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  • Venerdì 11 settembre 2026

Le condanne a Hong Kong per due importanti attivisti per la democrazia

Chow Hang-tung e Lee Cheuk-yan sono stati condannati a oltre sette anni di carcere, per incitamento alla sovversione

Attivisti per la democrazia, tra cui al centro Lee Cheuk-Yan, durante una protesta davanti al tribunale in cui era in corso il processo, ad agosto. (AP Photo/Kin Cheung)
Attivisti per la democrazia, tra cui al centro Lee Cheuk-Yan, durante una protesta davanti al tribunale in cui era in corso il processo, ad agosto. (AP Photo/Kin Cheung)
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A Hong Kong due importanti attivisti per la democrazia sono stati condannati per «incitamento alla sovversione», in uno dei più importanti processi per la violazione della severa e contestata legge sulla sicurezza nazionale celebrati nella città negli ultimi anni. Chow Hang-tung, 41 anni, è stata condannata a sette anni e tre mesi, mentre Lee Cheuk-yan, 69 anni, dovrà scontare sette anni.

Chow e Lee erano rispettivamente vicepresidente e presidente della Hong Kong Alliance in Support of Patriotic Democratic Movements of China, l’organizzazione che per decenni aveva organizzato a Hong Kong la grande veglia per commemorare ogni 4 giugno la strage di piazza Tiananmen nel 1989 a Pechino.

Hong Kong è un territorio della Cina che formalmente gode di autonomia e ha istituzioni proprie, ma nella pratica le differenze con le altre città cinesi ormai sono ridotte. Per anni Hong Kong era stato l’unico luogo in Cina dove si tenevano commemorazioni pubbliche della strage, quando moltissimi manifestanti riuniti da mesi per chiedere riforme democratiche furono uccisi con fucili e carri armati dall’esercito cinese su ordine del governo. Con l’introduzione della legge sulla sicurezza nazionale nel 2020 le autorità vietarono le manifestazioni del 4 giugno e l’organizzazione si sciolse nel 2021.

Secondo i giudici, dopo l’entrata in vigore della legge sulla sicurezza nazionale i due attivisti avevano continuato a promuovere, attraverso le attività della loro organizzazione, l’obiettivo di porre fine al governo unico del Partito comunista cinese. Un terzo dirigente dell’organizzazione, Albert Ho, di 74 anni, è stato condannato a cinque anni e due mesi. Ho si era dichiarato colpevole a gennaio, mentre Chow e Lee avevano negato le accuse e si erano dichiarati innocenti.

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La legge sulla sicurezza nazionale fu introdotta nel 2020 per volere del governo centrale cinese a seguito delle ampie manifestazioni in favore della democrazia che c’erano state l’anno prima a Hong Kong: formalmente ha l’obiettivo di contrastare gli atti di «sedizione, sovversione e secessione», ma di fatto ha ridotto moltissimo la libertà di espressione e i diritti politici a Hong Kong, limitando di conseguenza la sua autonomia.

La legge prevede pene severe per diversi reati, tra cui l’incitamento alla sovversione. È stata utilizzata per perseguire numerosi esponenti del movimento democratico di Hong Kong e ha contribuito a trasformare profondamente la vita politica della città.

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