Tutto sull’eclissi solare del 12 agosto

Dopo quasi trent'anni, sarà la prima totale nell'Europa continentale e sarà parzialmente visibile anche in Italia

Sulla spiaggia di Etretat, in Francia, a osservare l'eclissi di sole dell'11 agosto 1999 (Yves Forestier/Sygma via Getty Images)
Sulla spiaggia di Etretat, in Francia, a osservare l'eclissi di sole dell'11 agosto 1999 (Yves Forestier/Sygma via Getty Images)
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Il prossimo 12 agosto ci sarà un’eclissi totale di Sole, la prima visibile da una parte importante dell’Europa continentale in quasi trent’anni. Il disco solare apparirà completamente oscurato dalla Luna nella Spagna settentrionale e nell’estremo nord-est del Portogallo, mentre più a sud-est come in Italia apparirà coperto al 90 per cento circa. L’eclissi avverrà quando in Italia mancheranno pochi minuti al tramonto, quindi non sarà facilmente osservabile, soprattutto in alcune zone montuose dove il Sole scompare presto all’orizzonte.

Al di là delle difficoltà, è uno degli eventi astronomici più importanti degli ultimi decenni non solo per gli appassionati dell’osservazione del cielo, ma anche per chi studia il Sole e in particolare la corona solare, cioè la parte più esterna dell’atmosfera della nostra stella. Sarà la prima eclissi totale di Sole visibile in ampie porzioni dell’Europa da quella dell’11 agosto 1999. Nel 2006 e nel 2015 ce n’erano state altre due, ma avevano interessato aree ristrette del continente tra Georgia, Russia, isole Svalbard e isole Faroe.

Un’eclissi non è visibile ovunque dalla Terra, ma solamente da una sottile striscia di terra e mare che corrisponde alla zona da cui, per questioni di prospettiva, la Luna oscura il disco solare passandoci davanti. Il 12 agosto il fenomeno interesserà un percorso che inizia dalla Russia artica e che passa per la Groenlandia, toccando parte dell’Islanda occidentale, una porzione contenuta del Portogallo e una fascia più ampia della Spagna settentrionale. In quelle aree l’eclissi sarà totale per circa due minuti: il cielo diventerà quasi completamente buio, prima di tornare a essere illuminato dal Sole, quasi al termine del suo moto apparente prima dell’arrivo del tramonto.

La striscia di terra e mare dove sarà visibile l’eclissi totale e l’area dove sarà visibile quella parziale (ESA)

In Italia la copertura del disco solare sarà intorno al 90 per cento, quindi la luminosità in cielo si ridurrà, ma non sarà osservabile la corona solare. Le regioni dove si vedrà meglio, nuvole permettendo, saranno quelle settentrionali e occidentali come Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana e Sardegna. Nelle restanti regioni del centro e del sud l’eclissi sarà marginale, proprio per via della maggiore distanza dalla fascia di maggiore oscuramento. In quelle zone il disco solare sarà oscurato per circa un terzo.

L’Italia è lunga e piena di rilievi montuosi e questo renderà complicata l’osservazione di un’eclissi che avverrà intorno all’ora del tramonto. Per farsi un’idea sulla visibilità del fenomeno in base alla propria posizione, l’Istituto nazionale di astrofisica (INAF) ha realizzato una serie di mappe che tengono conto dell’eventuale ombra dovuta ai rilievi montuosi.

L’inizio dell’eclissi, cioè quando la Luna “entra” nel disco solare, sarà visibile quasi da tutta l’Italia alle 19:30 mentre il Sole sarà ancora relativamente alto in cielo (c’è uno scarto di qualche minuto a seconda della zona in cui ci si trova). Alle 19:50 la fase intermedia inizierà a essere visibile per lo più al nord e al centro, colline e montagne permettendo, mentre inizierà a non essere osservabile al sud. Alle 20:20 il massimo dell’eclissi parziale sarà osservabile per lo più nella Pianura padana, sulle montagne più alte e in una minima frazione della Toscana e della Sardegna.

(INAF)

Orientarsi su mappe fisse non è sempre semplice e per questo il divulgatore Alessio Zanol, che si occupa soprattutto di didattica legata all’astronomia, ha sviluppato una mappa interattiva per sapere quando e quanto sarà visibile l’eclissi praticamente da ogni punto del pianeta. Cliccando sull’area geografica in cui ci si trova si può sapere l’orario di inizio dell’eclissi, la durata e la percentuale di oscuramento del disco solare al massimo dell’evento dal proprio punto di osservazione. Sempre dalla mappa, è inoltre possibile farsi un’idea delle condizioni dell’orizzonte, tramite servizi esterni come PeakFinder e Google Street View, per capire se ci saranno edifici o altro che ostacoleranno la vista.

Per chi si troverà in Spagna, l’Agenzia spaziale europea (ESA) ha invece prodotto una mappa che mostra, tramite immagini satellitari, la fascia di totalità dell’eclissi. Da mesi appassionati di astronomia e semplici curiosi hanno prenotato viaggi e soggiorni in quelle zone, dove l’eclissi sarà totale e dove ci sono più probabilità di avere un tardo pomeriggio con cielo sereno per osservarla.

(ESA)

Un’eclissi solare si verifica quando la Luna passa tra la Terra e il Sole e, da un punto di osservazione sul nostro pianeta, ne oscura almeno una parte. Quando Sole, Luna e Terra sono perfettamente allineati si può verificare un’eclissi totale, a condizione che la Luna si trovi a una distanza dalla Terra tale da apparire nel cielo grande quasi quanto il Sole.

In astronomia questa dimensione apparente si misura con il cosiddetto diametro angolare, che dipende sia dalle dimensioni reali di un oggetto sia dalla sua distanza dall’osservatore. Sebbene il Sole sia circa 400 volte più grande della Luna, si trova anche circa 400 volte più lontano dalla Terra: per questo i loro diametri angolari sono molto simili e i due corpi celesti ci appaiono quasi della stessa grandezza. È proprio questa rara coincidenza a rendere possibili le eclissi solari totali. In questo senso la Terra è un osservatorio privilegiato in tutto il sistema solare.

Osservare un’eclissi solare a occhio nudo non è una buona idea. Anche se il disco solare appare parzialmente oscurato, il Sole continua a essere una fonte di luce estremamente intensa e può causare danni alla vista anche permanenti.

Per osservare in sicurezza l’eclissi si devono usare occhiali speciali certificati ISO 12312-2. Si trovano comunemente nei negozi che vendono macchine fotografiche e telescopi, ma anche online. Le versioni più economiche hanno la montatura in cartoncino e costano pochi euro. Non è invece sicura l’osservazione attraverso i normali occhiali da sole, i vetri anneriti (come quelli da saldatura), le lastre delle radiografie e i CD.

In alternativa agli occhialini certificati, si può osservare l’eclissi indirettamente con la tecnica del foro stenopeico. Si buca il centro di un cartoncino praticando un piccolo foro che agisce come lente, focalizzando i raggi solari e proiettando l’immagine rovesciata del disco solare su una superficie sottostante (per esempio un foglio bianco). È importante osservare l’immagine proiettata e non provare a osservare direttamente il disco solare attraverso il foro, perché potrebbe essere pericoloso per la vista. Ma considerato che il Sole sarà basso all’orizzonte, potrebbe essere difficile riuscire a ottenere un’immagine ben visibile con questa tecnica.

(NASA)

La fotocamera del proprio smartphone può essere usata per fotografare e osservare l’eclissi, ma con qualche precauzione. Nella fase intermedia e nei luoghi in cui l’eclissi è parziale, il Sole rimane molto luminoso e riprenderlo direttamente senza un filtro sull’obiettivo potrebbe danneggiare il sensore della fotocamera, soprattutto nel caso di un uso prolungato. I filtri più semplici per le fotocamere degli smartphone costano pochi euro e sono facilmente reperibili, soprattutto online.

Per seguire l’eclissi l’INAF ha organizzato una diretta video, che inizierà intorno alle 19:30 del 12 agosto e alla quale collaboreranno l’Unione astrofili italiani e l’Associazione dei planetari italiani. Anche il sito Time and Date trasmetterà le immagini dell’eclissi, mostrando la totalità per come sarà osservabile dalla Spagna.

L’eclissi sarà inoltre un’importante occasione per fare ricerca. Un gruppo guidato dall’INAF di Torino testerà in Spagna un nuovo strumento (spettrografo) progettato per analizzare la corona solare, mentre un altro team porterà a bordo di un volo militare sull’Atlantico l’E-CorMag, uno strumento pensato per misurare il campo magnetico della corona. Altri gruppi di ricerca sfrutteranno i pochi minuti di buio dell’eclissi per cercare i cosiddetti vulcanoidi, ipotetici asteroidi mai osservati che, se esistono, orbitano tra Mercurio e il Sole. Sono così vicini al Sole da essere normalmente nascosti dal suo intenso bagliore: l’eclissi totale offre una delle rarissime occasioni per osservare quella regione di cielo dalla Terra.

Un aereo WB-57 allestito dalla NASA volerà a circa 15 chilometri di quota lungo la fascia di totalità per osservare la corona solare con speciali fotocamere in luce visibile e infrarossa, prolungando il tempo di osservazione rispetto a chi sarà a terra e raccogliendo dati su getti di plasma, protuberanze e riscaldamento della corona. Altri esperimenti useranno palloni scientifici in Islanda e Spagna per studiare come il rapido calo della luce durante l’eclissi modifica l’atmosfera terrestre, dalla struttura dello strato d’aria vicino al suolo fino alle variazioni dell’ozono negli strati atmosferici più alti.

La missione dell’ESA Solar Orbiter sarà coinvolta nello studio dell’eclissi. Nei giorni precedenti e durante il 12 agosto i suoi strumenti osserveranno il Sole e la corona per raccogliere dati utili a prevederne la struttura e l’aspetto durante la totalità. Le immagini e le misurazioni della sonda, combinate con modelli del campo magnetico solare, permetteranno ai ricercatori di confrontare le previsioni con ciò che sarà osservato dalla Terra e migliorare la conoscenza dell’atmosfera esterna del Sole.

Per la prossima eclissi in Europa non sarà comunque necessario attendere trent’anni. Il 2 agosto del 2027 ci sarà una nuova eclissi solare totale ben visibile nel sud della Spagna. In Italia sarà ancora una volta parziale e, a differenza di quella di quest’anno, sarà visibile un maggiore oscuramento del disco solare nelle regioni del centro e del sud. Per un’eclissi totale visibile dall’Italia sarà necessario avere molta pazienza e attendere il 3 settembre del 2081.