La prima volta del Tour de France femminile sul Mont Ventoux
Un'altra storica salita per una corsa ciclistica sempre più seguita; dopo la scalata c'è una nuova maglia gialla
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Venerdì pomeriggio il Tour de France femminile è arrivato per la prima volta sul Mont Ventoux, in Provenza, nella settima e terzultima tappa di questa edizione. Ha vinto con una grande scalata solitaria negli ultimi chilometri la polacca Katarzyna Niewiadoma, che con questa vittoria è passata in testa alla classifica generale, superando due avversarie e prendendosi la maglia gialla.

Niewiadoma al traguardo (Tim de Waele/Getty Images)
Il Mont Ventoux è una montagna solitaria, separata dalle Alpi e per questo visibile da decine di chilometri di distanza, con diverse peculiarità dal punto di vista orografico e geologico. Per il ciclismo, uno sport con tutta una sua geografia di luoghi e montagne, è una salita mitica, per qualcuno quasi mistica.
Non ha le pendenze di altre salite storiche del Tour, ma ha un insieme di caratteristiche che lo rendono uno dei luoghi più significativi del ciclismo, e una delle sue salite più ostiche. Da quando è stato rifondato nel 2022 e viene organizzato da ASO (lo stesso organizzatore di quello maschile), il Tour de France femminile è passato già per alcune delle salite più famose e difficili del ciclismo, come l’Alpe d’Huez nel 2022 e il Col du Tourmalet nel 2023.
Una critica che veniva fatta al Giro d’Italia femminile invece, perlomeno fino a quando quest’anno non è passato dal Colle delle Finestre, era di essere «priva di grandi salite iconiche». Passare per certi luoghi, e tornarci spesso, ha un valore simbolico per il ciclismo su strada e contribuisce a creare tradizioni, che nel ciclismo femminile sono meno consolidate. Anche grazie ai suoi percorsi, il Tour de France sta contribuendo più di qualsiasi altra corsa a rendere il ciclismo femminile popolare, seguito e professionalizzato.

Il passaggio del Tour de France a Poligny, nella terza tappa di questa edizione (Alex Broadway/Getty Images)
Sul Mont Ventoux, su cui nel 1336 salì anche da Petrarca (a piedi, non in bicicletta), hanno vinto alcuni dei ciclisti più forti e amati di sempre, da Eddy Merckx nel 1970 a Marco Pantani nel 2000. L’ultimo di undici arrivi del Tour maschile fu lo scorso anno: vinse il francese Valentin Paret-Peintre, mentre Tadej Pogačar, poi vincitore del Tour, rintuzzò tutti gli attacchi del suo principale rivale, Jonas Vingegaard.
Niewiadoma ha già vinto il Tour de France nel 2024, con appena 4 secondi di vantaggio su Demi Vollering; quella sul Mont Ventoux è stata però la sua prima vittoria di tappa al Tour. A due tappe dalla fine, l’ultima delle quali (domenica) potrebbe di nuovo cambiare le cose, Niewiadoma ha 15 secondi di vantaggio proprio su Vollering, e 39 sulla svizzera Marlen Reusser, che prima della tappa di venerdì era in maglia gialla. L’italiana Elisa Longo Borghini, terza al traguardo sul Mont Ventoux, è quarta in classifica generale, con 2 minuti e 59 secondi di ritardo.
– Leggi anche: Il Mont Ventoux da Petrarca a Pogačar



