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  • Mercoledì 16 settembre 2026

Il Sunderland non è più quello di “Sunderland ’Til I Die”

Stasera la squadra di calcio nota per la serie che ne raccontò le disgrazie torna a giocare in Europa, dopo 53 anni

Tifosi del Sunderland durante una partita di Premier League, il 12 settembre 2026 (AP Photo/Ian Hodgson)
Tifosi del Sunderland durante una partita di Premier League, il 12 settembre 2026 (AP Photo/Ian Hodgson)
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La squadra di calcio del Sunderland esiste dal 1879, ma molte persone la conoscono soprattutto grazie a Sunderland ’Til I Die, la serie Netflix di tre stagioni che ne seguì le stagioni calcistiche 2017-18, 2018-19 e 2021-22: soprattutto la prima fu un’annata molto negativa per il Sunderland, e quindi molto interessante da raccontare: la squadra puntava infatti a vincere la Championship (la Serie B inglese) e invece arrivò ultima, retrocedendo.

La terza e per ora ultima stagione è uscita nel 2024, quando ancora il Sunderland era in Championship. Da allora la squadra è stata promossa in Premier League, il campionato più competitivo al mondo, e nella scorsa stagione è arrivata settima qualificandosi per l’Europa League, la seconda competizione europea più importante. Stasera, mercoledì 16 settembre, il Sunderland gioca la prima partita in una competizione europea dopo 53 anni, contro la squadra nederlandese dell’AZ Alkmaar: «Sarà pazzesco», ha detto il francese Régis Le Bris, il 50enne allenatore del Sunderland.

Sunderland, anzitutto, è una cittadina di poco meno di 300mila abitanti nel nord-est dell’Inghilterra, nella quale si dice non ci sia molto da fare se non tifare il Sunderland.

I giocatori della squadra sono soprannominati Black Cats, “gatti neri” (ci sono varie storie sull’origine del nome), e giocano di solito con una bella maglia a strisce verticali rosse e bianche. I tifosi sono invece soprannominati Mackem. Lo Stadium of Light, dove il Sunderland gioca le partite casalinghe, può contenere quasi 50mila persone, parecchie per uno stadio di una squadra “di provincia”. La partita più sentita è quella contro il Newcastle e prima delle partite i tifosi cantano “Can’t Help Falling In Love” nella versione di Elvis Presley.

Negli ultimi 90 anni il Sunderland non è mai stato tra le squadre più forti d’Inghilterra. L’ultima volta che giocò una partita delle coppe europee fu durante la stagione 1973-1974, in Coppa delle Coppe, un trofeo che non esiste più e che era riservato a chi vinceva la coppa nazionale l’anno precedente. Il Sunderland aveva vinto la FA Cup, una sorta di Coppa Italia inglese, pur giocando nella seconda divisione inglese.

In quell’edizione della Coppa delle Coppe il Sunderland giocò solo quattro partite. I tifosi rivali del Newcastle cantano (o scrivono) spesso «You’ll never see a Mackem in Milan», ovvero “non vedrai mai un Mackem a Milano” (Milano, in questo caso, è intesa come una città le cui squadre sono storicamente molto presenti nelle competizioni europee). Il 10 dicembre invece il Sunderland giocherà proprio a Milano, contro il Milan, la sua partita più prestigiosa del girone unico di Europa League.

Uno striscione dei tifosi del Sunderland esposto prima della partita contro l’Arsenal, il 12 settembre 2026 (WM Sport Media/Getty Images)

Ma torniamo a Sunderland ’Til I Die. Ebbe successo proprio perché raccontava un fallimento sportivo, quando non era così comune farlo. Fu, secondo Esquire, «un viaggio vivido e doloroso nella provincia inglese attraverso il retaggio straordinario di un club ordinario». Nella seconda stagione della serie il Sunderland puntava alla promozione per tornare in seconda divisione, ma perse la finale dei playoff contro il Charlton a causa di un gol nei minuti di recupero.

Solo nel 2022 il Sunderland riuscì a tornare nella Serie B inglese, anche a causa dell’ingresso in società di un nuovo presidente giovanissimo e ambizioso: Kyril Louis-Dreyfus (figlio dell’ex presidente del Marsiglia ed ex amministratore delegato di Adidas Robert Louis-Dreyfus). Louis-Dreyfus ci ha messo molti soldi: lo scorso anno, per esempio, ha speso oltre 200 milioni di euro per acquistare 14 giocatori.

Ma buona parte del merito è di Le Bris. Arrivò nel 2024, con pochissima esperienza e ottenendo però al primo anno la promozione in Premier League. Le Bris fece giocare il Sunderland in modo vivace e aggressivo, con grande fluidità tattica ed esterni veloci e pericolosi in attacco. Nella storia degli ultimi anni del Sunderland ci sono anche due francesi che prima erano passati dalla Roma: il centrocampista Enzo Le Fée e il dirigente Florent Ghisolfi.

«Non giocheremo come Guardiola e De Zerbi perché noi siamo il Sunderland e io sono Régis Le Bris»

Il 34enne Matthew Keeling, che conduce il podcast che si occupa di Sunderland Wise Men Say (dalle prime parole di “Can’t Help Falling In Love”), ha detto che tanti tifosi faranno a gara per seguire il Sunderland anche in trasferta, non solo a Milano.

Dover giocare come minimo otto partite una competizione europea, comunque, non sarà un impegno piccolo per il Sunderland. Potrebbe togliere energie importanti per la Premier League, dove il livello è perfino più alto. Finora la stagione è iniziata benino, ma è successo più volte che una squadra neopromossa sorprendesse alla prima stagione in Premier League per poi retrocedere l’anno dopo.