Il Pakistan ha imposto nuovi limiti alle attività dei giornalisti di testate straniere
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Il ministero dell’Informazione pakistano ha annunciato nuove misure molto restrittive sull’attività dei giornalisti che lavorano per testate straniere. Fra le altre cose richiedono che i giornalisti ricevano una specifica autorizzazione per lavorare fuori dalle tre città principali del paese, la capitale Islamabad, la più popolosa Karachi, e Lahore: quindi anche in zone come il Kashmir, dove il lavoro della stampa internazionale è particolarmente importante per raccontare cosa avviene nel territorio al centro della disputa pluridecennale con l’India.
Le nuove regole si applicano sia ai giornalisti stranieri sia a quelli pakistani che lavorano con le testate internazionali, e anche a tutti i collaboratori di altro tipo. Prevedono anche che i giornalisti possano perdere le proprie credenziali se pubblicano materiali contro la sovranità o l’ordine pubblico del Pakistan, concetti vaghi che possono essere applicati arbitrariamente. Anche se il Pakistan è formalmente una democrazia il governo è di fatto controllato dall’esercito, che è in grado di condizionarne completamente l’attività e destituire i politici che non gli sono graditi.
Nel paese ci sono già grossi limiti alla libertà di stampa, ma colpiscono più duramente i media locali rispetto a quelli internazionali. Il governo ha motivato le nuove misure dicendo di voler regolamentare anche l’operato delle testate internazionali.


