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  • Martedì 15 settembre 2026

Le foto dei funerali di Emma Bonino

Per la storica leader del Partito Radicale si è svolta una cerimonia laica in Campidoglio a Roma, con politici di tutti gli schieramenti

Il feretro di Emma Bonino fuori dal Campidoglio al termine dei funerali di stato, a Roma (AP Photo/Andrew Medichini)
Il feretro di Emma Bonino fuori dal Campidoglio al termine dei funerali di stato, a Roma (AP Photo/Andrew Medichini)
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Si sono svolti a Roma i funerali di stato di Emma Bonino, la storica leader del Partito Radicale morta venerdì all’età di 78 anni. La cerimonia si è tenuta in forma laica nella Sala della Protomoteca, in Campidoglio, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. È stato il primo funerale di stato celebrato in Campidoglio.

Hanno partecipato politici di tutti gli schieramenti: oltre a diversi ministri del governo Meloni anche la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, gli ex presidenti del Consiglio Massimo D’Alema, Paolo Gentiloni, Enrico Letta e Romano Prodi, il segretario di Azione Carlo Calenda, il presidente di Italia Viva Matteo Renzi, il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte e quello di Noi Moderati Maurizio Lupi. Erano presenti, tra gli altri, anche il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, il presidente del Senato Ignazio La Russa, il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè e il presidente della Corte costituzionale Giovanni Amoroso.

Nel corso della cerimonia sono intervenuti Carla Taibi, storica collaboratrice e assistente di Bonino, Filomena Gallo, segretaria dell’associazione Luca Coscioni (con cui Bonino collaborò in molte battaglie per i diritti civili), Riccardo Magi, segretario di +Europa (il partito che Bonino contribuì a fondare e di cui fu leader), e Benedetto Della Vedova, ex segretario di +Europa, deputato e importante figura nell’ambiente radicale. Hanno parlato anche Prodi, durante il cui governo Bonino fu ministra e commissaria europea, e Letta, con il quale fu ministra degli Esteri.

La sala era stata chiusa ai giornalisti, che hanno seguito l’evento da una postazione poco distante. In piazza del Campidoglio era stato installato un maxi schermo per consentire ai presenti di seguire la cerimonia a distanza, trasmessa anche in diretta su Rai 1. Nella stessa sala era stata allestita domenica e lunedì la camera ardente, dove erano andati molti estimatori ed esponenti politici, non solo di +Europa.

– Leggi anche: Non è semplice fare un funerale laico in Italia

Bonino nacque a Bra, vicino a Cuneo, il 9 marzo 1948. Fu una delle politiche più influenti degli ultimi decenni, dentro e fuori l’area radicale. Dagli anni Settanta fu attivista per i diritti civili, anche all’estero, e partecipò a due delle battaglie che più hanno cambiato l’Italia: quella sul divorzio e quella sull’aborto. Fu arrestata quattro volte per le sue azioni di disobbedienza civile.

Militò nel Partito Radicale e instaurò uno storico sodalizio con Marco Pannella, che all’epoca lo guidava. Ne diventò una dei principali esponenti e poi leader. Negli anni Novanta fu ministra in due governi e commissaria europea. Nel 1999 condusse un’inusuale campagna elettorale per diventare la prima donna presidente della Repubblica: non fu eletta, ma da quell’anno il suo nome comparì quasi sempre nelle trattative per scegliere la più importante carica dello stato. Il suo ultimo progetto politico fu la creazione della lista +Europa, di orientamento europeista e liberale, con cui fu eletta senatrice nel 2018.

Bonino aveva da tempo problemi di salute, e prima di morire era stata ricoverata d’urgenza a Roma. Nel 2015 aveva avuto un tumore ai polmoni da cui nel 2023 aveva detto di essere guarita.