I paesi dell’OPEC+ hanno annunciato un nuovo aumento della produzione di petrolio per farne scendere il prezzo
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L’OPEC+ – che include gli 11 membri dell’OPEC (l’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio), tra cui Arabia Saudita e Kuwait, più altri paesi come la Russia – ha annunciato un nuovo aumento della produzione di petrolio, pari a 188 mila barili al giorno da settembre. È la quinta volta che l’organizzazione decide un incremento della produzione da quando è iniziata la guerra in Medio Oriente. L’obiettivo è tentare di stabilizzare il mercato del petrolio, danneggiato dall’interruzione dei commerci per la chiusura dello stretto di Hormuz, che ne ha fatto salire il prezzo.
Con l’aumento della produzione l’OPEC+ vuole tentare di rassicurare il mercato che il petrolio non mancherà, e anche dimostrare che il gruppo è pronto ad aumentare le forniture appena la guerra finirà davvero e i commerci riprenderanno a pieno ritmo. Fino ad allora le decisioni di aumento della produzione sono perlopiù simboliche: diversi impianti dei paesi del Golfo sono ancora danneggiati dagli attacchi iraniani e le esportazioni non sono riprese a pieno perché il passaggio delle navi dallo stretto di Hormuz non è ripartito.
L’aumento della produzione riguarderà anche questa volta Arabia Saudita, Iraq, Kuwait, Algeria, Kazakistan, Oman e Russia. L’OPEC+ ha in totale 21 membri, incluso l’Iran, ma solo questi sette paesi erano in grado di aumentare la produzione. Tra questi non ci sono più gli Emirati Arabi Uniti, che ad aprile avevano deciso di lasciare l’organizzazione – di cui facevano parte dal 1967 – per poter decidere in modo indipendente quanto petrolio estrarre.


