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  • Venerdì 14 agosto 2026

La Russia sta bloccando il grano ucraino, di nuovo

Colpisce sistematicamente porti e navi cargo: le esportazioni di cereali sono già in calo e i prezzi stanno salendo

Una nave cargo che trasporta grano ucraino colpita dalla Russia nel mar Nero, luglio 2026 (AP Photo/Michael Shtekel)
Una nave cargo che trasporta grano ucraino colpita dalla Russia nel mar Nero, luglio 2026 (AP Photo/Michael Shtekel)
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La Russia sta bombardando sistematicamente i porti dell’Ucraina nel mar Nero e sul fiume Danubio, con l’obiettivo di bloccare le esportazioni di grano e altri cereali. L’Ucraina è uno dei maggiori produttori di grano al mondo, e fornisce circa il 6 per cento delle esportazioni globali.

A causa degli attacchi russi, però, negli ultimi mesi il ritmo delle esportazioni è notevolmente calato: il prezzo del grano a livello internazionale ha già cominciato ad alzarsi, e funzionari ucraini sostengono che ci sia il rischio di un nuovo aumento dei prezzi del cibo a livello internazionale, come già avvenne nel 2022.

Da luglio la Russia ha intensificato i bombardamenti su Odessa, il principale porto ucraino sul mar Nero, colpendo soprattutto i terminal per l’esportazione del grano. Giovedì ha bombardato anche la città di Izmail, che è il principale porto ucraino sul fiume Danubio: anche in questo caso sono stati bombardati i terminal di esportazione del grano. La Russia sta anche colpendo sistematicamente le navi cargo ucraine che trasportano grano e altri cereali.

I bombardamenti stanno avendo effetti pesanti: le esportazioni di grano di agosto sono in calo del 76 per cento rispetto all’agosto precedente.

Questa campagna di bombardamenti avviene in un contesto di attacchi reciproci tra Russia e Ucraina: entrambi i paesi, quasi tutte le sere, si lanciano a vicenda missili e droni a lungo raggio. Ci sono però delle grosse differenze: gli attacchi russi sono enormemente più distruttivi e letali, e spesso colpiscono edifici civili e palazzi residenziali. L’Ucraina mira invece alle infrastrutture militari, energetiche e commerciali russe, con l’obiettivo sì di danneggiare l’economia russa ma non direttamente di terrorizzare e uccidere i civili (che pure a volte finiscono coinvolti).

Anche l’Ucraina ha colpito terminal del grano della Russia (un altro grande esportatore): è successo per esempio mercoledì a Novorossiysk, uno dei maggiori porti russi sul mar Nero. Ma la Russia è per ora l’unica che sta attaccando in maniera così sistematica le infrastrutture di esportazione del grano.

Questo sta creando grossi problemi all’economia dell’Ucraina, che esporta via mare il 90 per cento del suo grano. L’Ucraina potrebbe provare a deviare le sue esportazioni via terra, ma sarebbe molto più costoso. Inoltre rischierebbe di provocare le rivalità economiche dei paesi europei confinanti. Polonia, Ungheria e Slovacchia hanno da tempo vietato l’importazione di grano ucraino, perché generalmente più economico e sostenendo che faccia concorrenza sleale al loro, ma sarebbero disposte a farlo transitare nel proprio territorio per consentirne la vendita in altri mercati. Sarebbe comunque un processo lento e dispendioso.

Fumo sul porto di Novorossiysk, in Russia, colpito da un attacco ucraino, 12 agosto 2026 (Vantor via AP)

Fumo sul porto di Novorossiysk, in Russia, colpito da un attacco ucraino, 12 agosto 2026 (Vantor via AP)

La Russia aveva già imposto un blocco delle esportazioni ucraine nel mar Nero nel 2022, all’inizio dell’invasione su larga scala. Allora, anziché colpire i porti ucraini con lanci a lunga gittata da terra, lo faceva da più vicino, tramite la sua flotta posizionata davanti alle coste ucraine. Al tempo il blocco delle esportazioni di grano ucraine provocò un aumento dei prezzi e grosse crisi alimentari soprattutto nei paesi dell’Africa e del Medio Oriente che ne sono i principali compratori.

Anche per questo nel luglio del 2022 Russia e Ucraina negoziarono un accordo per consentire all’Ucraina di esportare il suo grano. L’accordo fallì nel giro di un anno, ma per allora la situazione nel mar Nero era cambiata: l’Ucraina era riuscita a scacciare la flotta russa dalle sue coste e a proteggere i propri porti, e quindi aveva potuto riprendere le esportazioni.

Ora però la Russia ha notevolmente migliorato le sue capacità di bombardamento a lunga distanza, e per questo la minaccia sul mar Nero è ripresa.