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  • Lunedì 21 settembre 2026

Le indagini sul caso della professoressa accoltellata a Roma

Si stanno concentrando sull'attività online del tredicenne che l'ha aggredita, che ha trasmesso tutto in diretta su Telegram

Carabinieri fuori dalla scuola di Centocelle, a Roma, dove un ragazzo di 13 anni ha accoltellato una professoressa (ufficio stampa dei carabinieri via ANSA)
Carabinieri fuori dalla scuola di Centocelle, a Roma, dove un ragazzo di 13 anni ha accoltellato una professoressa (ufficio stampa dei carabinieri via ANSA)
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Le indagini sull’accoltellamento in una scuola media di Centocelle, a Roma, si stanno concentrando sulle attività online del tredicenne che venerdì ha aggredito la sua professoressa di italiano. Poco prima dell’aggressione, infatti, aveva avviato una diretta su Telegram a cui stavano partecipando almeno altri cinque utenti. Uno di loro potrebbe poi aver pubblicato il video che è comparso online, dato che era registrato proprio dalla diretta.

Il tredicenne prima ha spruzzato dello spray urticante contro la professoressa, che si chiama Isabella Marsilio e ha 66 anni, e poi l’ha colpita con tre coltellate: è stata ferita lievemente e non è in pericolo di vita.

Nel video si vede il ragazzo mentre si prepara nel bagno della scuola: indossa una maglia bianca, pantaloni e scarpe neri e un paio di guanti verdi. Tira fuori dallo zaino un grosso pugnale che infila nei pantaloni, lo spray e un paio di occhiali protettivi trasparenti (agli investigatori ha detto di aver comprato tutto online, con la carta di credito dei genitori). Poi lo si vede camminare nei corridoi della scuola, entrare nell’aula con in mano il pugnale e colpire la professoressa.

Nel video si vede anche l’intervento del compagno di classe che lo ha fermato, un ragazzo nato in Congo che vive in una casa famiglia a Roma. Marsilio, la professoressa accoltellata, ha detto di essergli grata per essere intervenuto, ma ci ha tenuto anche a specificare di essere di destra e a favore della remigrazione, un termine che è diventato assai discusso negli ultimi mesi e che, al netto di varie sfumature, indica i rimpatri forzati delle persone straniere.

Nelle ore successive il tredicenne aggressore aveva detto ai carabinieri di avere risentimento nei confronti della professoressa perché gli aveva dato delle insufficienze che avrebbe dovuto recuperare nei primi giorni di lezione. L’ipotesi di chi indaga è che il tredicenne possa essersi ispirato ad alcuni precedenti violenti conosciuti online e che abbia trovato su chat e social network una community di persone che abbia alimentato il suo risentimento.

Sul suo profilo TikTok, che è stato chiuso dalla piattaforma poco dopo l’aggressione, erano stati condivisi video su Adam Peter Lanza, il ventenne che nel 2012 uccise la madre e altre 26 persone, in gran parte bambini, alla scuola elementare Sandy Hook in Connecticut, negli Stati Uniti, per poi uccidersi. Altre foto facevano riferimento al ragazzo russo Timofey Kulyamov, il quindicenne arrestato nel dicembre del 2025 con l’accusa di aver ucciso uno studente e ferito altre persone in una scuola di Uspenskaya, vicino Mosca.

Attorno alle 3:30 del giorno dell’aggressione, il tredicenne aveva postato un conto alla rovescia per indicare che mancavano cinque ore alla sua azione: «-5 hours». Gli investigatori stanno facendo approfondimenti sui possibili legami con la True Crime Community, un gruppo online di persone appassionate alla cronaca nera, che in alcuni casi sfocia nell’esaltazione e nell’apologia di autori delle stragi. 

In un articolo pubblicato sulla newsletter Vale tutto di Selvaggia Lucarelli, l’esperta di fenomeni social Serena Mazzini ha scritto che nel video e in alcune foto trovate online si vede che durante l’aggressione il ragazzo aveva sulla maglietta la scritta «TMD», che sta per «Total Muslim Death». È un acronimo islamofobo usato in gruppi online estremisti e suprematisti (cioè che sostengono la superiorità di un gruppo di persone rispetto ad altri, principalmente su base etnica o religiosa) per indicare lo sterminio delle persone musulmane. 

Alcuni elementi rendono l’aggressione nella scuola di Centocelle molto simile ad altre due vicende: quella di un altro tredicenne, che lo scorso marzo aveva accoltellato la propria insegnante in una scuola di Trescore Balneario, in provincia di Bergamo, e quella di un ragazzo di 11 anni che a maggio aveva accoltellato il suo professore di tecnologia in una scuola media di San Vito Lo Capo, in provincia di Trapani.

In tutti e tre i casi i ragazzi hanno ripreso le aggressioni con i loro telefoni e avevano scritte sulle magliette. Il ragazzo di Trescore Balneario aveva scritto «vendetta», quello di San Vito Lo Capo lo slogan fascista «me ne frego».