Cosa si sa del furto delle opere di Antonello da Messina

C'erano telecamere, allarmi e quattro custodi, ma ad accorgersene e chiamare la polizia è stato un passante

La teca dove si trovava la tavoletta bifronte dipinta da Antonello da Messina rubata (Ansa/ Elisabetta Baracchi)
La teca dove si trovava la tavoletta bifronte dipinta da Antonello da Messina rubata (Ansa/ Elisabetta Baracchi)
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Il furto di quattro opere di Antonello da Messina, uno dei maggiori pittori italiani del Quattrocento, dal MuMe, il Museo regionale interdisciplinare “Accascina” di Messina, è avvenuto nel giro di pochi minuti la sera di Ferragosto, tra le 20 e le 21. Su come sia avvenuto però si sa ancora poco.

Il presidente della regione siciliana Renato Schifani ha scritto in una nota che la sera di sabato l’allarme e il sistema di videosorveglianza del museo hanno funzionato regolarmente. Nel museo però c’erano quattro custodi che – interrogati dalla polizia – hanno detto di non essersi accorti di niente. Oltre all’indagine avviata dalla procura di Messina, Schifani ha scritto che è stata avviata un’ispezione interna per ricostruire quanto accaduto e «accertare eventuali responsabilità riconducibili all’operato del personale addetto alla custodia».

Secondo le ricostruzioni della polizia i ladri erano quattro e si sono introdotti nel museo forzando le sbarre di metallo che compongono la cancellata esterna sul retro del museo.

Le telecamere si trovavano sia all’interno che all’esterno dell’edificio e la procura ne sta analizzando le immagini. Le opere erano protette da un sistema di allarme e una di queste si trovava all’interno di una teca blindata, che è stata divelta. Ad avvisare la polizia del furto tuttavia è stata una persona che passava lì vicino attorno alle 21. La direttrice del museo, Marisa Mercurio, ha detto al Giornale di Sicilia di aver «constatato il furto nella tarda serata, intorno alle 21.40-21.45», dopo essere stata avvertita dal personale: «siamo arrivati e la polizia era già qui».

I ladri infatti hanno provato a rubare le cinque tavole che compongono il Polittico di San Gregorio (o Polittico del Rosario, del 1473), ma sono riusciti a portarne via solo tre e hanno abbandonato le altre due poco fuori dal museo. Un passante ha notato le tavole per strada e ha chiamato la polizia. Oltre alle tavole, i ladri hanno portato via una tavoletta bifronte risalente alla fine del 1460, sulla quale erano dipinte su un lato la Madonna con bambino e sull’altro un ritratto di Cristo.

Il furto è avvenuto mentre nel centro della città era in corso la processione della Vara della Madonna Assunta, che in genere richiama molte persone. Il Museo regionale interdisciplinare “Accascina” di Messina si trova sul lungomare di Messina, a nord del centro della città.

Lunedì sera la polizia ha detto di aver trovato e requisito un furgone che sarebbe stato usato dai ladri per portare le opere dal museo a un punto della città in cui non ci sono telecamere. Lì le tavole sarebbero state spostate su un altro veicolo, per il momento non identificato.


Il valore delle opere è difficile da stimare, e il furto è significativo anche perché a Messina restano pochissime opere di Antonello (molte sono conservate in grandi musei italiani e del mondo). Il Polittico nel tempo è stato gravemente danneggiato da vari fattori, compreso il terremoto che nel 1908 distrusse l’ex convento di San Gregorio, dov’era conservato.