Raphaël Glucksmann vuole candidarsi alle presidenziali francesi

Il leader di Place Publique è uno dei politici più popolari del centrosinistra, ma prima dovrà vincere le primarie

Raphaël Glucksmann (AP/Michel Euler)
Raphaël Glucksmann (AP/Michel Euler)
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Domenica sera in un’intervista al telegiornale di TF1 il politico di centrosinistra francese Raphaël Glucksmann ha detto che intende candidarsi alle prossime elezioni presidenziali, il cui primo turno è previsto per il 18 aprile. «Sì, sono candidato alle elezioni presidenziali», ha detto, sostenendo che le elezioni siano «la scelta più importante delle nostre vite di cittadini», perché si tratterà di decidere «se regalare il paese a Marine Le Pen e all’estrema destra, ai valletti di Trump e di Putin, o se permettere alla Francia di ricominciare la ricerca di giustizia che ha modellato la sua storia». Le Pen è la leader e la candidata del partito di estrema destra Rassemblement National.

Dal 2019 Glucksmann è un eurodeputato ed è uno dei politici più popolari del centrosinistra in Francia. Guida un proprio movimento, Place Publique, e nel 2024 è stato rieletto al Parlamento Europeo grazie a una coalizione tra Place Publique e il principale partito di centrosinistra, il Partito Socialista.

È un’alleanza che Glucksmann vorrebbe riproporre anche alle presidenziali. Per questo intende partecipare alle primarie che il Partito Socialista terrà insieme a Place Publique per scegliere ufficialmente il proprio candidato, che sono in programma a ottobre. I due partiti sono anche in trattativa per presentare un programma elettorale comune, ma alcuni punti devono ancora essere chiariti: fra gli altri, una possibile futura alleanza con il partito di estrema sinistra La France insoumise (LFI), a cui Glucksmann è contrario, mentre una parte dei Socialisti non vorrebbe escluderla del tutto.

Glucksmann non è quindi ancora formalmente candidato alle presidenziali: nell’intervista ha detto che se dovesse perdere le primarie sosterrà la persona che le vincerà, lasciando intendere che in quel caso rinuncerà alla propria candidatura. Al momento ci sono ancora pochi candidati, tra i quali Ségolène Royal, un’ex ministra che nel 2007 fu la candidata dei Socialisti alle elezioni presidenziali e perse contro Nicolas Sarkozy. È praticamente certo che parteciperà anche il leader dei Socialisti, Olivier Faure, che però non l’ha ancora annunciato ufficialmente: in passato Faure aveva anche proposto di organizzare le primarie insieme al Partito Ecologista, e non con Place Publique, proprio per escludere Glucksmann.

Place Publique ha risorse limitate, e quindi per Glucksmann è fondamentale cercare il sostegno dei Socialisti. L’alleanza è importante anche perché permetterebbe ai partiti di centrosinistra di raggruppare i consensi sia contro l’estrema destra di Le Pen sia contro Jean-Luc Mélenchon, il leader di LFI. Le Pen è da tempo data come favorita nei sondaggi. Anche LFI però sta andando molto bene, e secondo diversi sondaggi è possibile che Le Pen e Mélenchon passino il primo turno e vadano al ballottaggio. Durante l’intervista di domenica sera Glucksmann ha detto che vuole evitare ogni alleanza con Mélenchon e con LFI.

Glucksmann ha 46 anni ed è il figlio del filosofo francese André Glucksmann. In passato ha lavorato come consigliere del presidente georgiano Mikheil Saakashvili tra il 2008 e il 2012, in un periodo di forti tensioni con la Russia. Dopo il 2014 ha vissuto per un periodo in Ucraina e ha collaborato con il sindaco di Kyiv, Vitali Klitschko. Come europarlamentare ha difeso le norme ambientaliste del Green Deal; ha sostenuto l’integrazione dell’Ucraina nell’Unione Europea e la riforma del regolamento di Dublino, la principale norma europea che regola la gestione di persone migranti e richiedenti asilo.

Dopo l’annuncio della sua candidatura la sua compagna, la nota giornalista televisiva Léa Salamé, ha annunciato che lascerà la conduzione del telegiornale delle 20 di France 2, il secondo canale pubblico più visto di Francia, e si concentrerà sull’altro programma che conduce sulla rete, Quelle époque. Salamé ricopriva questo ruolo da settembre del 2025 e aveva già detto che si sarebbe dimessa qualora Glucksmann si fosse candidato per evitare conflitti di interesse (come aveva già fatto in passato).