Un sindaco ha trovato il modo di fare pagare meno la benzina

Quattro anni fa un piccolo comune abruzzese si è comprato un distributore, e ora lì il carburante costa fino a 20 centesimi in meno

I prezzi di benzina e gasolio al distributore di Valle Castellana, in Abruzzo, 25 agosto 2025 (foto inviata al Post dal sindaco Camillo D'Angelo)
I prezzi di benzina e gasolio al distributore di Valle Castellana, in Abruzzo, 25 agosto 2025 (foto inviata al Post dal sindaco Camillo D'Angelo)
Caricamento player

A Valle Castellana, un piccolo comune abruzzese al confine con le Marche, all’interno del parco nazionale del Gran Sasso, il carburante costa anche venti centesimi in meno rispetto al prezzo medio nel resto della regione. Il merito è di un’iniziativa del comune avviata in realtà quattro anni fa, ma che si sta facendo molto notare ora che il prezzo di benzina e gasolio è di nuovo superiore ai due euro al litro.

Nel 2022 infatti il comune di Valle Castellana riuscì a comprare l’unico distributore del paese, che stava per chiudere visto che in paese gli abitanti diminuivano e non era più conveniente tenerlo aperto. Oggi Valle Castellana ha poco più di 800 abitanti. Il distributore è gestito da allora dall’amministrazione comunale, che acquista il carburante e lo rivende sostanzialmente al prezzo a cui lo ha acquistato, senza aggiungere la quota che farebbe guadagnare un distributore privato. Oggi quindi a Valle Castellana la benzina costa 1,750 euro al litro e il gasolio 1,990 euro al litro, a fronte di un prezzo regionale medio di rispettivamente 2,015 e 2,136 euro al litro.

Il distributore di Valle Castellana, in Abruzzo, 25 agosto 2025 (foto inviata al Post dal sindaco Camillo D’Angelo)

Il sindaco Camillo D’Angelo, che è anche presidente della provincia di Teramo, dice che ebbe questa idea per impedire che chiudesse un altro servizio essenziale a Valle Castellana, di cui fanno parte una quarantina di frazioni. «Senza questo, il distributore più vicino è ad Ascoli Piceno o a Teramo, a più di 30 chilometri di distanza», dice. «I servizi qui sono già al minimo, perché siamo in una delle cosiddette “aree interne”: abbiamo pensato che tenere la pompa della benzina e gestirla come amministrazione fosse un servizio pubblico da garantire».

D’Angelo racconta che ci sono voluti circa due anni per completare tutti i passaggi burocratici, anche perché non c’erano precedenti simili in altre zone d’Italia. Poi c’è stata la pandemia, che ha ulteriormente rallentato le procedure. Quattro anni fa però il distributore è stato acquistato, per circa 60mila euro, e l’attività gestita dal comune è iniziata. Funziona così: la gestione è affidata a una ragioniera dell’ufficio finanziario, che ogni mese si occupa di comprare il carburante dai fornitori e di gestire l’IVA e le accise (cioè le imposte fisse), nonché tutta la contabilità del caso.

Al distributore di Valle Castellana benzina e gasolio vengono poi rivenduti quasi allo stesso prezzo a cui il comune li ha comprati. Nella pratica significa che le persone pagano il prezzo del carburante, che è composto in buona parte da IVA e accise, e poi una piccola quota con cui il comune copre i costi di gestione, cioè la bolletta dell’elettricità e la manutenzione annuale dell’impianto. È tutto self-service e si può pagare solo in contanti: D’Angelo dice che hanno provato a mettere anche il Pos ma al momento non stanno riuscendo a trovare un accordo con l’operatore che sia economicamente sostenibile per il comune.

Con gli incassi il comune riesce a coprire tutte le spese di gestione, pari a circa 12mila euro all’anno. Secondo D’Angelo gli incassi erano stati circa 80mila euro nel 2022, e ora sono quasi 500mila euro all’anno. Non vuol dire che il comune ci guadagna: il resto dei soldi serve a comprare il carburante, che è molto di più rispetto a qualche anno fa perché il distributore viene usato di più. «Il giro è aumentato perché vengono a fare benzina anche gli abitanti di comuni limitrofi, visto che costa meno, e negli anni si è sparsa un po’ la voce anche tra i turisti», dice il sindaco. «Adesso mi stanno chiamando anche da altri comuni che vorrebbero capire se possono provare a fare la stessa cosa anche loro».