimere più watt sui pedali: Ganna è alto un metro e 93 centimetri e pesa più di 80 chili, per esempio. Evenepoel invece ha una struttura fisica diversa da quella del cronoman classico: è alto un metro e 71 centimetri e pesa 63 chili.

Evenepoel guarda dal basso verso l’alto gli italiani Filippo Ganna ed Edoardo Affini, sul podio della gara a cronometro dei Mondiali del 2024 a Zurigo, in Svizzera (AP Photo/Peter Dejong)

Di Evenepoel si dice spesso che riesce a compensare chili e centimetri che gli mancano grazie a caratteristiche ben precise e difficilmente replicabili. Due suoi soprannomi descrivono bene i principali motivi per cui è così forte a cronometro: the Machine (“la Macchina”) descrive il suo motore, come si dice in gergo, ovvero la capacità di spingere molti watt sui pedali per tanti minuti; Aerobullet (“Proiettile aerodinamico”) parla del suo essere piccolo ma velocissimo.

A proposito di motore, Evenepoel è una di quelle persone di cui si dice che avrebbero avuto successo in tutti gli sport. È stato il capitano delle nazionali giovanili di calcio del Belgio. A 16 anni e senza preparazione specifica corse una mezza maratona in un’ora e 16 minuti, un ritmo di 3:37 minuti al chilometro. Quando iniziò a fare ciclismo (a tempo pieno solo a 17 anni, tardissimo rispetto alla media di chi diventa professionista) andò subito fortissimo. Da sconosciuto stravinse il prestigioso Giro della Lunigiana nel 2018, per esempio.

Oltre al talento naturale Evenepoel «sembra fatto per stare su una bici da cronometro», disse il nederlandese Tom Dumoulin, ex ciclista molto forte a cronometro. Sulle bici da cronometro, che hanno protesi sul manubrio e sono molto rigide, Evenepoel riesce a tenere la schiena parallela alla strada, la testa molto vicina alle mani e incassata tra le spalle, e a non fare nessun movimento superfluo. Più si riesce a rimanere compatti, infatti, minore è l’attrito con l’aria, e quindi maggiore è la velocità a parità di spinta.

In un breve documentario realizzato dall’Equipe, il fisioterapista di Evenepoel Thijs Hertsens ha detto che le sue braccia corte gli consentono di rimanere facilmente rannicchiato. Ha anche un torace e un collo molto flessibili, grazie ai quali guarda avanti pur sollevando pochissimo la testa.

Remco Evenepoel durante la sedicesima tappa del Tour de France del 2026, una cronometro di 26 chilometri nella quale ha battuto Tadej Pogačar (AP Photo/Thibault Camus)

Le persone che lavorano al suo fianco e lo conoscono bene dicono che Evenepoel è un lavoratore instancabile e attento ai dettagli legati alle sue prestazioni. Da quando è professionista, in inverno – la stagione senza gare di ciclismo su strada – Evenepoel va negli Stati Uniti per fare lunghi test e prove in galleria del vento: è un laboratorio che costa parecchio e possono permettersi solo le squadre più ricche del ciclismo, nel quale si studiano le interazioni tra un flusso d’aria e un corpo solido. Vanno in galleria del vento anche le macchine di Formula 1, per esempio, e da lì i tecnici capiscono quali modifiche apportare.

Similmente alle macchine di Formula 1, per molti ciclisti spostare in avanti la posizione della sella o alzare il manubrio di pochi millimetri può fare una grandissima differenza. Tuttavia in una posizione aerodinamica il ciclista deve trovarcisi bene: tutti sanno che una posizione come quella di Evenepoel sarebbe l’ideale, ma solo lui riesce ad adottarla senza perdere potenza nella pedalata né sentire fastidio ai muscoli delle gambe o della schiena.

Peraltro, nei vari test cui Evenepoel si è sottoposto in galleria del vento, l’azienda italiana di abbigliamento Castelli si è accorta di una cosa alquanto strana. Tutti i ciclisti sono più aerodinamici se a contatto con l’aria c’è un tessuto: a parità di condizioni, quindi, indossare una maglia a maniche lunghe rende più veloci. Per Evenepoel vale il contrario: più si toglie tessuto dalle sue maniche e dai suoi pantaloncini, migliore è il coefficiente aerodinamico.

«Tutto ciò che credevamo di sapere non si applica a Remco», ha detto alla rivista specializzata Escape il dirigente di Castelli Steve Smith.

La posizione aerodinamica che Evenepoel riesce ad adottare nelle cronometro è altrettanto efficace nelle gare in linea. Anche standogli a ruota, sfruttarne la scia è difficilissimo, perché Evenepoel è molto più aerodinamico di tutti i colleghi. Secondo Kenny Elissonde stargli dietro è «infernale».

Più di Ganna e di diversi altri specialisti delle cronometro, Evenepoel è fortissimo anche nelle gare a tappe e nelle cosiddette “classiche monumento”, le più importanti corse di un giorno; ha vinto la Vuelta a España, è arrivato due volte sul podio al Tour de France, ha vinto due volte la Liegi-Bastogne-Liegi e una volta il Mondiale in linea, tra le altre cose.

Pur essendo ancora giovane, Evenepoel ha già una lunga carriera alle spalle. Nel 2019, quando aveva 19 anni, vinse a distanza di pochi giorni la Clásica di San Sebastián – una delle gare di un giorno più importanti – e gli Europei a cronometro. Ha avuto anche un grave incidente (una brutta caduta al Giro di Lombardia, nell’agosto del 2020) e alcune volte ha deluso le aspettative. Ha una personalità forte, s’incavola spesso e non a tutti risulta simpatico.

L’ex ciclista belga Thomas De Gendt disse che Evenepoel ha un «grande ego» e che «nella testa di Remco forse nemmeno Pogačar è irraggiungibile». Per De Gendt è una caratteristica positiva: le grandi cose che riescono a Evenepoel gli vengono in mente anche perché è molto sicuro dei propri mezzi.

La gara più importante della sua stagione, anche perché non ci sarà Pogačar che è infortunato, sarà la prova in linea ai Mondiali, in programma domenica 27 settembre. Comincerà quando in Italia saranno le 15, finirà circa sei ore dopo e sarà visibile in chiaro sulla Rai e a pagamento sulle varie piattaforme che trasmettono i canali Eurosport.