• Mondo
  • Mercoledì 2 settembre 2026

Zelensky ha minacciato lo spazio aereo russo

Il presidente ucraino ha avvertito le compagnie aeree che volare sopra la Russia sarà sempre meno sicuro per via dei droni ucraini

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a Kyiv, 24 agosto 2026 (AP Photo/Francisco Seco)
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a Kyiv, 24 agosto 2026 (AP Photo/Francisco Seco)
Caricamento player

In un messaggio molto diretto, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha avvertito le compagnie aeree che attraversano lo spazio aereo russo che volare sopra la Russia non sarà più sicuro, a causa della presenza di sempre più droni ucraini.

«Oggi vogliamo avvertire ogni compagnia aerea che utilizza lo spazio aereo russo, ogni assicuratore e tutti coloro che utilizzano ancora i principali aeroporti russi: lo spazio aereo russo sta diventando completamente insicuro», ha detto Zelensky. «I giorni sicuri nei cieli della Russia sono finiti». Ha detto comunque che non colpirà aerei civili, ma «la presenza dei droni nei cieli della Russia sarà su una scala che deve essere considerata».

In questo modo Zelensky cerca di spingere le compagnie a riconsiderare l’uso dello spazio aereo russo e dei principali aeroporti del paese, per ridurre ulteriormente le capacità della Russia di mantenere normali collegamenti aerei con l’estero e far percepire alla popolazione russa le conseguenze della guerra. «La guerra iniziata dalla Russia sta chiudendo i suoi cieli», ha scritto.

Da quando è iniziata l’invasione russa su larga scala, nel febbraio del 2022, la maggior parte delle compagnie aeree civili occidentali ha smesso di volare sopra la Russia: oggi le tratte sono percorse principalmente da compagnie cinesi, turche e dei paesi del Golfo Persico, che in questo modo accorciano le rotte tra l’Asia e l’Europa.

L’avvertimento arriva dopo quasi una settimana di pesanti attacchi russi contro Kyiv e altre città ucraine. Nell’ultimo attacco, compiuto nella notte tra lunedì e martedì, sono state uccise almeno 12 persone. Nel frattempo l’Ucraina ha intensificato gli attacchi con droni a lungo raggio contro il territorio russo, colpendo soprattutto obiettivi militari, raffinerie e infrastrutture energetiche. I droni ucraini hanno raggiunto anche regioni molto lontane dal confine, mostrando la capacità ucraina di portare la guerra sempre più in profondità nel territorio russo.

Il presidente russo Vladimir Putin ha risposto alle dichiarazioni di Zelensky definendole «terrorismo di Stato». Durante una conferenza stampa in Kirghizistan ha detto che «con i terroristi non si negozia. Se succederà qualcosa di brutto, reagiremo».

Una colonna di fumo sul porto di San Pietroburgo dopo un attacco con droni ucraini, 3 giugno 2026 (AP Photo)

– Leggi anche: Una notte tra i nuovi droni ucraini

L’avvertimento di Zelensky si collega a un piano, rivelato pochi giorni fa da un’inchiesta dell’Atlantic ma mai concretizzato, con cui per un po’ Zelensky ha considerato la possibilità di attaccare gli aeroporti di Mosca proprio con l’obiettivo di far chiudere lo spazio aereo russo per un lungo periodo.

In base all’inchiesta, basata su varie fonti anonime, all’inizio del 2026 alcuni funzionari ucraini avevano proposto a Zelensky di espandere i bombardamenti anche contro gli aeroporti di Mosca, usando dei droni dotati di sistemi di intelligenza artificiale capaci di individuare degli obiettivi anche senza l’intervento umano. Per un po’ Zelensky aveva permesso l’avanzamento del progetto, che è stato soprannominato “M&M’s”, un riferimento ai piccoli droni che sarebbero stati usati. Zelensky aveva però fin da subito espresso grossi dubbi sulle conseguenze che questo avrebbe posto per l’aviazione civile e in generale per possibili danni a civili.

Tra i sostenitori c’era l’allora ministro della Difesa Mykhailo Fedorov, rimosso da Zelensky a metà luglio e che poi è diventato un suo rivale politico. Il piano si è fermato proprio dopo il licenziamento di Fedorov.