Nel secondo trimestre del 2026 i profitti di Volkswagen sono calati di un terzo, nonostante il piano per tagliare i costi
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Nel secondo trimestre del 2026 Volkswagen ha registrato profitti per 1,54 miliardi di euro, un calo del 33 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, nonostante sia in corso da alcuni anni un piano per tagliare i costi. Il gruppo automobilistico tedesco infatti sta vivendo un periodo prolungato di crisi, pur rimanendo profittevole.
Nel periodo che va da aprile a giugno l’azienda ha sorprendentemente registrato un aumento dei costi pari a 3 miliardi di euro. Ha inoltre venduto 2 milioni di veicoli, il 10 per cento in meno rispetto allo stesso periodo del 2025. Questo rallentamento è dovuto soprattutto al mercato cinese, dove l’azienda sta avendo sempre più difficoltà per via della concorrenza delle aziende locali. I dati hanno spinto i dirigenti a rivedere le stime di vendite per il 2026: ora prevedono di vendere fino al 3 per cento di auto in meno rispetto al 2025, mentre la stima precedente includeva un aumento fino al 3 per cento.
Volkswagen, come tutto il settore automobilistico europeo, sta vivendo una crisi dovuta a molti fattori. Tra questi ci sono una minore domanda di auto da parte delle persone, una difficoltà ad adattarsi all’offerta di macchine elettriche, la crescente competizione da parte delle aziende cinesi, e i dazi commerciali imposti dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
Per cercare di ridurre i costi e gestire questa crisi nelle scorse settimane Volkswagen aveva deciso di ridurre fino alla metà il numero dei modelli di auto che produce e aveva raddoppiato la stima sul numero di posti di lavoro che intende eliminare nei prossimi anni, arrivando a circa 100mila.


