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  • Domenica 6 settembre 2026

Cos’ha di speciale il Gran Premio di Monza

Nella Formula 1 cambiano molte cose, ma l’autodromo è sempre lì: ultracentenario, velocissimo e sempre molto rosso

La Ferrari di Lewis Hamilton nel 2025 a Monza (Guido De Bortoli/Getty Images)
La Ferrari di Lewis Hamilton nel 2025 a Monza (Guido De Bortoli/Getty Images)
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Si corre oggi, domenica 6 settembre, il Gran Premio di Formula 1 d’Italia. Ovviamente a Monza, su uno dei circuiti più famosi al mondo. In quello che ancora una volta sarà l’evento sportivo italiano con più tifosi paganti dal vivo, tra l’altro con un italiano primo nel Mondiale (ma ultimo alla partenza) e discrete possibilità di veder vincere una Ferrari.

Ma com’è che, mentre la Formula 1 continua a cambiare ed evolversi, cercando nuovi circuiti e mercati in giro per il mondo, il Gran Premio dell’autodromo di Monza è ancora uno dei suoi eventi più importanti, rappresentativi e irrinunciabili?

Le ragioni sono diverse, ma abbastanza chiare: c’entrano la storia ultracentenaria del circuito e le caratteristiche che – nonostante le tante modifiche fatte negli anni – lo rendono ancora il “tempio della velocità”. Ma anche la Ferrari e i suoi tifosi hanno chiaramente un ruolo.

Tifosi e bandiere nel 2022 a Monza (Mark Thompson/Getty Images)

L’autodromo di Monza esiste dal 1922, quando fu realizzato in poco più di tre mesi, diventando il terzo tra quelli fatti per l’automobilismo sportivo, dopo Brooklands nel Regno Unito e Indianapolis negli Stati Uniti. Insieme a quelli di Monaco, Spa-Francorchamps (in Belgio) e Silverstone (in Inghilterra) è uno dei quattro circuiti che già c’erano nel 1950 nel primo Mondiale di Formula 1. Ed è quello che ci è stato più volte: tutti gli anni tranne il 1980, quando il Gran Premio d’Italia si tenne a Imola.

Negli anni il circuito – in realtà uno dei tre circuiti all’interno del Parco di Monza – ha aggiunto curve e si è adeguato alle mutevoli necessità delle auto che ci gareggiano, ma è sempre rimasto un tracciato velocissimo. Nel 2005, quando i motori di Formula 1 erano più potenti, fu raggiunta una velocità di 370 chilometri orari.

Più che la sola velocità massima, comunque, a rendere Monza una pista speciale è l’alta velocità media. In un giro ideale, senza sorpassi o altri problemi, per quasi l’80 per cento del tempo i piloti viaggiano con l’acceleratore al massimo.

È quindi con buone ragioni che il circuito di Monza è anche noto, e non solo in Italia, come il “tempio della velocità”. Nel 2025 il nederlandese Max Verstappen vinse il Gran Premio d’Italia con una velocità media di 250,7 chilometri orari. Percorse cioè 306 chilometri in un’ora e 13 minuti. Fu il Gran Premio più veloce nella storia della Formula 1; con il giro più veloce, fatto dall’inglese Lando Norris, di 1 minuto e 20,9 secondi.

Non è però solo una questione di velocità. C’è una curva, la parabolica, aggiunta nel 1955, che sta tra due lunghi rettilinei e dove quindi è determinante arrivare veloci e uscire veloci, per non perdere slancio. Diverse altre curve invece, tra le 11 del circuito, richiedono brusche frenate, che in alcuni casi portano la velocità a circa 70 chilometri orari.

Questo rende Monza una pista estrema e parecchio complicata. La Formula 1 è sempre più una complessa faccenda ingegneristica, spesso difficile da capire. Eppure, come ha scritto F1-News.eu, «Monza riesce ancora a ridurre una parte di questa complessità a una domanda elementare: quanto velocemente può andare una monoposto senza perdere troppo nelle poche curve che separano un rettilineo dall’altro?».

Il giro record fatto da Verstappen lo scorso anno durante le qualifiche a Monza, visto dalla sua prospettiva

Oltre che per aspetti storici e tecnici il Gran Premio di Monza è speciale grazie alla Ferrari. Un po’ per la storia, un po’ per quello che rappresenta nel mondo, un po’ perché non ci sono al mondo altre scuderie (e aziende) tifate allo stesso modo. E un po’ perché quel rosso si fa proprio notare lì: Monza è il Gran Premio della Ferrari.

A Monza, in Formula 1, una Ferrari ha vinto venti volte. Sono più vittorie di ogni altra scuderia, e nessuna scuderia ha mai vinto altrettanto su un singolo circuito. Tutto questo si porta storicamente dietro un tipo di pubblico non comune negli sport motoristici.

«Ci sono pubblici appassionati, e poi ci sono i Tifosi» ha scritto – in inglese, con Tifosi in maiuscolo e in italiano – il sito della Formula 1 parlando di un «mare rosso Ferrari», che si fa notare soprattutto quando a fine Gran Premio si sposta verso il podio.

Un invidiabile copricapo, nel 2016 (Dan Istitene/Getty Images)

Con 369mila presenze (il 10 per cento in più rispetto al 2024), l’anno scorso Monza fu tra i Gran Premi con più spettatori dal vivo. Quest’anno potrebbe avvicinarsi ai 400mila, la maggior parte dei quali stranieri.

Aiuta, in questo senso, che l’autodromo sia vicino a Milano e ai suoi aeroporti. La pista tra l’altro sta in un parco di circa 7 chilometri quadrati, circondati da un muro lungo 14 chilometri, che ospita anche una Villa Reale del Settecento.

La Ferrari vinse a Monza anche nel 2024, con Charles Leclerc; un italiano invece non ci vince dal 1966. Era addirittura dal 1953 che un pilota italiano non ci arrivava da primo nella classifica del Mondiale. Allora fu Alberto Ascari, che poi vinse il Mondiale. Quest’anno è Kimi Antonelli, 20enne della Mercedes. Per lui sarà però dura vincere il Gran Premio di Monza perché, per una penalità data alla sua scuderia, partirà dall’ultima posizione in griglia di partenza.

Dura, ma non proprio impossibile: Monza è un circuito in cui in genere i sorpassi non mancano, e quest’anno potrebbero essere anche più del solito. Mike Krack, ingegnere di pista della Aston Martin, ha detto che, per come le regole di quest’anno dovranno adattarsi alle peculiarità della pista, il Gran Premio di Monza potrebbe avere un numero di sorpassi «da record», e che potrebbe «somigliare a una gara di MotoGP».

Il Gran Premio si tiene alle 15, con diretta su NOW, Sky e – in chiaro – su TV8.