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  • Sabato 18 luglio 2026

Chi arrivò terzo ai Mondiali nel 2022? E nel 1990?

È facile che non lo ricordiate, perché la finale per il terzo posto conta poco e piace ancora meno: ma c’è, per i soldi e per le statistiche

Calciatori inglesi la sera della finale per il terzo posto ai Mondiali del 2018 (Ian MacNicol/Getty Images)
Calciatori inglesi la sera della finale per il terzo posto ai Mondiali del 2018 (Ian MacNicol/Getty Images)
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Nella tarda serata di sabato Francia e Inghilterra giocheranno a Miami, in Florida, la finale per il terzo posto dei Mondiali maschili di calcio (che nel 2022 fu vinta della Croazia e nel 1990 dall’Italia). La FIFA, che li organizza, la chiama “finale per il bronzo”; i francesi la chiamano petite finale, piccola finale; gli inglesi third-place play-off, spareggio per il terzo posto. In italiano è spesso definita finalina, o finale di consolazione. La giocano infatti due squadre piene di rimpianti e rimorsi, da poco sconfitte nelle rispettive semifinali. Ma dietro questa partita ci sono rilevanti interessi economici e, per alcuni calciatori, opportunità statistiche non indifferenti.

La finale per il terzo posto esiste dal 1934 (i Mondiali dal 1930) ma da tempo ci si chiede a cosa serva e si nota come chi la giochi lo faccia spesso controvoglia. Fu istituita per fare come le Olimpiadi, nelle quali un bronzo ha però un valore ben maggiore, ed è rimasta per lo sfizio di poter decretare una terza classificata e soprattutto per interessi legati ai biglietti venduti e agli accordi televisivi. Serve anche a evitare che tra semifinali e finale passino troppi giorni senza partite, e senza cose di cui far parlare o scrivere.

Non c’è un vero premio, e nemmeno un grande incentivo. I calciatori terzi classificati ricevono una medaglia di bronzo, ma nessun trofeo; e la squadra terza classificata riceve un paio di milioni di euro in più rispetto alla quarta. In totale, alla fine dei Mondiali, la prima classificata riceverà 50 milioni di dollari, la seconda 33, la terza 29 e la quarta 27.

Oltre alle medaglie e ai soldi (ma per il calcio due milioni di euro sono poca cosa, a quei livelli) c’è la possibilità, per la squadra che vince, di migliorare il proprio ranking FIFA (la classifica mondiale delle nazionali) e, certo, di poter dire di essere arrivata terza anziché quarta.

Spesso il principale interesse delle finali per il terzo posto sta però nel far segnare quanti più gol possibili ai propri attaccanti, così da farli diventare quelli con più gol in tutta quell’edizione dei Mondiali: i primi nella cosiddetta “classifica marcatori”, premiati dal 1986 con il premio noto come Scarpa d’oro.

Il francese Just Fontaine è il calciatore ad aver segnato più gol in un’edizione dei Mondiali. Nel 1958 ne segnò 13, quattro dei quali proprio nella finale per il terzo posto tra Francia e Germania Ovest, che finì 6-3.

Just Fontaine nel 1968 (Dpa/LaPresse)

Anche il portoghese Eusébio, l’italiano Totò Schillaci, il croato Davor Šuker e il tedesco Thomas Müller divennero i migliori marcatori dei rispettivi Mondiali anche grazie ai gol nelle finali per il terzo posto. Ed è dal 2002 che il premio individuale per il maggior numero di gol non va a un calciatore che vince anche la Coppa del Mondo: quell’anno andò a Ronaldo, che segnò 8 gol con il Brasile.

Totò Schillaci nel 1990 (SvenSimonSpo/United Archives via Getty Images)

Nel 1994, nella finale per il terzo posto tra Svezia e Bulgaria, il talentuoso – ma sregolato – attaccante Hristo Stoičkov si mise a insultare i compagni perché non gli passavano palloni sufficientemente utili a farlo segnare, così da vincere il premio per i gol: la partita finì 4-0 per la Svezia e Stoičkov finì il torneo con 6 gol, tanti quanti il russo Oleg Salenko, e uno in più di Romário e Roberto Baggio, che giocarono la finale senza però fare gol.

Quest’anno la finale per il terzo posto sarà un’occasione per l’inglese Harry Kane e il francese Kylian Mbappé. Nella classifica marcatori Kane ha segnato 6 gol e Mbappé 8, tanti quanti Lionel Messi, che nella finale contro la Spagna potrebbe però segnarne a sua volta. Mbappé avrà inoltre la possibilità di superare Messi nella classifica di gol segnati nella storia dei Mondiali, dove Messi è primo con 21 e lui – che presumibilmente ne giocherà altri in futuro – è secondo con 20.

Per certi versi è qualcosa di simile al cosiddetto stat padding. È la pratica, ben diffusa negli sport nordamericani e meno nel calcio, con cui i giocatori mettono le proprie statistiche davanti alle necessità della squadra.

Se ci sono pochi dubbi sul fatto che Kane e Mbappé saranno titolari, è probabile che molti altri loro compagni saranno diversi dalle semifinali. Anche quest’anno sembra infatti che i due allenatori di Francia e Inghilterra faranno giocare la finale per il terzo posto a calciatori che fin qui hanno giocato meno.

Sia Francia che Inghilterra hanno già giocato più volte per il terzo posto, e sempre scegliendo formazioni diverse da quelle usate fino alle semifinali. Oltre che nel 1958 alla Francia capitò nel 1982 e nel 1986, e in entrambi i casi il capitano e numero 10 Michel Platini restò in panchina. L’Inghilterra giocò la finale per il terzo posto nel 1990 – quando perse contro l’Italia, che da paese ospitante giocò con la sua squadra migliore – e nel 2018, quando perse contro il Belgio. Dopo aver vinto i Mondiali nel 1966 l’Inghilterra non è quindi mai andata oltre il quarto posto: vincere stasera le farebbe ottenere il suo miglior risultato in sessant’anni.

Per la Francia, invece, sarà un risultato peggiore rispetto al 2022, quando perse in finale contro l’Argentina, e al 2018, quando vinse i Mondiali.

Quattro anni fa la finale per il terzo posto fu vinta dalla Croazia, 2-1 contro il Marocco. Finora, in quello che forse è un segno di quanto poco importi di questa partita, ai Mondiali solo una finale per il terzo posto andò ai supplementari (nel 1986), e nessuna è mai arrivata fino ai rigori.

Luka Modrić e altri giocatori della Croazia nel 2022 (Youssef Loulidi/Fantasista/Getty Images)

Per quanto si possa provare a cercare dei motivi per giocarla e guardarla – le squadre giocano senza timore, si segnano tanti gol, è pur sempre Francia-Inghilterra – resta però una partita malinconica.

Quasi tutti i diretti interessati non vorrebbero essere lì. C’è senz’altro di peggio che giocare a calcio davanti a decine di migliaia di persone, eppure è una partita che proprio non piace, che fatica a trovare un senso. A volte per ragioni di voglia o orgoglio, altre perché davvero non sembra interessare a nessuno.

Se la vinci è una “magra consolazione”, se la perdi è pure peggio. «Questa partita non dovrebbe mai essere giocata. Se perdi vai a casa dopo due sconfitte di fila, quindi da perdente, magari dopo aver giocato un Mondiale meraviglioso», disse Louis van Gaal, che nel 2014 la vinse con l’Olanda contro il Brasile. Certo, è comunque solo una partita di calcio, davanti a decine di migliaia di spettatori e con televisioni che la mostrano in tutto il mondo. C’è di peggio.

Nel raccontare storia e senso della finale per il terzo posto ai Mondiali, The Athletic ha scritto: «La partita più deprimente nella storia del calcio fu quella di Premier League tra Reading e Queens Park Rangers giocata nell’aprile del 2013. Fu un mortificante e noioso 0-0, un risultato che causò la retrocessione di entrambe. Difficilmente il calcio può essere più desolante. Ma lo spareggio per il terzo posto non è tanto diverso».