Forse c’è un’atmosfera su un lontano pianeta simile alla Terra
È l'ultima caratteristica osservata su LHS 1140b, che è in una “zona abitabile” e potrebbe essere roccioso (ma non è il caso di entusiasmarsi troppo)
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Un gruppo di astronomi ha scoperto che un pianeta simile alla Terra e distante circa 48 anni luce dal nostro sistema solare potrebbe avere un’atmosfera. È una scoperta significativa, perché questa caratteristica si aggiungerebbe ad altre già note che potrebbero, in teoria, renderlo un pianeta adatto a ospitare organismi viventi per come li conosciamo. Gli astronomi hanno descritto la scoperta in un articolo pubblicato giovedì sulla rivista Science.
Il pianeta, chiamato LHS 1140b, era stato scoperto per la prima volta nel 2017 insieme ad altri esopianeti – cioè esterni al nostro sistema solare – con dimensioni paragonabili a quelle della Terra, rispetto alla quale ha una massa 5,6 volte superiore e un raggio maggiore del 70 per cento. Come gli altri, si trova nella cosiddetta “zona abitabile” di un’altra stella: dista cioè dalla sua stella abbastanza – né troppo, né troppo poco – da avere una temperatura superficiale media paragonabile a quella terrestre. È quindi possibile, in teoria, che sul pianeta ci sia acqua senza che sia sempre congelata o che si vaporizzi completamente. E dove c’è acqua, sulla Terra, c’è quasi sempre vita.
Oltre a essere roccioso e a trovarsi nella zona abitabile, probabilmente LHS 1140b ha anche un’atmosfera, secondo l’interpretazione dei nuovi dati raccolti dal gruppo di astronomi, guidato dal ricercatore Collin Cherubim. Averne una è considerata dagli scienziati un’altra delle condizioni fondamentali per l’abitabilità di un pianeta, perché contribuisce a trattenere l’acqua, regolare il clima e fornire protezione dalle radiazioni cosmiche. In passato erano già state osservate atmosfere su grandi pianeti gassosi, mentre individuarne una attorno a un pianeta roccioso è molto più difficile.
«Al momento non abbiamo alcuna prova dell’esistenza di vita sul pianeta, ma riteniamo che tutti gli ingredienti essenziali e davvero importanti siano presenti», ha detto Cherubim al New York Times.
Insieme ad altri esopianeti rocciosi della zona abitabile, LHS 1140b orbita intorno a una stella più piccola e fredda del Sole, una “nana rossa”, il tipo di stella più comune nella nostra galassia. È anche un tipo di stella che emette molte radiazioni, in grado di spazzare via le atmosfere dei pianeti più vicini. Nelle sue osservazioni, per esempio, il gruppo di ricerca non ha trovato alcuna atmosfera su LHS 1140c, un altro pianeta roccioso che orbita attorno alla stessa stella.
La presenza di un’atmosfera su LHS 1140b è stata dedotta a partire da un’osservazione del pianeta mentre transitava davanti alla sua stella nel 2024, fatta con uno spettrografo a infrarossi montato su un telescopio dell’Osservatorio di Las Campanas, in Cile. Gli spettrografi permettono di osservare e analizzare la radiazione elettromagnetica emessa da una determinata sorgente, e come cambia quando qualcosa le passa davanti.
In questo caso lo spettrografo ha permesso di rilevare una dispersione di elio proveniente da LHS 1140b: un fenomeno spiegabile ammettendo un’atmosfera sul pianeta e che quell’elemento fuoruscisse dagli strati più esterni. «È stato davvero emozionante osservare gli spettri di emissione e comprendere gradualmente le implicazioni di ciò che stavamo guardando», ha detto l’astronomo Shreyas Vissapragada, coautore dello studio.
Già altre volte le scoperte riguardo agli esopianeti che si trovano nella zona abitabile avevano suscitato interesse. Ricevono grandi attenzioni soprattutto da parte dei media, che rinnovano periodicamente le aspettative sugli annunci legati alla vita aliena. Ma le osservazioni e gli studi lasciano quasi sempre più domande aperte che risposte conclusive.
Nel caso di quest’ultimo studio, per esempio, il fenomeno osservato dagli scienziati nel 2024 non è stato riscontrato in una seconda osservazione nel 2025. L’ipotesi degli autori dello studio è che la fuoruscita di elio sia variabile nel tempo, e questo rende necessario avere una conferma della scoperta. Le osservazioni inoltre non permettono di stabilire la composizione dell’atmosfera negli strati inferiori, né di sapere se sia presente acqua allo stato liquido, o se il pianeta sia effettivamente abitabile.
Anche se per alcuni aspetti somiglia alla Terra, LHS 1140b è un pianeta diversissimo per altri. Per completare un’orbita intorno alla sua stella impiega meno di 25 giorni, molto meno dei 365 che impiega la Terra. Inoltre non c’è un ciclo di giorno e notte, perché mostra sempre la stessa faccia verso la sua stella. E mentre l’atmosfera terrestre è composta principalmente di azoto, riguardo a quella di LHS 1140b è stata osservata solo la presenza di elio negli strati più esterni, da cui è in fuga verso l’ambiente spaziale.
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