Il carcere di Siracusa è messo malissimo

I suoi problemi sono denunciati da tempo e nelle ultime settimane si sono intensificate le proteste, anche violente, dei detenuti

L'esterno del carcere di Siracusa (Google Maps
L'esterno del carcere di Siracusa (Google Maps
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Venerdì al carcere di Siracusa c’è stata una protesta di detenuti in cui sono rimasti feriti undici agenti di polizia penitenziaria, secondo quanto detto dal loro sindacato. Alcuni detenuti hanno forzato le recinzioni dei cortili per l’uscita nell’ora d’aria, sono saliti sul tetto del carcere e da lì hanno tirato oggetti e calcinacci contro la polizia. Gli agenti feriti sono stati portati negli ospedali di Siracusa e di Avola per essere medicati.

Il lancio di oggetti dal tetto è l’ultimo di una serie di atti di protesta che nel carcere di Siracusa, il Cavadonna, vanno avanti da giorni: questa settimana alcuni detenuti avevano iniziato uno sciopero della fame per protestare contro le loro condizioni detentive; la settimana precedente altri detenuti avevano protestato contro gli agenti che volevano perquisire una cella, minacciandoli con forbici da carta separate in due pezzi e utilizzate come arma da taglio. Nei giorni ancora precedenti c’era stata un’altra protesta in cui una decina di detenuti erano rimasti feriti, e ancora prima altri detenuti avevano aggredito altri due agenti.

Il sindacato degli agenti, l’OSAPP (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria), aveva già definito la situazione al Cavadonna «fuori controllo». Non ci sono informazioni sui motivi per cui è iniziata la protesta venerdì, ma la frequenza delle proteste delle ultime settimane è dovuta a una combinazione di fattori che vanno dal sovraffollamento (ci sono oltre 700 detenuti per circa 540 posti disponibili) al caldo e, soprattutto, a una serie di problemi strutturali di quel carcere in particolare.

Il Cavadonna è un carcere molto malmesso, che necessita da anni di interventi di manutenzione: rispetto alla media nazionale il tasso di sovraffollamento è minore, ma secondo l’associazione Antigone, che si occupa da anni di diritti dei detenuti e svolge regolarmente sopralluoghi negli istituti, ci sono celle fatiscenti, infiltrazioni d’acqua, pavimentazioni divelte e muffa in molte celle.

Non funzionano gli ascensori né il riscaldamento d’inverno, e come nelle altre carceri non c’è l’aria condizionata d’estate (generalmente limitata a uffici e a spazi riservati agli agenti). In molte celle non c’è acqua calda e all’interno dell’edificio sono stati trovati parassiti e ratti. Il personale di polizia penitenziaria è insufficiente e al di sotto dell’organico previsto.

La situazione più grave riguarda la salute mentale dei detenuti e l’assistenza sanitaria: secondo i dati di Antigone nel 2025 c’erano oltre 200 persone con situazioni psichiatriche gravi, un dato molto più alto rispetto alla media nazionale. È anche molto più alto il numero di persone che prende antipsicotici, antidepressivi e sedativi. Nonostante questo l’assistenza psicologica è carente: secondo un resoconto di una visita fatta ad agosto 2025 delle Camere penali, associazione di avvocati italiani, lo psicologo previsto quotidianamente andava in carcere solo poche ore alla settimana.

Altre proteste si erano già svolte l’anno scorso, e in generale il numero di provvedimenti disciplinari emessi in questo carcere è sensibilmente più alto della media nazionale: nel 2024 sono stati emessi 61,8 provvedimenti di isolamento disciplinare ogni 100 detenuti, su una media nazionale, nello stesso anno, di 19,8.

Per contenere la protesta di venerdì è stato necessario chiamare alcuni agenti fuori servizio e far arrivare personale da altri istituti: la situazione è tornata sotto controllo in serata.

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