Il governo francese ha presentato una nuova versione della legge per vietare i social ai minori di 15 anni, dichiarata incostituzionale

Emmanuel Macron, Boulouris-sur-Mer, Francia, 15 agosto 2024 (Christophe Simon, Pool via AP)
Emmanuel Macron, Boulouris-sur-Mer, Francia, 15 agosto 2024 (Christophe Simon, Pool via AP)

Il governo francese ha presentato una nuova versione della legge che vuole vietare l’accesso ad alcuni social media a chi ha meno di 15 anni. La prima versione della legge era stata approvata a luglio dal parlamento dopo un percorso molto travagliato, e sarebbe dovuta entrare in vigore il primo settembre. A metà agosto, però, la Corte costituzionale francese l’aveva dichiarata incostituzionale. Il presidente Emmanuel Macron ha detto che il nuovo testo sarà presentato in giornata alla Commissione Europea, che avrà tre mesi per emettere un parere.

Secondo la Corte Costituzionale la prima versione della legge costituiva «una violazione inadeguata, non necessaria e non proporzionata» della libertà d’espressione, perché avrebbe finito per essere applicata anche a servizi online per i quali non erano stati accertati effettivi rischi per la salute e per la sicurezza dei e delle minori. La Corte aveva anche rilevato che la legge lasciava pochissimo margine di intervento alle famiglie, che non avrebbero potuto autorizzare l’accesso dei figli a determinati servizi, anche qualora li avessero ritenuti opportuni e sicuri. Aveva infine citato un problema relativo alla privacy. Macron dice che la nuova bozza tiene conto delle criticità segnalate dalla Corte.

Secondo il quotidiano francese Le Figaro, per superare gli ostacoli di natura costituzionale e fare in modo che la legge sia conforme al diritto europeo, il governo ha proposto di individuare una decina di funzionalità considerate rischiose per i più giovani, come l’avvio automatico dei video. A fine agosto Macron aveva scritto alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen per chiedere l’approvazione di un testo che stabilisse il divieto a livello europeo. Secondo una fonte citata dall’Agence France-Presse von der Leyen starebbe concretamente valutando questa possibilità.

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