La Federal Reserve ha mantenuto invariati i tassi di interesse

Il governatore della Federal Reserve Kevin Warsh (AP Photo/Rod Lamkey, Jr.)
Il governatore della Federal Reserve Kevin Warsh (AP Photo/Rod Lamkey, Jr.)

La Federal Reserve, cioè la banca centrale statunitense conosciuta anche come FED, ha deciso di mantenere invariati i tassi di interesse di riferimento, che da gennaio sono in un intervallo tra il 3,50 per cento e il 3,75 per cento. Evidentemente la FED ha valutato che gli aumenti dei prezzi degli ultimi mesi, dovuti alla crisi energetica provocata dalla guerra in Medio Oriente, non sono ancora un problema, probabilmente perché l’inflazione sta scendendo. Tre funzionari, sui 12 dell’organo che decide i tassi, hanno votato contro, chiedendo invece di alzarli. 

Lo stesso provvedimento era stato preso anche lo scorso giugno, poco dopo la nomina di Kevin Warsh come nuovo governatore della FED. Il suo predecessore, Jerome Powell, aveva terminato il suo mandato tra gli insulti e le minacce di licenziamento del presidente Donald Trump, che da mesi chiedeva l’abbassamento dei tassi. Trump riteneva che Powell fosse stato troppo lento ad abbassarli e aveva scelto al suo posto Warsh nella speranza di influenzarne le decisioni, in violazione della storica indipendenza delle banche centrali. È probabile che il mantenimento dei tassi non soddisfi del tutto Trump, ma per lui è comunque una soluzione più vantaggiosa rispetto al rialzo.