Dolly Parton filantropa
Tra le cose per cui sarà ricordata c'è una grossa donazione alla ricerca sui vaccini contro il COVID e i molti progetti rivolti a bambini e ragazzi
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«Quando si è nella posizione di poter aiutare, e si può davvero aiutare, allora si dovrebbe farlo», disse la cantante country Dolly Parton in un’intervista a Elle nel 2024. «È importante restituire ciò che si riceve e nella mia vita ho ricevuto tantissimo». Parton è morta martedì a 80 anni, dopo una vita dedicata alla filantropia quasi quanto alla musica.
Iniziò nel 1988, quando avviò la Dollywood Foundation per contrastare l’abbandono scolastico nel posto in cui è nata: la contea di Sevier nello stato del Tennessee. Negli anni il progetto si è molto ingrandito: con la sua Imagination Library ha donato più di 300 milioni di libri negli Stati Uniti e altri milioni di dollari li ha donati a progetti di altro tipo, dalla ricerca pediatrica a quella per il vaccino durante la pandemia.
Imagination Library è uno dei progetti di cui andava più fiera. Permette alle famiglie di iscrivere i propri figli per ricevere a casa gratuitamente un libro al mese, dalla nascita fino ai cinque anni, con una selezione adeguata all’età. Parton ha raccontato spesso come a ispirarla sia stato suo padre, Robert Lee Parton, che era un agricoltore e non aveva avuto la possibilità di imparare a leggere e a scrivere.
Il progetto nacque nel Tennessee nel 1995 e poi si estese a tutti gli Stati Uniti, al Canada, al Regno Unito, all’Australia e all’Irlanda. Solo nel 2025 sono stati spediti più di 40 milioni di libri. Imagination Library funziona grazie a una collaborazione fra la Dollywood Foundation e centinaia di organizzazioni, amministrazioni e finanziatori locali. A Imagination Library vanno inoltre da sempre tutti i proventi del suo primo album per bambini, I Believe in You, del 2017.
Nel 2020 Parton donò 1 milione di dollari al Vanderbilt University Medical Center, creando il Dolly Parton COVID-19 Research Fund. Il suo fondo sostenne le fasi iniziali della ricerca, compreso lo sviluppo del test utilizzato per dimostrare che il vaccino mRNA-1273 di Moderna potesse funzionare, cioè che fosse capace di attivare una risposta immunitaria contro il virus. Fu una delle prime a farsi fotografare mentre veniva vaccinata: in quell’occasione cantò la sua canzone più celebre, “Jolene”, ma sostituendo il nome con “vaccine” e cambiando le parole per trasformarlo in un invito alla popolazione.
Parton finanziava tutte queste iniziative mettendo insieme soldi propri e altri raccolti con eventi di beneficienza, sponsorizzazioni di aziende, partner locali e in alcuni casi contributi governativi. Aveva infatti la capacità di mobilitare un grande pubblico, attirando l’attenzione dei media e coinvolgendo altri donatori.
Molte delle sue iniziative riguardano la sua storia personale. Parton è cresciuta in un ambiente rurale in cui l’accesso all’istruzione poteva essere molto difficile e dove molti ragazzi erano costretti a lavorare fin da giovani. Il primo obiettivo della Dollywood Foundation fu proprio riuscire a migliorare i risultati scolastici della sua comunità e contrastare l’abbandono scolastico.
Una di queste iniziative fu il Buddy Program, avviato all’inizio degli anni Novanta. L’idea era che gli studenti formassero delle coppie di sostegno, per aiutarsi a completare le scuole superiori. Se tutti e due riuscivano ad arrivare al diploma, ricevevano cinquecento dollari a testa. Secondo quanto riportato dalla Dollywood Foundation, il tasso di abbandono scese dal 36 al 6 per cento. Istituì anche delle borse universitarie per chi voleva proseguire gli studi universitari: cinque all’anno, da 15mila dollari.
Donò molti soldi anche alla ricerca sulle malattie infettive pediatriche e sul cancro infantile, e più in generale a ospedali e programmi pediatrici. Proprio a marzo di quest’anno l’ospedale pediatrico dell’East Tennessee ha cambiato nome, diventando l’ospedale pediatrico Dolly Parton.
Anche le donazioni agli ospedali e alla ricerca pediatrica sono legate a una storia personale. Sua nipote Hannah Dennison, infatti, venne trattata per la leucemia all’ospedale pediatrico Monroe Carell Jr. di Nashville. A gennaio del 2026 Parton ha pubblicato una nuova versione di Light of a Clear Blue Morning, insieme a Miley Cyrus, Lainey Wilson, Queen Latifah e Reba McEntire, destinando i proventi del singolo e del video alla ricerca sul cancro pediatrico di quell’ospedale.
Sono state tutte iniziative che partivano da posti vicino casa sua, come il My People Fund nato nel novembre 2016, quando devastanti incendi colpirono Gatlinburg, Pigeon Forge e la contea di Sevier. Riuscì ad assistere più di 900 famiglie, che ricevettero mille dollari al mese per sei mesi.
A partire dal 1990, Dollywood è inoltre uno dei principali sponsor dell’American Eagle Foundation, e contribuisce allo sviluppo e alla gestione di un centro di educazione, allevamento, riabilitazione e conservazione dei rapaci.



