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  • Giovedì 10 settembre 2026

Il Como era pronto per la Champions League, il suo stadio no

C'era il rischio che giocasse nello stadio del Sassuolo; poi in tre mesi la proprietà ha sistemato campo, tribune, spogliatoi e parcheggi

Una partita tra il Como femminile e la Juventus nel rinnovato stadio Giuseppe Sinigaglia di Como, 21 agosto 2026 (Marco Luzzani/Getty Images)
Una partita tra il Como femminile e la Juventus nel rinnovato stadio Giuseppe Sinigaglia di Como, 21 agosto 2026 (Marco Luzzani/Getty Images)
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Giovedì sera il Como farà il suo esordio in Champions League, il torneo di calcio più importante d’Europa. Lo farà nel suo stadio, il Giuseppe Sinigaglia, ed è una cosa che a maggio, quando la squadra si qualificò per la Champions League, era tutt’altro che scontata. Per giocare in Champions League una squadra deve indicare uno stadio – in genere il suo stadio, in cui gioca le partite in casa – che rispetti il regolamento della UEFA, che organizza il torneo. A maggio lo stadio del Como non lo rispettava. Nemmeno lo rispettava ad agosto: è stato omologato ufficialmente solo sabato scorso.

Il Sinigaglia si fa notare perché è vicino al centro e in riva al lago: Gianni Brera, tra i più noti giornalisti sportivi italiani, lo definì «lo stadio più bello del mondo». Negli ultimi anni ci vanno anche diverse celebrità, invitate dalla società per motivi di marketing.

Da sinistra: l’ex calciatore Raphaël Varane, l’attore Hugh Grant e sua moglie Anna Eberstein durante Como-Parma del 19 ottobre 2024 (Jacopo M. Raule/Getty Images for Como 1907)

Ma il Sinigaglia – che deve il suo nome a un canottiere comasco nato a fine Ottocento – è anche uno stadio vecchio, che negli ultimi anni è stato messo a posto più volte nel tentativo di adeguarlo alla rapidissima crescita della squadra che ospita. Grazie alla sua ricchissima società e a un’ottima gestione sportiva, in sette anni il Como è passato dalla Serie D alla Champions League, a cui si è qualificato arrivando quarto in Serie A. Ora è tra le squadre più forti d’Italia, ritenuta pronta per fare bene in Champions League.

Passando da una categoria all’altra c’è però spesso la necessità di adeguare il proprio stadio, non solo la qualità del proprio calcio. La Serie A richiede per esempio che i posti siano almeno 12mila, ma quando nel 2024 il Como fu promosso il Sinigaglia ne aveva solo 7.500 (fu fatta una deroga).

Gli standard della UEFA sono ancora più alti, tant’è che qualche mese fa l’ipotesi principale era che il Como giocasse le proprie partite europee nello stadio del Sassuolo, a Reggio Emilia (che in effetti era stato indicato dal Como come stadio di riserva).

Per ospitare la Champions League uno stadio deve rispettare i requisiti della Categoria 4, la più alta prevista dalla UEFA. Sono molto precisi, e riguardano un po’ tutto: il numero di posti VIP al coperto e il numero di parcheggi per chi ha acquistato i posti; ma anche il numero di tavoli, sedie e lettini da massaggio in ogni spogliatoio. Nella tribuna stampa di uno stadio di Categoria 4 ci devono anche essere 60 posti coperti, di cui 30 dotati di tavolo con presa elettrica e connessione a internet.

Il campo deve essere lungo 105 metri e largo 68, e le panchine devono essere ad almeno 4 metri dalla linea del fallo laterale. Soprattutto, lo stadio deve avere almeno 8.000 posti che rispettino i rigidi standard della UEFA, che per esempio vieta i ponteggi. Come ha fatto notare Marco Demicheli su Sky Insider, queste caratteristiche «sono normali per gran parte degli stadi, spesso costruiti in quartieri lontani dal cuore delle città, ma più complicate per il Sinigaglia», che è «incastrato» tra lago e centro della città.

I lavori per adeguare lo stadio alla Champions League sono iniziati subito dopo la fine del campionato. L’intervento più impegnativo per il Como è stato proprio l’abbattimento e la ricostruzione in cemento armato della Curva est, il settore del tifo organizzato, che fino a maggio era una struttura tubolare, non ammessa dalla UEFA. Da giovedì lo stadio Sinigaglia potrà quindi contare su oltre 10mila posti per le partite di Champions League e oltre 12mila per quelle di Serie A. I circa duemila posti in meno sono quelli che continuano a non rispettare le richieste della UEFA, e non potranno quindi essere occupati in Champions League.

Il campo è stato allargato di 2,5 metri e spostato verso la tribuna. È stato rifatto il tunnel dal quale i giocatori entrano in campo, le panchine sono state spostate e sono state messe delle vetrate per isolare meglio il settore ospiti. Sono stati modificati anche gli spogliatoi e la sala stampa, ed è stato aggiunto un parcheggio da 150 posti.

Il “nuovo” Sinigaglia, spiegato da Lariosport 

Il Como è riuscito a fare tutte queste cose, e altre ancora, molto rapidamente grazie all’attiva collaborazione del comune, che detiene la proprietà del Sinigaglia e la concede a sua volta al Como. A fine agosto il comune ha dato in concessione al Como altri 143 metri quadrati di spazio in più intorno allo stadio, così che la società potesse sfruttare l’area per «studi broadcast, mixed zone, interviste flash, ticketing». In cambio, il Como pagherà 42.655 euro in più all’anno al comune.

Di recente si sta discutendo parecchio della decisione del comune di chiudere una scuola elementare a pochi metri dallo stadio per farne un parcheggio multipiano. Di questa storia di parla da tempo e ad aprile il Como era intervenuto cercando di tirarsene fuori: aveva detto che sulle questioni urbanistiche la società si affida alle decisioni del comune, facendo un po’ capire di non aver chiesto direttamente la chiusura della scuola ma di non essere nemmeno interessata a impedirla.

La prima partita del Como in Champions League sarà giovedì sera alle 20:45 contro il Lipsia, e si potrà vedere solo su Sky. Durante questa prima “fase a campionato” il Como giocherà in casa anche contro il Manchester United (21 ottobre) e il Paris Saint-Germain, vincitore delle ultime due edizioni del torneo (20 gennaio).