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  • Mercoledì 26 agosto 2026

I dazi sulla carne sono diventati un problema per Trump

Gli allevatori li vogliono, ma i prezzi stanno aumentando e i consumatori sono scontenti: ha trovato una via di mezzo che potrebbe non servire a molto

Donald Trump mangia una bistecca (anzi una “Trump Steak”), 2008 (Stephen Lovekin/WireImage for Hill & Knowlton)
Donald Trump mangia una bistecca (anzi una “Trump Steak”), 2008 (Stephen Lovekin/WireImage for Hill & Knowlton)
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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato che farà un’esenzione ai dazi per l’importazione di 300mila tonnellate di carne di manzo macinata nei prossimi tre mesi. È un modo per cercare di ridurre il prezzo della carne negli Stati Uniti, che negli ultimi anni è molto aumentato, provocando lo scontento dei consumatori.

L’annuncio però ha provocato lo scontento di altre categorie: anzitutto gli allevatori statunitensi, che temono la concorrenza delle carni estere, e poi deputati, senatori e candidati Repubblicani che alle elezioni di metà mandato del 3 novembre devono competere per seggi in aree rurali del paese, dove l’allevamento è un settore economico importante. La questione dimostra inoltre come per Trump sia relativamente facile imporre dazi, ma più difficile toglierli, proprio perché così rischia di scontentare le aziende americane che ne sono state favorite.

Trump ha annunciato l’accordo per l’importazione dicendo che «abbasserà il prezzo della carne macinata per le famiglie americane che lavorano», e che la carne sarà venduta a un prezzo inferiore del 25 per cento rispetto agli attuali valori di mercato. Negli Stati Uniti il prezzo della carne è aumentato del 24 per cento da quando Trump è tornato alla presidenza, nel gennaio del 2025, a causa di una riduzione delle mandrie, di maggiori costi di produzione e della siccità dei pascoli. La dimensione del bestiame nazionale negli Stati Uniti (cioè di tutti i bovini da allevamento presenti sul territorio) è ai minimi dagli anni Cinquanta.

Il reparto carne di un supermercato a Schaumburg, Illinois, 14 maggio 2026 (AP Photo/Nam Y. Huh)

Inizialmente l’amministrazione aveva imposto dazi sull’importazione di carne di manzo anche per aiutare gli allevatori statunitensi in difficoltà e consentire loro di aumentare la quantità di bestiame. È però un processo che richiede anni, e nel frattempo i prezzi sono aumentati a tal punto da diventare un problema politico in vista delle elezioni di metà mandato: per molti elettori in tutti gli Stati Uniti l’aumento del costo della vita è una delle questioni principali su cui orientare il voto, e la carne di manzo è un elemento base della dieta delle famiglie.

Non è chiaro che tipo di impatto sui prezzi potrebbe avere l’importazione di 300mila tonnellate di carne esenti dai dazi: si tratta di circa il 2 per cento dei consumi annuali. L’accordo per l’importazione peraltro non è stato ancora concluso (Trump dovrebbe firmare un ordine esecutivo nei prossimi giorni) e non si sa ancora da quale paese arriveranno le importazioni. In ogni caso l’associazione degli allevatori ha scritto in un comunicato che l’annuncio «getta acqua fredda sulla prospettiva di un aumento del bestiame e sacrifica la stabilità di lungo termine per prospettive di breve termine».