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  • Venerdì 28 agosto 2026

Il numero di dispersi in Nepal è raddoppiato

Ora sono quasi 2.000, oltre ai 558 in Tibet, e le ricerche sono complicate dal rischio di una nuova esondazione

Persone salgono a bordo di un elicottero durante le operazioni di soccorso, nel distretto nepalese di Nuwakot, il 28 agosto
Persone salgono a bordo di un elicottero durante le operazioni di soccorso, nel distretto nepalese di Nuwakot, il 28 agosto (EPA/NARENDRA SHRESTHA)
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Le autorità nepalesi hanno comunicato un nuovo numero di dispersi, 1.924 persone, pressoché il doppio di quello noto finora, e quindi aumenterà di molto anche quello dei morti a causa della disastrosa esondazione di mercoledì nelle valli al confine tra Nepal e Tibet: finora quelli accertati sono almeno 579. Le ricerche sono complicate anche dal rischio di una nuova esondazione.

Mercoledì la zona era stata travolta violentemente da un’enorme massa di acqua, ghiaccio, fango e rocce. L’area è ancora senza elettricità e dopo una pioggia abbondante in Tibet sul corso di due immissari del fiume Bhote Koshi si è formato un lago di sbarramento che secondo le autorità cinesi e tibetane rischia di esondare: per questo, venerdì le ricerche sono state sospese per alcune ore e sono riprese una volta che l’allerta è rientrata.

Le prime 48-72 ore dopo un disastro sono decisive per i soccorsi. Il governo nepalese ha giustificato il nuovo numero dicendo che non erano state contate circa 900 persone che si trovavano in infrastrutture idroelettriche.

Soccorritori nella zona colpita dall'esondazione, il 28 agosto

Soccorritori nella zona colpita dall’esondazione, il 28 agosto (AP Photo/Rajesh Kumar Singh)

Il lavoro dei soccorritori è già molto complicato a causa delle strade e dei ponti distrutti e della mancanza di elettricità. Vista la difficoltà di muoversi via terra, l’esercito nepalese si è organizzato con 12 elicotteri. In tutto ha mobilitato oltre 30mila uomini delle forze di sicurezza e ha attrezzato un ospedale da campo vicino alle zone più colpite.

Molte delle persone disperse sono turisti, escursionisti e pellegrini. L’esondazione è avvenuta in una zona nota per le escursioni turistiche e alpinistiche sull’Himalaya e verso il monte Kailash, una vetta tibetana meta di pellegrinaggi per varie religioni, tra cui induismo, buddismo, giainismo e Bön, un’antica religione tibetana.

L’esondazione di mercoledì è stata probabilmente causata dal distacco di un’enorme massa di ghiaccio da un ghiacciaio. Nel video qui sotto si vede il percorso che ha seguito la massa che si è formata con acqua, ghiaccio, fango e rocce e che ha travolto la valle.

L’esondazione è stata improvvisa e potente e ha travolto persone, edifici e strade. Nei video provenienti dalle zone colpite si vedono ponti divelti ed edifici di più piani distrutti. Il governo nepalese ha respinto le offerte di altri paesi di inviare squadre di ricerca e soccorso, dicendo che le proprie sono sufficienti. Un funzionario del ministero degli Esteri ha detto che la decisione si basa anche sull’esperienza del grave terremoto del 2015, quando la presenza di molte squadre di diversi paesi causò grossi problemi di coordinamento.