Le lunghe code negli aeroporti europei per i nuovi controlli
Il sistema EES non è efficiente e sta provocando disagi ai cittadini extra europei in arrivo e in partenza dai paesi dell'Unione
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Quest’estate l’abituale affollamento degli aeroporti in occasione delle vacanze è stato aggravato dalle lunghe code che si formano ogni giorno ai controlli di frontiera, che passano attraverso il nuovo “sistema di ingressi/uscite” (Entry/Exit System, o EES) per i viaggiatori in arrivo dai paesi extra europei.
Il sistema, che puntava a controlli più moderni, efficienti e veloci con la raccolta di dati biometrici come la scansione del volto e delle impronte digitali, in realtà è molto lento e molto spesso si blocca per molti minuti per la raccolta dati di ogni passeggero. I viaggiatori quindi aspettano ore e ore in coda ai controlli, e questo significa per diversi di loro perdere il proprio volo.
La compagnia aerea KLM ha stimato che ad Amsterdam il numero di passeggeri che perdono un volo durante le ore di punta è doppio rispetto al solito. All’aeroporto Humberto Delgado di Lisbona le code arrivano fino a 6 ore, e anche a Milano Malpensa ci sono disagi e ritardi per i passeggeri tutti i giorni.
I problemi non riguardano direttamente i cittadini europei, né quando prendono voli interni all’Unione, né all’andata o al ritorno da viaggi extra continentali: ma i congestionamenti e i disagi possono coinvolgerli indirettamente in alcuni aeroporti.
Secondo un’analisi del Financial Times le code nei principali aeroporti europei sono raddoppiate rispetto all’anno scorso. In base ai dati del servizio Qsensor, che fornisce in tempo reale i dati sui tempi di attesa negli aeroporti, a luglio il tempo massimo impiegato in coda all’aeroporto di Francoforte è stato di 120 minuti, mentre l’anno scorso era stato la metà. Nell’aeroporto di Amsterdam invece si è passati da 80 minuti a 120.
Le persone hanno cominciato a mettere in conto molte più ore di margine rispetto al normale per essere sicure di non avere intoppi durante il viaggio. I nuovi controlli valgono per chiunque non sia cittadino o cittadina dell’Unione, quindi anche per le persone provenienti dal Regno Unito. Alcune compagnie aeree, come WizzAir, hanno esortato i propri passeggeri britannici a presentarsi con molto anticipo in aeroporto per scongiurare il rischio di perdere l’aereo.
Fin dall’introduzione graduale del sistema EES da ottobre del 2025 chi gestisce gli aeroporti europei si era detto molto preoccupato per la situazione che si sarebbe potuta creare nei mesi estivi, quando il traffico negli aeroporti aumenta sensibilmente.
A un certo punto le code sono diventate effettivamente così lunghe che l’Airports Council International, cioè l’associazione che rappresenta gli aeroporti europei, ha scritto una lettera aperta alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen chiedendo di allentare le nuove regole durante i mesi estivi. La richiesta è stata respinta, ma la Commissione è consapevole della situazione e Guillaume Mercier, il portavoce della Commissione, ha detto di essere in stretto contatto con le nazioni dell’Unione Europea «per capire quali siano le difficoltà riscontrate in alcuni varchi di frontiera».
Un’altra richiesta che molti aeroporti stanno avanzando alla Commissione riguarda la proroga del periodo che consente agli aeroporti di sospendere temporaneamente l’uso del sistema EES quando si formano code eccessivamente lunghe e difficili da gestire. Secondo la direttiva in vigore questa possibilità, che molti aeroporti mettono in pratica da mesi, è prevista fino al 6 settembre, dopodiché l’EES dovrebbe essere operativo senza più possibilità di sospensione.
Nel frattempo gli aeroporti stanno cercando di organizzarsi al meglio delle loro possibilità: Cristian Sternativo, segretario provinciale del Sindacato autonomo della Polizia di Stato, ha detto alla Prealpina che «Malpensa è sottodimensionata per affrontare i flussi degli ultimi anni. La situazione migliorerà quando saranno terminati i lavori di ampliamento dell’area Extra Schengen», ma che per ora «il numero di agenti di frontiera non è sufficiente per soddisfare il traffico, soprattutto in alcuni momenti della giornata e in questo periodo. Siamo solo 35 quando sarebbe necessario essere di più, almeno una decina».
Pedro Moura, coordinatore generale dell’Unità di coordinamento per le frontiere e gli stranieri del Portogallo, ha detto che in vista del periodo estivo sono state assunte 369 nuove guardie di frontiera per alleggerire la pressione sull’aeroporto. Il Portogallo ha inoltre introdotto un’app che consente ai cittadini di inserire la maggior parte delle proprie informazioni su un apposito portale in anticipo.
La situazione delle code non è catastrofica in tutti gli aeroporti e in tutti i momenti della giornata: Moura ha detto anche che in realtà a dicembre le code all’aeroporto di Lisbona raggiungevano anche le sei ore, mentre in questo periodo sono di circa un’ora durante le ore di punta.



