Lo spettacolo comico di Amanda Knox sui suoi processi
Interpreterà un monologo comico al Fringe Festival di Edimburgo, anche se la famiglia di Meredith Kercher ha provato a impedirlo
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L’edizione che comincia oggi del Fringe Festival di Edimburgo, il più grande festival di arti performative al mondo, è stata segnata da una polemica legata alla partecipazione di Amanda Knox, condannata, assolta, ricondannata e poi di nuovo assolta per l’omicidio di Meredith Kercher a Perugia nel 2007. Knox interpreterà un monologo comico, Cartwheel, in cui racconterà dei suoi processi e di altre questioni personali, ma la famiglia Kercher sta protestando e chiedendo che l’invito venga annullato.
Nello spettacolo Knox, che da tempo sta provando ad affermarsi come autrice e podcaster, parlerà anche di maternità e racconterà come intende spiegare a sua figlia la sua storia processuale. Knox ha detto al Telegraph che nello spettacolo non ci saranno battute sull’omicidio di Kercher, ma ce ne saranno sulla campagna mediatica che la riguardò e sul modo in cui fu raccontata dalla stampa. Ha detto esiste «una linea che non intendo superare» e che l’omicidio di Kercher si trova al di là di quel limite. Alla domanda della giornalista se Meredith Kercher avrebbe trovato lo spettacolo divertente, Knox ha risposto: «Penso di sì, è divertente».
Ha aggiunto che considera Cartwheel anche un omaggio alla memoria di Kercher, oltre che un racconto delle violenze mediatiche e personali che dice di avere subìto in quegli anni.
La principale contestazione allo spettacolo è arrivata da un’amica della famiglia Kercher, Sally Allington, che ha lanciato una petizione su Change.org per chiederne la cancellazione. In pochi giorni la petizione ha raccolto più di 8mila firme ed è stata condivisa anche da Stephanie Kercher, sorella di Meredith, secondo cui lo spettacolo trasformerebbe lo stupro e l’uccisione della sorella in una forma di «intrattenimento».
Il titolo dello spettacolo, Cartwheel (“ruota”), richiama uno degli episodi più noti della vicenda. Secondo alcuni poliziotti, durante gli interrogatori Knox avrebbe fatto la ruota, intesa come esercizio di ginnastica, negli uffici della procura. L’episodio fu raccontato a lungo dai media e contribuì ad alimentare l’immagine di una giovane dai comportamenti insoliti, descrizione che ebbe un ruolo importante nel modo in cui venne percepita dall’opinione pubblica. Knox lo ha però sempre smentito.
All’epoca dell’omicidio, Knox si era trasferita a Perugia dagli Stati Uniti per un anno per motivi di studio. Era coinquilina di Kercher, che fu ritrovata uccisa a coltellate nella casa che condividevano, e fu accusata dell’omicidio insieme a Raffaele Sollecito, con cui aveva una relazione. Il loro processo fu lungo e complesso: furono condannati in primo grado, poi assolti in appello, poi di nuovo condannati, e poi infine assolti in via definitiva dalla Cassazione nel 2015. L’unico condannato in via definitiva per l’omicidio di Kercher – in concorso – fu Rudy Guede, che è uscito di prigione nel 2021 dopo aver finito di scontare la sua condanna.
– Leggi anche: La nuova vita di Amanda Knox
Lo spettacolo di Knox sarà rappresentato ogni sera per tutta la durata del Fringe Festival e i biglietti sono esauriti da tempo. Nonostante le richieste di cancellazione, gli organizzatori non hanno intenzione di rimuoverlo dal programma. L’unica presa di posizione pubblica è arrivata il mese scorso dal Gilded Balloon, uno dei principali organizzatori del festival, che ha ribadito l’impegno del Fringe a ospitare il maggior numero possibile di voci diverse, nel rispetto della legge e della libertà di espressione.
L’omicidio di Meredith Kercher e il lungo procedimento giudiziario che ne seguì, durato quasi otto anni, furono tra i casi di cronaca più seguiti degli ultimi decenni, soprattutto perché coinvolgevano due studentesse straniere in Italia. La vicenda ebbe un’enorme copertura internazionale e fu raccontata in modo particolarmente aggressivo dai tabloid britannici, che spesso pubblicarono ricostruzioni speculative, dettagli non verificati o informazioni poi rivelatesi false.
Nel corso degli anni il caso divise profondamente l’opinione pubblica tra chi riteneva Knox colpevole e chi la considerava vittima di un errore giudiziario. Dopo l’assoluzione definitiva, Knox ha raccontato più volte la propria versione della storia, in modo eccessivamente protagonista secondo i suoi critici.
Nel 2016 era stata protagonista del documentario Amanda Knox, distribuito da Netflix, ha pubblicato due libri autobiografici e ha partecipato come produttrice alla serie televisiva The Twisted Tale of Amanda Knox, ispirata alla sua storia. Ha spesso ironizzato pubblicamente sull’accaduto, pubblicando dei tweet che spesso hanno infastidito l’opinione pubblica, soprattutto quella italiana.
In tutto questo tempo Knox ha sempre insistito che anche lei è stata una vittima di questa vicenda. Lo ha ribadito anche in un’intervista rilasciata al Times ad aprile per presentare il suo spettacolo. In quell’occasione Knox ha detto che lei e Kercher subirono forme diverse della stessa violenza, quella contro le donne.



