I figli della “famiglia nel bosco” non potranno tornare subito a casa
In un’attesa sentenza, il tribunale dell’Aquila ha stabilito un percorso a tappe che potrebbe portare al ricongiungimento coi genitori
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Il tribunale per i minorenni dell’Aquila ha disposto un percorso a tappe per il ritorno a casa dei figli della cosiddetta “famiglia nel bosco”. Il tribunale ha deciso che i ragazzi dovranno rimanere nella casa famiglia di Vasto, in Abruzzo, dovranno andare alla scuola pubblica e tra un mese potranno trascorrere alcuni weekend con i genitori nella loro casa di Palmoli, sempre in Abruzzo, se gli assistenti sociali lo permetteranno.
Le altre tappe del percorso di reinserimento non sono al momento note, e una data per il ritorno a casa non è stata definita. Simone Pillon, ex senatore della Lega, noto sostenitore delle battaglie dell’integralismo cattolico e avvocato che rappresenta i genitori Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, ha detto che sperava in un ricongiungimento più rapido e per questo presenterà un ricorso. Pillon ha inoltre detto che i bambini potranno passare da subito dei giorni alla casa di Palmoli con i genitori, ma dovranno tornare nella casa famiglia per dormire.
Il caso della “famiglia nel bosco” è diventato di interesse nazionale lo scorso autunno, quando venne deciso l’allontanamento dei figli dall’abitazione di Palmoli perché giudicata inadeguata rispetto alle loro esigenze. La famiglia aveva deciso di vivere in una piccola casa di campagna con alcuni problemi strutturali e senza bagni all’interno. I bambini seguivano un percorso scolastico autonomo, una specie di homeschooling.
Inizialmente il tribunale per i minorenni dell’Aquila aveva stabilito che i tre figli dovessero stare in una casa famiglia a Vasto con la madre, poi a marzo aveva deciso di allontanare Birmingham basandosi su alcune relazioni della struttura di accoglienza che descrivevano il suo comportamento come ostile e non collaborativo.



