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  • Venerdì 4 settembre 2026

Una squadra femminile di calcio che non dipende da un club maschile

Le London City Lionesses hanno grandi ambizioni e molti soldi, ma ancora pochi tifosi

Tifosi delle London City Lionesses appendono un cartello per le calciatrici Alexia Putellas e Mapi Léon durante l'amichevole contro l'Atletico Madrid (Catherine Ivill - AMA/Getty Images)
Tifosi delle London City Lionesses appendono un cartello per le calciatrici Alexia Putellas e Mapi Léon durante l'amichevole contro l'Atletico Madrid (Catherine Ivill - AMA/Getty Images)

Tutte le squadre della Women’s Super League (WSL), il principale campionato inglese femminile di calcio, hanno nomi, loghi e proprietari identici a quelli di squadre maschili, tranne le London City Lionesses. La squadra, che oggi – venerdì 4 settembre – giocherà la sua prima partita di WSL contro il Manchester United, è solo femminile. Per questo, e perché esiste solo dal 2019, non ha molte persone a tifarla, ma chi la gestisce ha un progetto ambizioso e sta spendendo molto per comprare alcune tra le migliori calciatrici al mondo. Secondo alcuni, però, sta spendendo troppo.

In estate il London City ha comprato la 32enne spagnola Alexia Putellas, che è vincitrice di due Palloni d’oro (il più importante premio individuale nel calcio) e che nelle precedenti 14 stagioni aveva giocato nel Barcellona, tra le squadre femminili più forti. Nel Barcellona Putellas ha vinto 38 trofei, segnato 232 gol e giocato alcune partite davanti a decine di migliaia di persone nello stadio Camp Nou, in cui gioca anche il Barcellona maschile. In questa stagione giocherà nella periferia sud-est di Londra in uno stadio, Hayes Lane, da circa 6mila posti.

Putellas è andata al London City perché, oltre che dal contratto e dalla possibilità di giocare in Inghilterra, è stata convinta dal progetto di Michele Kang, l’imprenditrice miliardaria che è proprietaria delle London City Lionesses. The Athletic ha scritto che Putellas e Kang sentono di avere la «missione di far crescere il calcio femminile».

Kang è anche proprietaria della Washington Spirit e del Lione femminile e i suoi investimenti stanno attirando sia attenzioni sia critiche. Sta spendendo molto, ma è anche a capo della più grande multiproprietà al mondo composta da sole squadre femminili di calcio.

Le London City Lionesses esistono dal 2019, quando si separarono dalla squadra maschile del Millwall. Kang comprò la squadra nel dicembre del 2023, quando giocava nella seconda divisione inglese, e grazie ai suoi investimenti nel 2025 divenne la prima squadra femminile non affiliata a una maschile ad arrivare in WSL. Nel 2025 Kang spese circa un milione e 600mila euro per la centrocampista francese Grace Geyoro, tuttora considerato l’acquisto più costoso di sempre nel calcio femminile.

L’unica calciatrice italiana del London City è la 32enne Elena Linari, una delle più forti difensore italiane degli ultimi anni (Justin Setterfield/Getty Images)

Alla prima stagione in Women’s Super League – che in Europa è il campionato femminile di calcio con il livello medio più alto – sono arrivate seste su dodici squadre, a 28 punti dalla vincitrice, il Manchester City. In questa stagione puntano ad avvicinarsi al livello delle tre squadre più forti: Arsenal, Chelsea e Manchester City.

Oltre a Putellas al London City sono arrivate la difensora spagnola Mapi Léon, l’esterna d’attacco francese Kadidiatou Diani e l’attaccante tedesca Nicole Anyomi, tra le migliori giocatrici al mondo nei rispettivi ruoli. Gioca per loro anche Elena Linari, difensora della Nazionale arrivata la scorsa estate dalla Roma.

Alexia Putellas durante un’amichevole tra London City Lionesses e Atlético Madrid (Catherine Ivill – AMA/Getty Images)

Al London City anche gli stipendi sono piuttosto alti per gli standard del calcio femminile: Putellas, per esempio, guadagnerà poco meno di un milione di euro l’anno. Durante la stagione 2024-2025, il London City aveva avuto ricavi per circa 1,2 milioni di euro, con spese complessive di circa 12 milioni di euro. È ovviamente un problema, soprattutto perché da quest’anno in WSL ci saranno regole finanziarie più rigide.

In particolare, sono previsti punti di penalizzazione per le squadre i cui stipendi superino l’80 per cento dei ricavi più un massimo di 4 milioni di sterline (circa 4 milioni e mezzo di euro) messi dalle proprietà. Significa che il London City dovrà aumentare i ricavi – che sono molti inferiori rispetto a quelli delle squadre inglesi più forti e seguite – oppure diminuire le spese, perlomeno quelle per gli stipendi (non facile, viste le sue forti calciatrici). Uno dei modi con cui sta provando a farlo è il recente accordo con l’azienda di abbigliamento sportivo Nike: secondo Kang prevede cifre «più alte di alcune di quelle della Premier League maschile».

I ricavi, inoltre, si fanno grazie a tifosi e tifose. L’Arsenal femminile ha una media di 35mila spettatori a partita, nella scorsa stagione quelli del London City sono stati meno di un decimo. «Abbiamo dovuto costruire una base di tifosi partendo da zero, e questa è una sfida che nel calcio non capita spesso», ha detto a The Athletic Sarah Batters, l’amministratrice delegata del London City.

Il London City ha cominciato col regalare il 90 per cento dei biglietti per le sue partite quando giocava a Dartford (ancor più lontano dal centro di Londra) e aveva in media 400 tifosi a partita. Nelle ultime due stagioni sono passati da 1.800 a oltre 3mila: ancora troppo pochi in relazione alle grandi ambizioni della squadra.

Nella visione di Kang, però, sostenuta da diversi studi su come nel calcio femminile i tifosi si appassionino più alle singole giocatrici che alle squadre, le campionesse acquistate di recente faranno aumentare parecchio i ricavi della squadra. Uno dei modi con cui far fruttare il maggior interesse attorno alla squadra sarebbe spostarsi in uno stadio più grande e in una posizione più centrale di Londra: il London City ci sta provando col National Sports Centre nella zona del parco di Crystal Palace, che può contenere fino a 15mila persone.

I dirigenti delle altre squadre, invece, sono «sconcertati» dal fatto che una delle squadre che guadagnano meno stia spendendo così tanto. Secondo le persone più scettiche sulle scelte del London City, le calciatrici acquistate sono pronte per vincere subito, ma non fanno parte di un progetto a lungo termine.

Anche a causa dei tanti acquisti di Kang, inoltre, i prezzi stanno aumentando parecchio: tra 2024 e 2025 si è speso l’83,6 per cento in più per acquistare calciatrici a livello globale. È un segnale del fatto che il calcio femminile sta crescendo e girano più soldi, ma questo lascia indietro moltissime società, soprattutto la gran parte di quelle non inglesi.

«Occorre trovare un delicato equilibrio tra l’evidente necessità di attrarre investitori e quella di non scoraggiare una proprietaria facoltosa come Kang», ha scritto il Guardian. Dopo aver battuto per 4-0 il Lione di Kang nell’ultima finale di Champions League, la portiera del Barcellona Catalina Coll ha detto che «i soldi non sono tutto», e che se il Barcellona vince così tanto è grazie a un settore giovanile da cui escono molte giocatrici di talento.

Tutte le partite della Women’s Super League sono trasmesse in diretta, col commento in inglese, sul canale YouTube del campionato. In Italia si possono vedere su Sky Sport, che però ne trasmette solo una per turno di campionato.

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