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  • Venerdì 14 agosto 2026

Nigel Farage ha vinto le elezioni suppletive a Clacton-on-Sea

Erano state organizzate dopo le sue dimissioni: contro di lui c’erano solo candidati minori o farseschi

Nigel Farage arriva a un seggio elettorale il giorno delle elezioni, il 13 agosto (AP Photo/Richard Pelham)
Nigel Farage arriva a un seggio elettorale il giorno delle elezioni, il 13 agosto (AP Photo/Richard Pelham)
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Nigel Farage, il leader del partito di destra populista Reform UK, ha vinto le elezioni suppletive per il seggio del parlamento britannico nel collegio di Clacton-on-Sea. Erano state organizzate dopo che lo stesso Farage si era dimesso e subito ricandidato con l’intenzione di trasformarle in un plebiscito per distogliere l’attenzione da vari scandali con cui è alle prese, ma non ci è riuscito. Era un’operazione azzardata anche perché, proprio per gli scandali, il parlamento potrebbe deciderne comunque la decadenza.

Nella notte, a un evento del partito chiamato “Farage Fest”, ha sostenuto di aver ottenuto una «vittoria convincente e schiacciante», nonostante mancasse ancora molto alla fine dello spoglio. Ha anche detto che non avrebbe partecipato al conteggio e alla proclamazione del risultato dopo essere stato informato dalla polizia locale di una «campagna organizzata» per sabotarlo e umiliarlo, sulla quale non ha dato molti dettagli. Il partito ha parlato addirittura di «minacce credibili». La polizia ha smentito, dichiarando di non aver sconsigliato a nessun candidato di partecipare allo spoglio e di averne assicurato la sicurezza.

All’elezione partecipavano contro Farage quasi solo candidati minori o farseschi, che ne avevano approfittato per ottenere visibilità. Nessuno degli altri principali partiti infatti aveva presentato un candidato, e quindi il principale rivale di Farage era rimasto Count Binface, un candidato satirico con un bidone in testa che dice di essere un guerriero spaziale. È possibile che Farage non si sia presentato anche per non dover condividere il palco, su cui avviene la tradizionale proclamazione, con questi candidati. Così Binface gli ha rubato la scena, dicendo di essere «il vincitore tra i candidati che si sono presi la briga di venire».

Count Binface, il principale sfidante di Nigel Farage a queste elezioni e un candidato satirico con una lunga storia, durante lo spoglio dei voti a Clacton-on-Sea (Chris Ratcliffe/Bloomberg)

Alla fine Farage ha ottenuto circa 22mila voti, Binface 9mila, e gli altri 32 candidati tutti meno di mille: quello che ne ha presi di meno ha ottenuto solo 7 preferenze. Visto il numero di candidati anomalo, la scheda elettorale era lunga più di un metro e questo ha rallentato parecchio i tempi dello spoglio. L’affluenza è stata del 44 per cento, analoga a quella di altre elezioni suppletive recenti ma più bassa di quella delle politiche del 2024. Per sostenere la sua narrazione, Farage insiste sul fatto che ha preso più voti di allora – un migliaio in termini assoluti – e una percentuale più alta (il 63 contro il 46 per cento).

Aveva presentato l’elezione come uno scontro con l’establishment, sostenendo di essere vittima di una macchinazione dei media e delle istituzioni per via di alcuni scandali che lo avevano coinvolto in questi ultimi mesi. Ringraziando i sostenitori, Farage ha sostenuto che gli elettori abbiano «mostrato il dito medio all’intero establishment politico» e ha definito Binface «il candidato dell’establishment», nonostante a ben guardare ne faccia parte lui per primo: era il detentore del seggio, a lunghissimo europarlamentare, nonché il leader politico britannico più longevo e divisivo.

L’operazione di Farage ha attirato ancora più attenzione sugli scandali e, come detto, non è finita qui. Con la rielezione l’indagine dell’organo di controllo del parlamento, che era stata messa in pausa per le dimissioni, ricomincerà automaticamente. In caso di irregolarità, Farage potrebbe venire dichiarato decaduto e a quel punto ci sarebbe un’altra suppletiva, a cui però parteciperebbero gli altri partiti.

Le lunghissime schede elettorali, durante lo spoglio: su quella in primo piano chi ha votato ha scritto «che vergognoso spreco di soldi» (Dan Kitwood/Getty Images)

Gli scandali sono due, sono collegati, e riguardano fondi che è accusato di non avere dichiarato correttamente.

Il primo caso riguarda una donazione da 5 milioni di sterline (quasi 6 milioni di euro) del miliardario e investitore in criptovalute Christopher Harborne, ricevuta pochi mesi prima delle elezioni del 2024. Il regolamento del parlamento britannico prevede che tutti i deputati dichiarino regali o donazioni ricevuti nei 12 mesi precedenti all’elezione e correlati all’attività politica. Non è richiesto per donazioni e benefici di natura «puramente personale».

Il secondo caso è sui finanziamenti di George Cottrell, un aristocratico diventato uno dei più stretti collaboratori di Farage. Nel 2017 Cottrell scontò otto mesi di carcere negli Stati Uniti dopo aver patteggiato in un processo in cui era accusato di riciclaggio di denaro, frode telematica, ricatto ed estorsione per cui rischiava fino a 20 anni (fu beccato perché offrì sul dark web di riciclare denaro a persone che pensava fossero spacciatori, ma in realtà erano agenti federali). Recentemente Farage ha riconosciuto che Cottrell gli aveva pagato l’affitto di un immobile e le spese per gestire i social.

Su entrambi Farage ha dato spiegazioni discrepanti o scivolose. I casi hanno infittito i dubbi, già sostanziati dalle inchieste giornalistiche, che Farage si sia fatto pagare per accettare di capitanare Reform alle elezioni del 2024. Farage ha sempre sostenuto di essersi convinto all’ultimo e per motivazioni esclusivamente ideologiche, ma varie ricostruzioni hanno messo in dubbio questa versione.

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