In Grecia c’è preoccupazione per questo pesce palla
È una specie invasiva, la sua carne è velenosa e può mordere molto, molto forte
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Nei mari della Grecia si è diffuso un pesce tropicale potenzialmente pericoloso, il pesce palla argenteo (Lagocephalus sceleratus). La sua carne è velenosa e i suoi morsi sono abbastanza potenti da frantumare ossa e metallo. È una specie invasiva e sta provocando danni significativi ai pescatori.
Anche se è raro che attacchi gli esseri umani, a giugno la Croce Rossa greca ha diffuso per la prima volta alcune raccomandazioni da seguire se si viene morsi, con consigli su come bloccare eventuali emorragie. Alcune spiagge greche, per esempio nella città di Calcide, hanno sistemato reti di protezione per isolare piccoli tratti di mare davanti alle spiagge e proteggere le persone che fanno il bagno.
Il pesce palla argenteo è originario dell’oceano Indiano e dell’oceano Pacifico, ma è una delle specie di pesci tropicali – come il pesce scorpione – che si stanno insediando nel Mediterraneo passando dal canale di Suez, attratte da temperature dell’acqua più alte. Negli ultimi trent’anni la temperatura del Mediterraneo è aumentata di 1 °C, e si prevede che entro il 2100 aumenterà ancora, tra 2 °C e 6 °C.
Il pesce palla argenteo è stato trovato per la prima volta nel Mediterraneo lungo le coste della Turchia, nel 2003. In Grecia è stato pescato per la prima volta nel 2005, e da allora si è diffuso rapidamente nel mare attorno al paese, in particolare nel mare Egeo e attorno alle isole di Creta e di Rodi. Non ci sono predatori che lo cacciano, e questo ha ulteriormente favorito la sua diffusione.
Un esemplare adulto misura in genere tra i 20 e i 60 centimetri, ma può superare il metro. Ha denti robusti e affilati, capaci di un morso potente. I suoi tessuti contengono tetrodotossina, una neurotossina potentissima che blocca la trasmissione nervosa provocando paralisi muscolare e respiratoria: può causare la morte e non esiste antidoto. La tossina resiste anche alla cottura. Il contatto di per sé non comporta grandi rischi, ma se ci si trova nella situazione è bene maneggiare il pesce palla argenteo con molta cautela, anche per evitarne il morso.
Alcuni pesci palla argentei al largo della Grecia, quest’estate.
Il pericolo per gli esseri umani è molto limitato: i casi di morsi e di avvelenamento sono rari, e non ci sono notizie di incidenti recenti. Ma la sua diffusione è un problema rilevante per l’equilibrio dell’ecosistema e per i pescatori, perché è un animale onnivoro e aggressivo, che si nutre di molluschi e altri pesci.
Il pesce palla divora i pesci già pescati e spesso distrugge le reti con i suoi morsi. Il Centro greco per la ricerca marina, un’organizzazione del governo, ha quantificato una media di 8.500 euro di danni per ogni barca da pesca in un anno. In alcuni casi poi il pesce attacca alcune specie che stanno già diventando più rare proprio a causa della pesca eccessiva, come il polpo.
Nei mesi scorsi il governo greco ha preso alcune iniziative per ridurne la diffusione. La principale è un programma sperimentale per i pescatori di alcune aree del mare Egeo e di Creta: verranno pagati 5,33 euro per ogni chilo di pesce palla argenteo pescato. Il segretario generale del ministero dell’Agricoltura, Spiros Protopsaltis, ha riconosciuto comunque che questo pesce «è qui per restare», e che l’obiettivo è più che altro quello di offrire un aiuto finanziario ai pescatori. Un programma simile è già stato messo in pratica da Cipro, dove si è diffuso prima, ma ha avuto effetti limitati.



