Un po’ di video delle “olimpiadi” dei robot umanoidi

Sono in corso a Pechino, e pur rimanendo molto ridicole i progressi rispetto all'edizione dell'anno scorso sono notevoli

Un robot umanoide cade durante la gara dei 400 metri per grandi robot ai World Humanoid Robot Games il 23 agosto del 2026. (EPA/ANDRES MARTINEZ CASARES)
Un robot umanoide cade durante la gara dei 400 metri per grandi robot ai World Humanoid Robot Games il 23 agosto del 2026. (EPA/ANDRES MARTINEZ CASARES)
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Il 22 agosto a Pechino è iniziata la seconda edizione dei World Humanoid Robot Games, cioè i Giochi mondiali dei robot umanoidi. Fino al 26 agosto si sfideranno più di duemila robot prodotti da università e soprattutto aziende di sedici paesi diversi (tra cui l’Italia), di cui comunque il 96 per cento è cinese. Dei 51 eventi previsti, una trentina sono competizioni “sportive” e le altre richiedono di svolgere compiti di precisione come mettere in ordine libri o servire cibo e bevande a un ristorante.

Rispetto alla prima edizione, il numero di robot è quadruplicato e gli eventi sono raddoppiati: in generale è evidente come l’industria dei robot umanoidi, soprattutto in Cina, sia cresciuta rapidamente ottenendo risultati molto più sofisticati. Allo stesso tempo però continuano a farsi notare i molti limiti di queste tecnologie, che in contesti come questo, del tutto simili a quelli delle competizioni sportive tra umani, rendono lo spettacolo molto grottesco.

Per fare un esempio di come è cambiato l’evento rispetto al 2025: lo scorso anno il record di velocità sui cento metri era stato di 21,50 secondi e sui quattrocento di un minuto e 28 secondi. Quest’anno non solo i robot hanno fatto molto meno, ma due di loro hanno battuto il record di velocità umani.

Nello specifico il record dei 100 metri di Usain Bolt (9,58 secondi) l’hanno battuto un robot del produttore di smartphone Honor’s, in 9,47 secondi, e Tiangong Ultra, del Beijing Humanoid Robot Innovation Center, in 9,39 secondi. La frenata, però, continua a essere un problema: tagliato il traguardo infatti i robot non riescono a fermarsi da soli e per questo erano state allestite delle barriere imbottite pochi metri dopo. Tutti e due, poi, sono stati trasportati via barella.

Il record dei 400 metri del Wayde van Niekerk di 43,03 secondi è stato invece battuto con un tempo di 38,15 secondi.

Il record di salto in lungo, invece, per ora è ancora umano ed è di 8,95 metri (è stato stabilito nel 1991 da Mike Powell ed è uno dei più longevi dell’atletica). I robot che hanno saltato di più hanno superato comunque i 7 metri, fino a un massimo di 7,97.

Nel salto in alto è stata raggiunta un’altezza di 2,88 metri, pari a tre volte quella del 2025 (95 centimetri) e superiore al record umano che è 2,45 metri.

I robot si sono anche sfidati in partite di calcio: è l’unica competizione in cui ha partecipato anche l’Italia, con il gruppo di ricerca Spqr dell’Università La Sapienza. Sono decisamente meno appassionanti di quelle umane per ora, anche se qualcuno è stato allenato per esultare come Ronaldo.

Si sono sfidati anche in match di MMA, le volte in cui riuscivano a capire dove si trovasse l’avversario.

E a tennis.

Come alle Olimpiadi, l’evento è cominciato con la Cerimonia di apertura: 36 robot hanno suonato insieme, in un’orchestra formata da pianoforti, chitarre, tamburi, marimba e alcuni strumenti elettrici a fiato nella performance Movimento/Sinfonia del futuro. Anche la “fiamma olimpica” ha avuto il suo momento, ma visto che questi giochi non fanno parte del circuito ufficiale delle Olimpiadi gli organizzatori hanno usato al posto della torcia un dispositivo luminoso, chiamato Zhìxīn, che significa “nucleo dell’intelligenza”.

Il medagliere, per ora, è completamente cinese, anche perché in Cina questo tipo di competizioni esiste da quasi trent’anni. Le prime si sono tenute nel 1999 e i concorrenti erano per lo più prodotti sviluppati da studenti universitari.

I test più attesi, comunque, sono quelli sui compiti quotidiani come piegare vestiti o svuotare la lavastoviglie, che possono avere molte applicazioni commerciali. I giudici valuteranno se i robot riescono a identificare gli oggetti con precisione, a posizionarli accuratamente, ad applicare una forza controllata e a correggere i propri errori. Tra le sfide ci sono anche la ricarica di veicoli elettrici, la gestione di incidenti di vario tipo, l’assemblaggio industriale e il carico di materiali su mezzi di trasporto. Spesso in questi casi i robot sono manovrati direttamente da un umano che ne comanda i gesti e il punteggio più alto è dato anche dalla maggior autonomia.