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  • Lunedì 24 agosto 2026

Esposito, Cisse e altre cose notevoli dalla prima giornata di Serie A

Inter e Milan hanno vinto con i gol dei loro giovani attaccanti, mentre a Spalletti non è piaciuta la partita del suo nuovo centravanti

Alphadjo Cisse esulta dopo il gol segnato in Torino-Milan (ANSA/ALESSANDRO DI MARCO)
Alphadjo Cisse esulta dopo il gol segnato in Torino-Milan (ANSA/ALESSANDRO DI MARCO)
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Nelle prime 8 partite della Serie A maschile di calcio (mancano Bologna-Lazio e Roma-Fiorentina) ci sono state 7 vittorie, tra cui quelle di Inter, Napoli, Juventus e Milan, e un solo pareggio, tra Udinese e Como.

L’Inter ha giocato un primo tempo tutt’altro che entusiasmante contro il Monza, ma nel secondo ha fatto tre gol in un quarto d’ora, chiudendo la partita sul 4-1 e dimostrando di essere la squadra da battere, come si dice. Ha segnato uno spettacolare gol di tacco il ventunenne attaccante Francesco Pio Esposito, che ha fatto anche molto altro: «Ha anticipato, protetto, girato, scaricato. Ha giocato con il corpo prima ancora che con i piedi. E, quando il pallone arrivava dalle retrovie, la sensazione era che l’Inter avesse finalmente trovato un punto di riferimento sicuro a cui affidarsi», ha scritto Rivista Undici, secondo cui il gol, seppur molto bello, non è stata la cosa più importante fatta contro il Monza.

Esposito ha iniziato insomma alla grande la sua seconda stagione all’Inter, dopo aver già mostrato diverse buone cose nella prima, tanto da diventare uno degli attaccanti della Nazionale. La Gazzetta dello Sport oggi si chiede se a questo punto non meriti di diventare stabilmente l’attaccante titolare assieme al capitano Lautaro Martínez, superando di fatto Marcus Thuram nelle gerarchie di squadra.

In un periodo in cui il calcio italiano sembra averne grande bisogno, Esposito non è il solo giovane italiano che si è fatto notare. Nella vittoria del Milan per 2-1 contro il Torino, la prima partita con il nuovo allenatore Ruben Amorim, ha segnato il gol dell’1-0 Alphadjo Cisse, diciannovenne nato a Treviso da genitori guineani (in giro si legge anche Cissè, con accento, ma lui ha detto che è Cisse).

Cisse era all’esordio con il Milan e fin qui aveva giocato appena 14 minuti in Serie A, due stagioni fa con il Verona; nella scorsa aveva giocato con il Catanzaro in Serie B, dimostrandosi molto promettente prima di infortunarsi.

È un calciatore talentuoso che può giocare in tanti ruoli offensivi: trequartista, ala, seconda punta. Alla fine della partita Amorim ha detto che Cisse «sembrava il giocatore più esperto» in campo. Già lo scorso novembre Ultimo Uomo scriveva che «con il tocco di palla e con il controllo del corpo di cui dispone, Cisse può davvero aspirare ad essere incisivo a tutte le altezze del campo. È questo che lo rende tanto speciale. Un talento, rispetto agli altri giovani italiani nella sua posizione, autosufficiente, capace di emergere anche quando il contesto intorno a sé non è propizio».

Pur con ancora alcune cose da sistemare e alcuni giocatori che probabilmente non saranno i titolari durante la stagione, contro il Torino il Milan di Amorim ha già fatto vedere diverse cose positive e un approccio più propositivo e aggressivo rispetto a quello che aveva avuto nella scorsa stagione con Massimiliano Allegri, ora al Napoli.

Come evidenziava Sky Sport, Cisse è stato uno dei tredici calciatori italiani nati dal 2006 in poi che hanno giocato nelle prime 8 partite di questa Serie A: un dato positivo e in controtendenza rispetto alla percentuale generale di calciatori italiani impiegati, appena il 30 per cento del totale finora.

Una novità di questo inizio di Serie A sono state le nuove regole sulle perdite di tempo, che hanno portato a 9 minuti in più di tempo effettivo medio per partita rispetto alla prima giornata della stagione scorsa. Sono cosa vecchia e usuale invece le polemiche sulle decisioni arbitrali. La più discussa è stata quella che ha portato al gol del vantaggio del Napoli contro il Genoa, segnato dal centrocampista belga Kevin De Bruyne dopo un spinta data al difensore Johan Vásquez, giudicata regolare dall’arbitro. A DAZN l’esperto arbitrale Luca Marelli ha definito il contatto «molto più che sospetto» e ha detto che «in queste circostanze è meglio fischiare».

Alla fine della partita Daniele De Rossi, allenatore del Genoa, molto apprezzato per le sue interviste schiette e brillanti, ha detto che «non c’è persona al mondo che abbia giocato a calcio o arbitrato che potesse pensare che quello non era fallo. […] Questa sera è stata una delle cose più brutte che ho subìto da quando sono nel calcio, ma è meglio che mi fermi qui perché ci chiedono collaborazione. Spero di vincere una partita così e di avere la forza di venire qui e dirvi che ho vinto una partita per un errore».

Sono state molto commentate anche le dichiarazioni di Luciano Spalletti, allenatore della Juventus. Dopo la faticosa vittoria per 1-0 in casa del Frosinone, Spalletti ha commentato molto negativamente la partita di Randal Kolo Muani, acquistato in estate per oltre 40 milioni, dopo che già due stagioni fa aveva giocato nella Juventus. «Si deve rendere conto che è due anni che non gioca, e se è due anni che non gioca un motivo ci sarà. A volte si crede di essere di un livello eccezionale, e poi ci si rende conto che hai lasciato qualcosa da parte che lo devi andare a riprendere», ha detto.

Non è usuale che un allenatore critichi così apertamente un suo giocatore, specialmente uno appena arrivato dal calciomercato. A Spalletti del resto è già capitato altre volte di parlare in modo molto onesto e duro di un suo calciatore, con effetti spesso negativi sul suo contributo alla squadra e sulla sua percezione all’esterno. La Gazzetta dello Sport ha interpretato le sue parole come un invito per la dirigenza ad acquistare anche un altro attaccante: il calciomercato chiuderà il primo settembre.