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  • Domenica 6 settembre 2026

Jared Kushner e Steve Witkoff sono arrivati a Kyiv

Per la loro prima visita in Ucraina da quando Donald Trump è tornato presidente e dopo aver incontrato Vladimir Putin a Mosca

Volodymyr Zelensky con Jared Kushner e Steve Witkoff a Kyiv, il 6 settembre del 2026 (AP Photo/Efrem Lukatsky)
Volodymyr Zelensky con Jared Kushner e Steve Witkoff a Kyiv, il 6 settembre del 2026 (AP Photo/Efrem Lukatsky)
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Domenica pomeriggio gli inviati statunitensi Jared Kushner e Steve Witkoff sono arrivati a Kyiv per un incontro con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, dopo essere stati sabato a Mosca e aver incontrato il presidente russo Vladimir Putin. Nell’ultimo anno e mezzo, da quando Donald Trump era tornato presidente degli Stati Uniti, i due avevano visitato Mosca otto volte, ma questa è la loro prima volta in Ucraina.

L’obiettivo è quello di far ripartire i negoziati fra i due paesi dopo quasi sette mesi di stallo, dato che da febbraio Trump aveva spostato tutta la sua attenzione sull’Iran e sulla guerra in Medio Oriente. Secondo una fonte anonima citata dal Kyiv Independent all’incontro fra Zelensky e i due inviati ci saranno anche i consiglieri per la sicurezza nazionale di Germania, Francia e Regno Unito.

Nelle ultime settimane la visita era stata più volte rimandata per timori sulla sicurezza dei due inviati nella capitale ucraina, che negli ultimi dieci giorni la Russia ha bombardato senza sosta. Sabato però Putin aveva annunciato che avrebbe fermato gli attacchi per tre giorni, per consentire ai due di visitarla. Nonostante questo Kushner e Witkoff sono comunque dovuti arrivare in treno dalla Polonia, dove erano atterrati poche ore prima con un aereo partito dalla Russia, perché i bombardamenti russi nel resto del paese hanno impedito loro di volare direttamente su Kyiv.

Zelensky, Kushner e Witkoff visitano la cattedrale di Santa Sofia a Kyiv, il 6 settembre del 2026 (Ukrainian Presidential Press Office via AP)

Prima di andare in Ucraina, sabato sera Kushner e Witkoff avevano avuto un colloquio di tre ore con Putin e alcuni membri del suo governo a Mosca, di cui non si sa molto. Parlando con i giornalisti alla fine del colloquio Yuri Ushakov, consigliere per la politica estera di Putin, l’aveva definito «sostanziale, costruttivo ed estremamente schietto», un termine che solitamente si usa in diplomazia per far intendere che le due parti non si sono trovate d’accordo. Proseguendo sulla stessa linea, ha aggiunto che Witkoff e Kushner «hanno formulato una serie di considerazioni sui possibili percorsi verso una soluzione» e si sono impegnati a «fare tesoro delle osservazioni ricevute da Putin» durante la loro visita a Kyiv il giorno dopo.

Ushakov ha anche detto che le parti hanno discusso «in modo molto dettagliato questioni economiche e progetti comuni potenzialmente di grande portata e reciprocamente vantaggiosi per la Russia e l’America», senza specificare altro. Witkoff e Kushner non hanno commentato pubblicamente i colloqui.

Steve Witkoff e Jared Kushner durante il colloquio con Vladimir Putin a Mosca, il 5 settembre del 2026 (ANSA/EPA/GAVRIIL GRIGOROV / SPUTNIK / KREMLIN)

Diversi giornali statunitensi hanno scritto che Witkoff e Kushner sono arrivati in Russia e in Ucraina con un nuovo piano per la fine della guerra, cosa che Trump aveva promesso che sarebbe riuscito a fare entro 24 ore dal suo insediamento, a gennaio del 2025, e che invece sembra essere ancora molto lontano. Venerdì Trump stesso aveva dichiarato di aver mandato i due a Mosca «per vedere se riusciamo a ottenere qualcosa».

Secondo quanto riferito dal Washington Post, questo era anche uno degli obiettivi del direttore della CIA John Ratcliffe, che il 25 agosto era andato a Mosca per una visita inaspettata: durante la sua permanenza, durata poche ore, avrebbe cercato di dissuadere la Russia dall’attaccare in futuro paesi della NATO e l’avrebbe esortata a tornare al tavolo dei negoziati, sostenendo che la sua posizione fosse debole e destinata a deteriorarsi ulteriormente.

I negoziati infatti non sono in stallo solo per la guerra in Medio Oriente, ma anche per la scarsa volontà della Russia di abbandonare le richieste che il governo ucraino considera irricevibili, come quella di ottenere dall’Ucraina più territori di quelli che l’esercito russo ha occupato in quattro anni e mezzo di guerra.

Nelle ultime settimane sempre più analisti militari ed esperti di Russia hanno sostenuto che Putin si stia preparando a ordinare una nuova mobilitazione, cioè un arruolamento di massa di soldati da mandare al fronte, dopo le elezioni legislative del 18-20 settembre.

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