Negli Stati Uniti un giudice ha respinto la causa in cui l’amministrazione Trump accusava di antisemitismo l’Università di Harvard

La Widener Library dell'Università di Harvard, Stati Uniti, 30 settembre 2025 (AP/Charles Krupa)
La Widener Library dell'Università di Harvard, Stati Uniti, 30 settembre 2025 (AP/Charles Krupa)

A Boston, negli Stati Uniti, un giudice federale ha respinto la causa presentata dall’amministrazione del presidente Donald Trump contro l’Università di Harvard, una delle più note e prestigiose del paese nonché la più antica, in cui l’accusava di non aver fatto abbastanza per contrastare l’antisemitismo e proteggere le persone ebree presenti nell’università.

Il giudice ha rigettato la causa perché il dipartimento di Giustizia (che ha sia le funzioni di un ministero sia quelle di pubblica accusa in alcuni processi) non è riuscito a dimostrare in modo plausibile come il comportamento dell’università abbia violato la legge. Il dipartimento sosteneva che l’università avesse ignorato alcuni episodi di antisemitismo avvenuti durante le manifestazioni a favore della Palestina del 2023, e che avesse discriminato il personale e gli studenti israeliani o di religione ebraica. Le pressioni politiche legate alla gestione di queste manifestazioni avevano portato la rettrice Claudine Gay alle dimissioni.

La causa era stata presentata a marzo e si inserisce in una campagna più ampia voluta da Donald Trump contro alcune delle università più prestigiose del paese, che ritiene troppo influenzate da posizioni progressiste e quindi contrarie alle sue posizioni politiche. L’obiettivo è quello di renderne più difficile il funzionamento e farle avvicinare alle sue posizioni. L’amministrazione Trump aveva anche sospeso 2,2 miliardi di dollari di fondi pubblici per la ricerca destinati all’università di Harvard: questa decisione era poi stata giudicata illegale da un giudice.

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