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  • Venerdì 4 settembre 2026

Un caso editoriale italiano, ma solo all’estero

"Le perfezioni" di Vincenzo Latronico ha venduto poco in Italia, ma "Perfection" è stato uno dei libri del 2025 nel mercato anglosassone

Vincenzo Latronico con la traduttrice inglese Sophie Hughes a un evento di anticipazione dell'International Booker Prize a Londra, il 18 maggio 2025. (Eamonn M. McCormack/Getty Images)
Vincenzo Latronico con la traduttrice inglese Sophie Hughes a un evento di anticipazione dell'International Booker Prize a Londra, il 18 maggio 2025. (Eamonn M. McCormack/Getty Images)
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I libri italiani che vendono tanto e vengono molto apprezzati all’estero non sono molti, ma quei pochi hanno normalmente un grande pubblico anche in Italia. Vale per i romanzi di Elena Ferrante, che con la serie dell’Amica geniale ha superato i 15 milioni di copie nel mondo ed è stata un caso editoriale prima in Italia e poi negli Stati Uniti e nel Regno Unito, ma anche per i gialli di Andrea Camilleri o in passato per Il nome della rosa di Umberto Eco.

Le perfezioni di Vincenzo Latronico, uscito nel 2022 per Bompiani, ha venduto circa 13mila copie cartacee in Italia, un risultato discreto per un romanzo del suo tipo ma lontano da un caso editoriale. Perfection, la sua traduzione inglese, ha venduto invece tra le 150mila e le 200mila copie tra Stati Uniti, Regno Unito e Australia. Ma soprattutto è diventato un caso editoriale per il successo di critica: è stato incluso tra i libri dell’anno del 2025 da New Yorker, New York Times, Sunday Times ed Economist, e nella cinquina finalista dell’International Booker Prize, prestigioso premio britannico dedicato ai libri tradotti in inglese.

A sinistra l’edizione Bompiani, a destra la nuova edizione Einaudi

«In Grecia ha venduto poco meno che da noi, ma la Grecia è un mercato grande un decimo rispetto a quello italiano. Lì il mio editore è letteralmente una singola persona», spiega Latronico al Post, per far capire la sproporzione. Per qualche tempo in Italia è stato addirittura fuori catalogo, cioè non lo si trovava in libreria e Bompiani non lo ristampava. Ora è stato ripubblicato in edizione tascabile da Einaudi, l’editore che ha appena pubblicato anche il nuovo libro di Latronico, Una splendida rovina.

Le perfezioni rientra in quella categoria di libri che gli editori definiscono narrativa letteraria: la narrativa che editori, critici e librai valutano soprattutto per il valore intellettuale, la qualità della lingua e l’impianto formale, meno popolari dei romanzi di trama e di intrattenimento. È una categoria che vende poco quasi ovunque, soprattutto quando l’autore è straniero e non ancora conosciuto. Per un romanzo letterario tradotto nel Regno Unito, qualche migliaio di copie è già considerato un buon risultato.

Perfection è uscito prima nel Regno Unito, nel febbraio del 2025, per Fitzcarraldo Editions, una casa editrice britannica che, per quanto piccola, ha una reputazione fuori misura nel settore perché, nei soli undici anni dalla fondazione, ha tradotto quattro autori che poi hanno vinto il Nobel per la letteratura: Svetlana Aleksievič, Olga Tokarczuk, Annie Ernaux e Jon Fosse.

Le perfezioni è un omaggio contemporaneo a Le cose, il romanzo con cui Georges Perec esordì nel 1965, che raccontava una coppia di giovani parigini che lavoravano nelle ricerche di mercato e desideravano ininterrottamente nuovi mobili e vestiti. I protagonisti di Le perfezioni invece sono Anna e Tom, due giovani freelance che lavorano tra grafica, sviluppo web e consulenza, e che dopo essersi trasferiti da una città «grande ma periferica» del Sud Europa vivono a Neukölln, un quartiere di Berlino particolarmente cool.

Una delle cose meglio riuscite a Latronico, secondo vari critici, è proprio quella di aggiornare le critiche di Perec alla società dei consumi degli anni Sessanta, catalogando con precisione quasi etnografica i gusti, i tic e i punti ciechi di uno specifico tipo umano: il trenta-quarantenne europeo, istruito e cosmopolita, che negli anni Dieci si è spostato da un paese all’altro del continente contando sulla libertà di movimento, che lavora nel settore creativo e che condivide riferimenti culturali internazionali. «Il romanziere che sa cosa vogliono i millennial» è il titolo del profilo che il New York Times ha dedicato lo scorso ottobre a Latronico.

Latronico descrive i due protagonisti quasi sempre insieme, e per lo più attraverso le cose che possiedono. Anna e Tom non hanno una psicologia individuale, non litigano, non parlano tra loro né con gli altri, e non succede loro quasi niente: la disgrazia peggiore che gli capita è la cancellazione di un contratto, che li mette in difficoltà per qualche settimana. I due personaggi funzionano insomma più che altro come segnaposto, tipi di persone in cui un pezzo della generazione dei millennial può riconoscersi. È possibile che il minor successo italiano si spieghi anche così: in Italia le persone che si riconoscono in quel profilo sono proporzionalmente meno numerose che nel Regno Unito o in Germania.

Alcuni dei caroselli che includono una foto di Perfection su Instagram

Latronico però è uno di loro. È nato nel 1984, ha pubblicato i suoi primi due romanzi molto giovane: Ginnastica e rivoluzione è uscito per Bompiani nel 2008, quando aveva 24 anni; La cospirazione delle colombe nel 2011. Entrambi vinsero dei premi, e lo resero un autore considerato promettente. Nel 2009 si trasferì a Berlino, dove ha vissuto per quindici anni lavorando soprattutto come traduttore — tra gli altri di George Orwell, Oscar Wilde e Francis Scott Fitzgerald — e scrivendo su varie riviste italiane e straniere, oltre che per la sezione Storie/Idee del Post.

Ha scritto Le perfezioni nel 2021, durante la pandemia, e l’ha consegnato all’agente che aspettava un suo nuovo romanzo da otto anni accompagnandolo con una lettera di scuse per la sua brevità (è lungo poco più di cento pagine).

Latronico dice che gli viene chiesto spesso come mai il romanzo abbia funzionato così bene all’estero. A suo avviso, una parte della risposta ha a che fare con le tempistiche della pubblicazione dell’edizione britannica: «In italiano il libro è uscito nel 2022, quando gli anni Dieci sembravano ancora in corso: c’era stata la presidenza di Trump, ma era tornato Biden. C’era stato il Covid, ma ce lo siamo dimenticati in fretta. Non c’erano state ancora l’invasione dell’Ucraina e il genocidio a Gaza», dice.

«Nel 2025, invece, tutto questo era cambiato, e secondo me è stato visto anche come una sorta di ricapitolazione quasi nostalgica, ma non del tutto, di un periodo che è irrimediabilmente tramontato. Un periodo, se vuoi, di ingenuo ottimismo in cui lo slogan di Airbnb era travel like a human e noi ci credevamo».

– Leggi anche: I miei vicini Airbnb

L’enorme successo di Le perfezioni ha cambiato il modo in cui le case editrici italiane trattano Latronico. Una splendida rovina, il libro appena uscito, è stato conteso in un’asta «molto agguerrita» tra diversi grandi editori italiani, vinta alla fine da Einaudi. Racconta di un gruppo di amici che compra una casa di campagna diroccata e a basso prezzo con l’idea di ristrutturarla. Latronico dice di essersi accorto solo a stesura finita, e grazie alla sua agente, di quanto la storia assomigliasse al finale delle Perfezioni, dove Anna eredita un casale tra gli ulivi e i due protagonisti lasciano Berlino per andare a rimetterlo a posto.

«In entrambi i casi, in fondo, i libri parlano della romanticizzazione che i social ci portano a fare di certe scelte, di certe forme di vita, e poi la smontano, però senza giudizio e senza cattiveria», spiega. «Ci sono dei personaggi che si fanno un po’ infinocchiare da un’idea di vita percepita attraverso Instagram, e questa scelta viene presentata come insoddisfacente nelle Perfezioni e come catastrofica nella Splendida rovina, però anche come profondamente umana, comprensibile». Entrambi i libri, dice Latronico, «parlano di persone che cercano una soluzione individuale a un problema collettivo».

Il successo internazionale delle Perfezioni, di critica e di vendite, ha fatto sì che la Volksbühne di Berlino, uno dei teatri più importanti della Germania, aprirà la stagione con uno spettacolo tratto dal romanzo: debutterà tra più di un mese, ma i biglietti sono già esauriti per due mesi di repliche. Un consorzio di produttori tedeschi, britannici e italiani sta sviluppando un adattamento cinematografico.

Ed entrambe le copertine delle edizioni in inglese – quella blu minimalista di Fitzcarraldo e quella statunitense, con tre fiori recisi che spuntano da una bottiglietta di plastica, fotografia dell’artista Wolfgang Tillmans – sono poi diventate un oggetto riconoscibile a sé, fotografato e condiviso spesso e volentieri dai lettori su Instagram e TikTok. È diventato anche un meme della bolla internazionale degli appassionati di libri, accostato ad altre cose diventate segnali di appartenenza a un certo gusto. Il meccanismo è quello del “tag yourself”, cioè dei meme che elencano una serie di cose in cui ci si può riconoscere, e funziona perché il romanzo racconta esattamente persone che costruiscono la propria identità attraverso gli oggetti e i riferimenti giusti. Lo stesso Latronico riconosce che, paradossalmente, «il libro stesso è diventato una sorta di elemento performativo da postare su Instagram».