C’è un importante risultato nella ricerca sui vaccini contro il cancro
Moderna e Merck hanno detto di aver dimostrato l'efficacia della tecnologia mRNA contro i tumori della pelle
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Le aziende farmaceutiche Moderna e Merck hanno fatto sapere di aver usato con successo un vaccino sperimentale a mRNA all’interno di una terapia contro il melanoma, il tipo più aggressivo di cancro alla pelle. Quello che hanno annunciato è il primo studio di fase avanzata sull’applicazione della tecnologia a mRNA in una terapia contro il cancro, condotto su oltre mille pazienti. È stato accolto dalla comunità scientifica come un risultato molto promettente all’interno di una ricerca sui vaccini contro il cancro che va avanti da anni con non poche difficoltà.
Il vaccino, chiamato Intismeran, è stato affiancato a Keytruda, una terapia immunitaria prodotta sempre da Merck, ed è risultato efficace per prevenire il ritorno del melanoma nei pazienti operati e per rallentarne la diffusione. Per il momento però le due aziende non hanno divulgato altri dettagli, dicendo che li presenteranno più avanti.
Lo sviluppo dei vaccini a mRNA risale a molti anni fa, ma aveva subìto una forte accelerazione a partire dal 2020, quando quel tipo di tecnologia sembrava essere la candidata ideale per prevenire le forme più gravi di COVID-19. I test clinici ne confermarono l’efficacia e la sicurezza, e diventò in poco tempo la principale risorsa per tenere sotto controllo la malattia e di conseguenza l’emergenza sanitaria in buona parte del mondo. Fu un successo, tanto da far meritare il Premio Nobel per la Medicina a Katalin Karikó e a Drew Weissman.
Dopo la pandemia un gruppo di ricerca si era chiesto se l’alta risposta immunitaria innescata dai vaccini a mRNA fosse tale da avere effetti anche su altre terapie, che sfruttano sempre il sistema immunitario per indurlo a distruggere le cellule tumorali, e aveva trovato prove del fatto che potessero aver aiutato alcune persone con un tumore a vivere più a lungo. I vaccini a mRNA avrebbero infatti alcune caratteristiche (come la loro azione diretta all’interno delle cellule grazie a un sistema di consegna che protegge il materiale genetico in minuscole bolle oleose) che li rendono ideali per accrescere l’efficacia delle terapie immunitarie.
– Leggi anche: Un inatteso effetto collaterale dei vaccini contro il COVID-19
Moderna e Merck hanno detto che puntano a ottenere le autorizzazioni per commercializzare il prodotto nel giro di pochi mesi.
Il melanoma è un tumore maligno che si forma nei melanociti, le cellule che producono la melanina (quella che ci fa abbronzare). Nel mondo ci sono circa 100mila nuovi casi ogni anno. In Italia sono circa 7mila e negli ultimi cinque anni sono morte per questa malattia circa 4mila uomini e 3mila donne.



