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  • Mercoledì 2 settembre 2026

Un colpo che nel tennis non fa quasi nessuno

Cioè il dritto a due mani: Lucrezia Stefanini, che oggi ha affrontato Jasmine Paolini, è una delle pochissime giocatrici a usarlo

Lucrezia Stefanini colpisce la pallina con un colpo di dritto a due mani allo US Open del 2026 (Darren Carroll/USTA via Getty Images)
Lucrezia Stefanini colpisce la pallina con un colpo di dritto a due mani allo US Open del 2026 (Darren Carroll/USTA via Getty Images)
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Mercoledì in una partita del secondo turno degli US Open femminili, uno dei quattro prestigiosi tornei di tennis del Grande Slam, si sono affrontate Jasmine Paolini e Lucrezia Stefanini. Paolini è da tempo la miglior tennista italiana e tra le migliori al mondo, Stefanini è invece poco conosciuta e al momento 119esima nel ranking mondiale. Chi segue il tennis, però, associa subito Stefanini a una caratteristica particolare: colpisce la pallina tenendo la racchetta con due mani anche sul lato del dritto.

Il dritto – ovvero il colpo che si gioca colpendo la pallina col palmo della mano dominante rivolto in avanti – viene giocato quasi sempre a una mano da chi gioca a tennis ad alto livello (mentre è assai frequente impugnare la racchetta con due mani quando si colpisce di rovescio). Stefanini è una delle pochissime giocatrici in attività che giocano il dritto a due mani, ma andando indietro negli anni gli esempi non mancano: e sono significativi perché nel tennis si tende a emulare o a uniformarsi allo stile di gioco di chi vince.

L’esempio più noto è quello di Monica Seles, una fortissima giocatrice degli anni Novanta. Più di recente anche la cinese Peng Shuai e la francese Marion Bartoli colpivano di dritto tenendo due mani sulla racchetta: proprio copiando Bartoli Stefanini ha migliorato questo colpo. «Quando ero piccola mio padre mi faceva vedere molti video di Marion, mentre si allenava, per imparare e carpire alcuni aspetti del suo gioco», ha detto Stefanini.

Monica Seles, mancina, effettua un dritto a due mani durante il torneo del Roland Garros del 1989 (Dimitri Iundt/Corbis/VCG via Getty Images)

Bartoli era mancina, mentre la mano dominante di Stefanini è la destra, ma il concetto di base è lo stesso. Nel descrivere il suo stile di gioco Stefanini dice che è «aggressivo; con tutti e due i colpi bimani trovo buoni angoli stretti e riesco a essere più precisa». Il suo colpo migliore, comunque, sostiene sia il rovescio, che pure gioca a due mani.

Stefanini usa il dritto a due mani fin quando da bambina giocava al Tennis Club Carmignano, il circolo in provincia di Prato di proprietà dei suoi genitori, Marco Stefanini e Roberta Ardinghi. Entrambi maestri di tennis, i genitori di Stefanini le insegnarono a colpire la pallina con due mani anche sul lato del dritto: cominciò a fare così perché le racchette del fratello maggiore Jacopo, se impugnate con una sola mano, le risultavano troppo pesanti.

«Mio padre mi disse: “Prendila con due mani, poi più avanti [la sinistra] si staccherà”. Invece vincevo qualche partita juniores e non l’ho più staccata», ha detto Stefanini. Pur mantenendo questo fondamentale, spesso associato ai bambini e a chi ha meno forza nelle braccia, col passare degli anni Stefanini ha molto evoluto il proprio gioco: a volte stacca la seconda mano dalla racchetta quando deve giocare colpi particolari o un dritto allungandosi verso destra, per esempio.

Emanuele Ricciardi, esperto di tennis e autore del podcast Slice, ha detto al Post che giocare il dritto a due mani presenta vantaggi e svantaggi. Con due mani sul manico si ha un po’ più di forza, e si trasferisce più facilmente il peso del corpo in avanti quando si colpisce la pallina. Due mani però limitano le possibilità di colpire la palla allungandosi, bisogna sempre tenere la racchetta vicino al corpo ed è più difficile imprimere alla palla un effetto di rotazione.

In generale il dritto a due mani «non fa parte della tecnica ortodossa, e tendenzialmente nessun maestro imposta così un giocatore. Lo si fa quasi sempre per reazione», dice Ricciardi: perché un giocatore istintivamente mette la seconda mano sulla racchetta e funziona, oppure perché ci sono dei problemi tecnici sul lato del dritto.

Il dritto a due mani è ancora meno diffuso nel tennis maschile: l’ecuadoriano Pancho Segura divenne famoso per un dritto a due mani potente, ma giocava negli anni Quaranta. Oggi non lo fa praticamente più nessuno e l’ultimo esempio di buon livello è Fabrice Santoro, tennista francese dei primi anni Duemila.

Oggi, mercoledì 2 settembre, Stefanini ha giocato contro un’altra tennista toscana, Jasmine Paolini. Pur non essendo nel momento migliore degli ultimi anni, Paolini ha battuto Stefanini in due set, con il punteggio di 6-1, 6-4. L’allenatore di Stefanini, Ferdinando Bonuccelli, ha detto che le due «si sentono spesso e quando possono si confrontano e si scambiano consigli».

– Leggi anche: Come si impugna la racchetta da tennis