Prima di Count Binface, c’era Lord Buckethead
Anche Margaret Thatcher e Boris Johnson si trovarono contro un guerriero spaziale con un bidone in testa, e giovedì toccherà a Nigel Farage
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Un uomo con un bidone della spazzatura in testa e una tuta da guerriero spaziale si candida contro la figura più riconoscibile della destra britannica, cercando di batterla nel suo collegio elettorale. Succederà giovedì a Clacton-on-Sea, dove il candidato satirico Count Binface sarà il principale avversario del leader della destra populista Nigel Farage. Ma era già successo a Finchley nel 1987, quando Lord Buckethead, il precursore di Binface, si presentò contro la prima ministra Margaret Thatcher dei Conservatori.
Buckethead straperse, ma non finì lì. Si candidò varie altre volte, l’ultima nel 2019 contro Boris Johnson, e a un certo punto fu interpretato dal comico Jon Harvey, che poi inventò Binface e che tutt’oggi lo impersona.
Tra Buckethead e Binface c’è continuità. Sono entrambi candidati satirici, una tradizione politica consolidata del Regno Unito. Hanno finti titoli nobiliari – uno sarebbe un lord, l’altro un conte – e anche il nome è simile: bucket e bin significano entrambi “cestino” in inglese.
Il Lord Buckethead originario è un personaggio che fa l’equivalente di Darth Vader in Hyperspace, una parodia statunitense di Star Wars del 1984. Farlo candidare alle elezioni per la prima volta fu una trovata di Mike Lee, il proprietario di un’azienda che distribuisce videocassette e ha i diritti del film.
Fu un’operazione pubblicitaria, che conveniva perché candidarsi alle elezioni nel Regno Unito è relativamente semplice: per il parlamento bastano tuttora un deposito di 500 sterline (vengono pure restituite ai candidati che superano il 5 per cento) e 10 firme di elettori del collegio in cui ci si candida. Lo stato inoltre si fa carico delle spese per spedire in tutte le case un volantino di ogni candidato.
Per massimizzare la loro visibilità e incuriosire i media spesso i candidati satirici si candidano nel collegio del primo ministro, che così è costretto a condividere il palco con loro mentre vengono annunciati i risultati, un momento trasmesso in diretta dalle emittenti televisive. Inizialmente fu Lee stesso a impersonare Buckethead: dopo Thatcher, alle elezioni del 1992 si presentò contro il primo ministro John Major, sempre dei Conservatori. Tra le proposte del suo programma surreale c’era anche demolire la città di Birmingham per farci uno spazioporto.
In seguito Lord Buckethead rimase assente e sostanzialmente dimenticato fino al 2017. Quell’anno il comico Harvey scoprì la sua esistenza consultando la pagina di Hyperspace su IMDb (uno dei più importanti siti di voti a film e serie tv) dopo avere visto per caso il film. Decise di candidarsi impersonandolo, e funzionò. A quelle elezioni Lord Buckethead acquisì grande popolarità, anche al di fuori degli impallinati di politica o di b-movies, per vari motivi: un po’ grazie ai social, un po’ perché erano gli anni di Brexit e c’era più attenzione del solito alla politica britannica, un po’ grazie all’efficacia del programma satirico, che resterà un tratto distintivo anche di Binface.
Tra i punti più ricordati c’era nazionalizzare la cantante Adele; impegnarsi ad ampliare la flotta di sottomarini con armi atomiche ma in realtà non farlo, tanto sono segreti e nessuno lo scoprirà, quindi la deterrenza rimane intatta. Oppure fare un referendum sulla possibilità di fare un secondo referendum su Brexit, un’arguzia che funziona perché in quel periodo – e non solo quello – la politica britannica era paralizzata dalle conseguenze dell’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea.
Nel 2017 Buckethead diventò tanto famoso da essere invitato a Last Week Tonight, il celebre programma sulla tv statunitense del comico inglese John Oliver, dove sostennero in modo semiserio che sarebbe stato un negoziatore migliore del governo nelle trattative con l’Unione Europea dopo Brexit. Introdusse anche il duo electro-punk degli Sleaford Mods al festival di Glastonbury, uno degli eventi musicali più noti e famosi al mondo.
– Leggi anche: Un uomo con un bidone in testa contro Nigel Farage
Il successo attirò l’attenzione dello sceneggiatore di Hyperspace, il regista statunitense Todd Durham. Harvey ha raccontato che, dopo alcuni messaggi amichevoli, i loro scambi degenerarono perché Durham rivendicò il controllo sul personaggio e pretese di farsi dare i profili social che nel frattempo Harvey aveva creato per Buckethead. Il regista minacciò di fargli causa e alla fine Harvey cedette e gli diede le password.
Da lì in poi Buckethead diventò un’icona della campagna contro Brexit. Harvey si inventò Binface in vista delle elezioni del 2019, mantenendo però il costume e la storia di Lord Buckethead. Motteggiò, con la retorica tipica del personaggio, che fosse nato da «una sgradevole battaglia sul pianeta Copyright». Le elezioni del 2019 sono le uniche in cui Buckethead e Binface si affrontarono, nel collegio di Johnson, l’allora primo ministro dei Conservatori: Buckethead era impersonato dal critico cinematografico David Hughes, e Binface da Harvey. Nel video qui sotto Binface disturba un’intervista del rivale, accusandolo di averlo copiato.
Alla fine tra i due vinse Buckethead di una cinquantina di voti, ma entrambi rimasero sotto l’1 per cento. Il programma di Buckethead del 2019 conteneva ancora arguzie tipo rinegoziare le leggi della gravità di Newton, vendere a pezzi Nigel Farage, aggiungere ai dibattiti politici un concorso in costume da bagno, ma fu l’epilogo. Senza l’ingegno di Harvey, Buckethead non aveva lo stesso smalto. Da lì in poi, restò solo Binface.
In un articolo del 2022 Hughes diede implicitamente ragione ad Harvey nella controversia legale. Scrisse che le rivendicazioni di Durham gli sembravano pretestuose, «arrivando da un uomo che ha fondato la carriera su un’imitazione di Star Wars e su un cartone basato su Dracula, Frankenstein e Quasimodo». È un riferimento alla saga di film d’animazione Hotel Transylvania, di cui Durham è l’ideatore. Fino a poco tempo fa c’era un sito Internet che invitava volontari a vestire i panni di Buckethead per candidarsi nel Regno Unito.
Per popolarità, presenza sui social e nei media, Binface ha una rilevanza che Buckethead o gli altri candidati satirici britannici non hanno mai avuto: è diventato un personaggio a sé. Lo hanno reso possibile senz’altro la bravura di Harvey, che non esaurisce la performance nella candidatura ma dà risposte divertenti nelle interviste e sa fare video molto efficaci, e l’assiduità con cui si presenta alle elezioni: sette volte per il parlamento, due volte come sindaco di Londra, ottenendo sempre attenzioni mediatiche ma risultati marginali.
Giovedì Binface otterrà quasi certamente il risultato migliore in carriera, contro Farage. Siccome i principali partiti hanno disertato l’elezione suppletiva di Clacton per non prestarsi al gioco di Farage, che l’ha innescata dimettendosi e subito ricandidandosi per distogliere l’attenzione dai suoi scandali, Binface si trova nella posizione inedita di poter intercettare molti più voti dei soliti di protesta, raccogliendo potenzialmente quelli di tutti gli elettori che non si riconoscono nella destra populista di Farage. In base ai pochi sondaggi disponibili è comunque improbabile che vinca, anche perché a Clacton Farage ha molti consensi.



