Il terremoto in Colombia ha causato più di 200 morti
E i numeri potrebbero ancora aumentare: è stato il più devastante nella storia recente del paese
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Il grave terremoto di lunedì nel nordovest della Colombia ha causato almeno 224 morti, secondo gli ultimi dati verificati delle autorità colombiane. Le persone ferite sono più di 600 e gli edifici interamente crollati sono 165. Migliaia di edifici sono stati danneggiati, comprese case, scuole e ospedali.
Il nuovo presidente Abelardo de la Espriella ha dichiarato lo stato di disastro nazionale, una misura che gli consente maggiore autonomia nella gestione dell’emergenza e nella mobilitazione dei fondi per assistere le persone colpite. Il ministro dell’Economia ha detto che ha attivato un prestito fino a 450 milioni di dollari dalla Banca Mondiale, che dovrebbe arrivare entro la fine della settimana.
Con una magnitudo di 7.4 è stato il terremoto più grave della storia recente del paese: non è chiaro quante possano essere le persone ancora sotto le macerie degli edifici crollati, ma è probabile che il numero dei morti aumenti. Da lunedì ci sono state più di 100 repliche, cioè scosse di minore intensità rispetto alla prima: martedì mattina (nel tardo pomeriggio in Italia) ce n’è stata una particolarmente intensa, di magnitudo 3.8, che si è sentita chiaramente in tutto il paese e che ha portato a nuove procedure di evacuazione.
L’epicentro del terremoto è stato vicino alla cittadina di San José del Palmar, che si trova in una zona montuosa nella provincia di Chocó, e l’ipocentro a una profondità di 103 chilometri. Tra le zone più colpite c’è quella di Cali, nella provincia della Valle del Cauca, vicino alle coste sull’oceano Pacifico, a circa 200 chilometri dall’epicentro: i morti qui sono 95 (Cali ha circa 2,3 milioni di abitanti).
Ci sono stati 66 morti e danni gravi anche a Pereira, dove vive circa mezzo milione di persone. La città si trova una cinquantina di chilometri a est rispetto all’epicentro, nell’area della Colombia nota per la coltivazione del caffè e la più colpita dai danni del terremoto: per motivi di sicurezza è stato introdotto un coprifuoco notturno. Sono morte persone anche in altre città, tra cui Manizales, Quibdó e Medellín, e per i danni subiti sono stati chiusi diversi aeroporti, compresi quelli di Cali e Pereira.
Secondo i dati del servizio geologico nazionale, nella zona nordoccidentale della Colombia ci sono quasi quotidianamente scosse di terremoto di bassa intensità a causa della continua frizione tra la placca tettonica di Nazca e quella sovrastante. Negli ultimi decenni nell’area c’erano già stati forti terremoti, ma avevano provocato danni soprattutto a edifici. Anche se il terremoto di lunedì ha avuto origine in profondità, i suoi effetti sono stati peggiorati dal fatto che sia durato circa un minuto (si è sentito bene anche in Ecuador, a Panama e in Venezuela, dove a giugno c’erano stati due terremoti devastanti, con oltre 6mila morti).
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