Che cosa sono le “supercelle”

Cioè i complessi sistemi che hanno portato i forti e devastanti temporali degli ultimi giorni in diverse zone d'Italia

(Wikimedia)
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Nel fine settimana in diverse parti d’Italia alcuni forti temporali hanno causato danni con allagamenti, grandinate e intense raffiche di vento. A Cremona ci sono stati danni a edifici e palazzi storici, nel bresciano ci sono state forti grandinate con chicchi di grandi dimensioni. Nella provincia di Bergamo e in alcune zone del Veneto la grandine ha danneggiato varie zone agricole. In alcuni casi le piogge intense sono state causate da “supercelle”, un tipo particolare di temporale che può essere molto più duraturo e violento del solito.

In un classico temporale estivo, l’aria calda e umida al suolo tende a salire verso l’alto, dove si raffredda e il vapore acqueo condensa formando una nube. Al suo interno si creano forti correnti d’aria calda (quindi meno densa) che si muovono verso l’alto e altre di aria fredda presenti negli strati più alti della nube, che si spostano verso il basso insieme alla pioggia. Queste due correnti tendono a ostacolarsi a vicenda: l’aria fredda e la pioggia possono infatti interrompere l’afflusso di aria calda e umida che alimenta la nube, e di conseguenza dopo un po’ di tempo il temporale tende a perdere energia e a esaurirsi.

Nel caso di una supercella le correnti d’aria verso l’alto e verso il basso sono più distanti, e questo fa sì che un temporale possa durare molto più a lungo e soprattutto che possa rimanere altamente energetico insistendo per maggior tempo su una stessa zona. La maggiore durata è dovuta a come sono organizzate le correnti d’aria nell’atmosfera.

Il vento può per esempio soffiare in un certo modo al suolo e in modo diverso in alta quota. Questa condizione fa imprimere una rotazione all’aria calda e umida che sale dal suolo, portando alla formazione di una grande struttura rotante all’interno della nube che si chiama mesociclone. La rotazione fa sì che le correnti che salgono rimangano separate da quelle che scendono. In questo modo l’aria calda e umida può continuare ad alimentare il temporale, mentre l’aria fredda e le precipitazioni sono espulse da un’altra parte.

(Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ligure)

Il fenomeno fa sì che un temporale generato da una supercella duri molto più a lungo e sia particolarmente energetico. Rende anche più probabili grandinate intense, perché le forti correnti orizzontali nella nube mantengono più a lungo i chicchi di grandine sospesi nella nube, che in questo modo accumulano maggiori quantità di ghiaccio prima di cadere al suolo. Le correnti fredde discendenti sono inoltre più forti perché non vengono ostacolate da quelle ascendenti, e questo spiega le forti raffiche di vento registrate nei giorni scorsi con danni agli edifici e alberi crollati.

Le supercelle si verificavano anche in passato in Italia, ma la loro frequenza e la loro intensità stanno cambiando soprattutto a causa del riscaldamento globale causato dalle attività umane. Il Mediterraneo è sensibilmente più caldo di un tempo così come lo è il suolo in buona parte della Pianura padana, e questo favorisce l’evaporazione dell’acqua marina e una maggiore umidità nell’atmosfera, quindi una perturbazione in arrivo può trovare più risorse per alimentarsi e diventare molto potente. Tra alte montagne, pianure e mari, l’Italia ha una conformazione geografica ideale per creare combinazioni complicate di venti, compresi quelli che rendono più probabile una supercella.

Uno studio recente sulle supercelle europee, basato su simulazioni climatiche ad alta risoluzione, ha segnalato che all’aumentare della temperatura media la frequenza di questi fenomeni cresce sensibilmente. Le aree intorno alle Alpi sono tra le più interessate al fenomeno già oggi e in Europa si registrano oltre 700 supercelle in ogni stagione calda.