E quindi com’è questo “Odissea”
Cosa aspettarsi dal film più atteso dell'anno, senza spoiler
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Fin da quando Christopher Nolan ha annunciato che avrebbe fatto un film sull’Odissea, quello che ha fatto più discutere e ha preoccupato di più il pubblico potenziale è stato il modo in cui avrebbe potuto adattare e modernizzare una delle storie più antiche e famose al mondo. Eppure alla fine il film, che esce in tutto il mondo il 16 luglio, non si prende troppe libertà, o comunque non quante ci si potrebbe aspettare da un film pensato innanzitutto per intrattenere e scritto da un autore originale come Nolan.
C’è molto di quel che solitamente si conosce del poema; qualcosa che raramente si racconta, come tutta la parte che riguarda il figlio di Ulisse, Telemaco; qualcosa preso da altre storie, come l’Eneide o l’Orestea; e qualcosa di inventato. Le invenzioni sono nei dialoghi e in piccole scene o elementi che danno una sensibilità più moderna al film, rendono più chiari dei passaggi per esigenza di sintesi, o ancora servono a chiarire la lettura che Nolan ha della storia. E quella sì, invece, può far discutere.
Essendo scritto e girato da Christopher Nolan, Odissea è un film complesso. La storia è quella arcinota di un uomo che dopo la fine di una guerra vaga in mare non riuscendo a tornare a casa, ma è resa complicata dal modo in cui è raccontata. Il film alterna momenti diversi nei venti anni di lontananza da Itaca: si torna spesso a quel che è successo a Troia, poi si passa al viaggio in nave e poi al presente, a Itaca. Per un pubblico che non ha nessuna conoscenza della storia del poema epico probabilmente potrebbe essere una storia impegnativa da seguire tanto quanto quella di Inception.
Volendo fare un paragone però Odissea ha diversi elementi in comune con Oppenheimer, il film del 2023 che Nolan ha girato prima di questo, sull’inventore della bomba atomica. Sono due storie di personaggi noti per la loro genialità, a cui viene chiesto di fare qualcosa grazie al loro genio e che devono venire a patti con le conseguenze di quell’azione, sentendo il peso di una responsabilità. Inoltre, come quasi tutti i film di Nolan, è scritto a incastri: ogni cosa che viene detta, anche all’inizio, ha una funzione e servirà a comprenderne altre più avanti. Avviene fin dall’inizio dalla prima scritta che compare, prima della prima scena, che precisa che tutta la storia è ambientata in un mondo di “magia apparente”: servirà a capire parte del finale.
Quello che invece lo differenzia molto da Oppenheimer è che è un grande film di intrattenimento, in questo più vicino a Inception o ai film della trilogia su Batman di Nolan. Quello dell’intrattenimento è un lato presente nell’Odissea di Omero che Nolan non ha trascurato, anzi. Molto del film lo si passa tra avventure, grandi mostri marini e di terra, scene di tensione e anche una piccola parte girata in stile horror. Come sempre succede con Nolan anche Odissea è un film lungo, quasi tre ore, ma è fitto di eventi e con un buon ritmo. Non è insomma una versione didattica dell’Odissea, ma decisamente un adattamento spettacolare. Inoltre la scelta, molto raccontata, di girare un film che ha tanti elementi fantastici facendo il meno possibile uso di effetti visivi digitali porta il film a inventare molte soluzioni innovative e raramente viste al cinema.
Questo però succede solo quando il film comincia a raccontare la parte avventurosa. In tutto il lungo inizio, invece, per imbastire i temi e le questioni che dovrà affrontare, Odissea è un film estremamente dialogato. L’inizio ricorda il modo in cui le serie tv, nei primi episodi, devono preparare gli spettatori a una grande storia molto lunga. Ci sono tanti personaggi con storie che sembrano separate e che vengono spiegate a lungo.
Quello che è più facile invece che possa far discutere, o proprio non piacere, è la parte intellettuale. Come sempre avviene quando si fa un racconto del passato, il fine di Nolan è parlare del presente. Di solito per farlo si modificano alcuni elementi così che ricordino degli equivalenti attuali. Nel caso dell’Odissea invece si è scelto di non toccare gli eventi ma di fare in modo che il film, anche a un certo punto nelle parole del protagonista, esprima una loro lettura. Il film espone quindi una tesi e un’opinione su come vada interpretato quel che accade nella trama, cosa è bene che sia successo e cosa invece è da considerarsi una rovina. Si tratta di un’interpretazione contraria a quella con cui tradizionalmente vengono raccontati gli eventi dell’Odissea e in un certo senso, sembra di capire, è anche la ragione per cui una persona come Christopher Nolan può aver deciso di fare un film tratto dall’Odissea.
– Leggi anche: Cosa dicono le prime recensioni dell’“Odissea” di Christopher Nolan



