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  • Lunedì 14 settembre 2026

La Russia ha colpito un treno che si trovava molto vicino a una delegazione europea

È successo in Ucraina, al confine con la Polonia: a pochi chilometri c'erano tra gli altri Boris Johnson e un ex direttore della CIA

La locomotiva colpita dal drone russo vicino al confine con la Polonia, 13 settembre 2026 (Ukrainian Ukrzaliznytsia Railway Company Press Office via AP)
La locomotiva colpita dal drone russo vicino al confine con la Polonia, 13 settembre 2026 (Ukrainian Ukrzaliznytsia Railway Company Press Office via AP)
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Domenica la Russia ha colpito un treno nei pressi di una stazione ucraina pochi minuti dopo che dalla stessa stazione era transitato un altro convoglio con alcuni politici europei a bordo. Non ci sono stati feriti perché la compagnia ferroviaria ucraina aveva rilevato il drone in arrivo con alcuni minuti di anticipo: aveva quindi fatto evacuare il treno colpito e fatto partire in anticipo quello con i diplomatici a bordo.

Tra i passeggeri di quest’ultimo c’erano, tra gli altri, l’ex primo ministro britannico Boris Johnson e l’ex primo ministro svedese Carl ​Bildt. Su un altro treno nelle vicinanze era presente anche l’ex direttore della CIA David Petraeus. Erano di ritorno da una conferenza sul tema della sicurezza nella capitale ucraina Kyiv.

L’attacco è avvenuto nei pressi di Yagodyn, una città ucraina proprio sul confine con la Polonia. Si trova sulla tratta che unisce Kyiv con la capitale polacca Varsavia e che per questo è spesso usata da politici e membri dei governi stranieri quando vanno in visita a Kyiv.

La compagnia dei treni ucraina Ukrzaliznytsia ha detto di ritenere «del tutto plausibile che l’obiettivo del drone russo fosse proprio il treno diplomatico». Le autorità russe hanno detto soltanto di aver colpito «infrastrutture ferroviarie» nell’Ucraina occidentale.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha accusato la Russia di aver colpito la locomotiva «deliberatamente», mentre il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha descritto l’attacco come «il terrore di Putin che bussa direttamente alle porte dell’UE e della NATO».

Benché le regioni dell’Ucraina occidentale siano molto distanti dal fronte principale, che è a est, gli attacchi contro queste zone sono frequenti, seppure con un’intensità minore rispetto a Kyiv e alle aree più vicine al fronte. La Polonia è un paese membro dell’Unione Europea e dell’alleanza militare della NATO, e secondo il ministro degli Esteri polacco, Radosław Sikorski, quanto accaduto dovrebbe indurre i paesi alleati a «raddoppiare» il loro sostegno all’Ucraina.